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Forcella e la resistenza in convento. Corsini e i gerarchi visti da dietro

Posta e risposta del 26 aprile 2024
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Caro Merlo, nessuno, il 25 aprile, ha ricordato che la base segreta del Cnl, il Comitato di liberazione nazionale, operava nei sotterranei di San Giovanni in Laterano. Fu Papa Pio XII a volerlo, affiancato dal giovane Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI. È storia, peccato dimenticarla.

Orazio La Rocca – Giornalista vaticanista

I nazisti occuparono Roma il 16 ottobre del 1943 e quando il maresciallo Graziani ordinò la fucilazione dei giovani renitenti alla leva, la Chiesa divenne rifugio e salvezza, perché i tedeschi rispettarono la sua extraterritorialità, che era anche la certificazione della sua ambiguità, la neutralità come doppio e triplo gioco che il Vaticano a Roma intrecciava con i tedeschi, i fascisti, gli alleati, gli antifascisti, la popolazione. L’ultimo libro di Enzo Forcella, che morì nel 1999, si intitola La Resistenza in convento. A distanza di tanti anni, Forcella rivendicò la sua passività: aveva avuto paura e, giunto alla fine della vita, voleva difendere e gi…

Caro Merlo, nessuno, il 25 aprile, ha ricordato che la base segreta del Cnl, il Comitato di liberazione nazionale, operava nei sotterranei di San Giovanni in Laterano. Fu Papa Pio XII a volerlo, affiancato dal giovane Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI. È storia, peccato dimenticarla.

Orazio La Rocca – Giornalista vaticanista

I nazisti occuparono Roma il 16 ottobre del 1943 e quando il maresciallo Graziani ordinò la fucilazione dei giovani renitenti alla leva, la Chiesa divenne rifugio e salvezza, perché i tedeschi rispettarono la sua extraterritorialità, che era anche la certificazione della sua ambiguità, la neutralità come doppio e triplo gioco che il Vaticano a Roma intrecciava con i tedeschi, i fascisti, gli alleati, gli antifascisti, la popolazione. L’ultimo libro di Enzo Forcella, che morì nel 1999, si intitola La Resistenza in convento. A distanza di tanti anni, Forcella rivendicò la sua passività: aveva avuto paura e, giunto alla fine della vita, voleva difendere e giustificare quel suo sentimento. Bisognava combattere nel 1943 o modestamente e umilmente occorreva solo difendersi mentre i tedeschi rastrellavano, fucilavano, occupavano una città dove non c’erano le montagne, che sono adatte alla guerra partigiana, ma c’erano collegi e seminari, case parrocchiali, ospedali gestiti da enti cattolici, associazioni ecclesiastiche, catacombe, conventi femminili…Migliaia di persone vi furono nascoste. Scrisse Pietro Citati nella prefazione a Forcella: “Muovendo dalla Chiesa e da quel grande attore tragicomico che fu Pio XII la commedia di Roma si allarga all’infinito. Tutti giocavano a non sapere: i tedeschi fingono di ignorare che gli istituti religiosi sono imbottiti di ebrei, antifascisti, renitenti alla leva, clandestini di ogni tipo; il Vaticano finge di non nascondere nessuno; gli antifascisti a liberazione avvenuta fingono di non essere mai stati in convento. Tutti mentono, specialmente Graziani che da una parte fa fucilare i partigiani, ma dall’altra mantiene i contatti con le autorità ecclesiastiche fino a diventare una specie di agente di collegamento tra il governo di Salò e gli angloamericani”. Eugenio Scalfari ha raccontato a Papa Francesco com’era la vita in convento di tutti quei rifugiati: “Militari e fuggiaschi, prigionieri inglesi e americani, ebrei, generali e ministri di Badoglio, dirigenti dei partiti antifascisti, sindacalisti, burocrati, giovani che rifiutarono l’arruolamento, principi, grandi industriali con le mogli, giornalisti, scrittori, professori universitari, vecchi gerarchi, passavano i giorni in lunghe meditazioni in ginocchio, interrogati sui testi sacri letti in pubblico... Papa Francesco mi ha chiesto quanto tempo c’ero stato: due mesi e mezzo, ho risposto, e lui: ‘ora capisco perché sei diventato non credente’ ”.

Caro Merlo, in tv è andato in onda “Il Federale”, bellissimo film, visto e rivisto, con un magistrale Tognazzi. Immediata è stata l’associazione con il Corsini della Rai. L’obbedienza, la missione della vita, il sentirsi importante… Ignoranza e incapacità di pensiero autonomo lo hanno portato ad essere più realista del re (che nel frattempo si era dato alla fuga). Tutti i regimi totalitari hanno i loro Corsini.

Guido Iacovini

Leo Longanesi capì com’erano questi gerarchi il giorno che sull’autobus ne vide uno da dietro e ne raccontò… il didietro.

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