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Schlein e i padri padroni del Pd Fiorello e il riso sulla censura

Posta e risposta del 22 aprile 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, la prova che Elly Schlein si deve presentare, e anche “firmare”il logo, l’hanno data Prodi e gli altri vecchi che vogliono restare i padri-padroni del Pd. Sono stati loro a guidare questa “rivolta” contro il nome della leader alla quale dovrebbero non dico obbedienza, ma rispetto.

Lorella Mastini – Reggio Emilia

Avessero pure ragione (e non ce l’hanno) la segretaria non meritava questo isolamento-indebolimento. In Europa, a sinistra, seppero uscire di scena Brandt e Schmidt in Germania, Blair in Inghilterra, Gonzales e Zapatero in Spagna, Hollande in Francia, Papandreu in Grecia, Soares in Portogallo… In Italia sono tutti ancora lì.

Caro Merlo, il Cda della Rai ha spostato il problema sul compenso. Molti sbeffeggiano la cretineria di un funzionario e ridono del boomerang che premierebbe Scurati. Tanto che Fiorello dice, scherzando, che sogna d’essere censurato. Ma io ho letto il testo di Scurati, che è un grande scrittore, e penso che sia una vera censura, da regime.

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Caro Merlo, la prova che Elly Schlein si deve presentare, e anche “firmare”il logo, l’hanno data Prodi e gli altri vecchi che vogliono restare i padri-padroni del Pd. Sono stati loro a guidare questa “rivolta” contro il nome della leader alla quale dovrebbero non dico obbedienza, ma rispetto.

Lorella Mastini – Reggio Emilia

Avessero pure ragione (e non ce l’hanno) la segretaria non meritava questo isolamento-indebolimento. In Europa, a sinistra, seppero uscire di scena Brandt e Schmidt in Germania, Blair in Inghilterra, Gonzales e Zapatero in Spagna, Hollande in Francia, Papandreu in Grecia, Soares in Portogallo… In Italia sono tutti ancora lì.

Caro Merlo, il Cda della Rai ha spostato il problema sul compenso. Molti sbeffeggiano la cretineria di un funzionario e ridono del boomerang che premierebbe Scurati. Tanto che Fiorello dice, scherzando, che sogna d’essere censurato. Ma io ho letto il testo di Scurati, che è un grande scrittore, e penso che sia una vera censura, da regime.

Barbara Ballin - Milano

La censura è sempre cretina e maldestra. In Italia, dove tutto si corrompe in commedia, è anche la minchionaggine di un qualche funzionario-federale, il goffo zelo di un piccolo capo disposto a tutto, anche a immolarsi come capro espiatorio. Ma la censura rimane repressione e comando, e dunque violenza, anche quando si rivela un boomerang. Ridiamone pure allora, ma ridiamone per sopravvalutarla, come faceva Borgese mentre la subiva e mentre, con l’esilio, la fuggiva. A riderne per sottovalutarla, come fa Fiorello, si rischia invece di difenderla.

Caro Merlo, c’ero anch’io a Rep idee quando Vincenzo De Luca si è arrabbiato (per finta?) rispondendo alla sua domanda sul familismo, tanto da gridare più volte la parola “vergogna”. Ma il familismo è incontestabile: Roberto è stato assessore e Piero è deputato. Poveri amori di papà.

Marinella Pastore - Napoli

E’ del 1945 l’aforisma di Longanesi “la nostra bandiera nazionale è il tengo famiglia”. E Banfield pubblicò nel 1958 il libro sul familismo amorale che ancora oggi, non solo nel Sud, governa la politica, le università, le professioni e il capitalismo: la famiglia come impresa, non società per azioni, ma società per parenti. Ancora oggi non si entra nei mestieri, vale a dire nelle corporazioni, se non per cooptazione familistica. La corporazione nel sud è famiglia allargata, tribalismo ristretto, cosca feroce.

Caro Merlo, ennesima intervista sull'antifascismo a Franco Cardini, su "La Stampa": "Penso che l'antifascismo non sia un concetto chiaro perché ce ne sono tanti e incompatibili fra loro: il fascismo per esempio aveva cose in comune con il socialismo che era però antifascista". Io penso che arrampicarsi sugli specchi, a una certa età, è pericoloso e penso che il sogno di qualsiasi intellettuale "di destra" è essere intervistato su giornali "di sinistra". Basta dirlo.

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

“A una certa età”? Franco Cardini è stato sempre “fieramente anti-antifascista” e sempre intervistato, più o meno efficacemente, dai giornali più prestigiosi (quasi tutti di sinistra). E’ un’eccellenza della cultura di destra che sta dalla parte del male, ma almeno ci sta bene. Ed è migliore dei sempre più numerosi intellettuali (e giornalisti) che premettono “io sono di sinistra” e poi spiegano perché ha ragione la destra. Stanno anche loro dalla parte del male, ma ci stanno male.

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