Sánchez, commedia rosa alla spagnola Salvini e Vannacci, la politica dei libri
di Francesco MerloCaro Merlo mi sono trasferito in Spagna e con ansia ho seguito l’annuncio di Pedro Sánchez, se avrebbe lasciato o continuato a essere primo ministro. Per fortuna ha deciso di restare. Un bellissimo discorso.
Giuseppe Palmiotta
Davvero ci crede? C’è la moglie indagata e c’è il premier innamorato che, in ritiro spirituale, per cinque giorni minaccia dimissioni per amore e fedeltà coniugale. Suspense? No, perché tutti sanno che neppure in Spagna, dove si vive ‘disvivendosi’, ci si dimette a puntate. E, a definitiva conferma che non si tratta di politica, ma di una commedia rosa degli eccessi, Almodovar si è messo alla testa dei girotondi… Al confronto, noi italiani sembriamo filodrammatici.
Caro Merlo, riguardo all’uscita di libracci (vedi il Vannacci o il Salvini), che fare? Parlarne male o no? Se ne parli (male) gli fai pubblicità comunque. Se lo ignori hai represso la tua rabbia, e spesso questo fa male, e in più sei stato un censore. Non se ne esce. E ti rimane sempre il dubbio: e se…
Caro Merlo mi sono trasferito in Spagna e con ansia ho seguito l’annuncio di Pedro Sánchez, se avrebbe lasciato o continuato a essere primo ministro. Per fortuna ha deciso di restare. Un bellissimo discorso.
Giuseppe Palmiotta
Davvero ci crede? C’è la moglie indagata e c’è il premier innamorato che, in ritiro spirituale, per cinque giorni minaccia dimissioni per amore e fedeltà coniugale. Suspense? No, perché tutti sanno che neppure in Spagna, dove si vive ‘disvivendosi’, ci si dimette a puntate. E, a definitiva conferma che non si tratta di politica, ma di una commedia rosa degli eccessi, Almodovar si è messo alla testa dei girotondi… Al confronto, noi italiani sembriamo filodrammatici.
Caro Merlo, riguardo all’uscita di libracci (vedi il Vannacci o il Salvini), che fare? Parlarne male o no? Se ne parli (male) gli fai pubblicità comunque. Se lo ignori hai represso la tua rabbia, e spesso questo fa male, e in più sei stato un censore. Non se ne esce. E ti rimane sempre il dubbio: e se il libro di Salvini fosse un capolavoro? Debbo decidere. No, il Salvini non lo leggerò. Ho ripreso Hans Blumenberg, svizzero ebreo figlio di cattolici: la Leggibilità del mondo (prefazione di Remo Bodei). Al capitolo diciannovesimo (Il libro vuoto del mondo) ho un tarlo: nel libro di Salvini…, che c’è là dentro?
Salvatore Siddi
Tutti i libri dei politici sono, come quelli di Salvini e di Vannacci, propaganda. Non ne ricordo uno solo, neppure tra quelli più pensosi o tra quelli letterari e “ fuori tema”, che sia riuscito a diventare un bel libro. Adesso Salvini ha pubblicato questo suo “contributo alla critica di me stesso” perché si è ormai perso per strada e davvero è suonato. Quello di Vannacci è invece un gargarismo autocelebrativo che non ha neppure come pretesto la nobiltà della politica. E’ stato pubblicizzato come l’autobiografia intellettuale di uno scavezzacollo del pensiero reazionario ma non c’è pubblicità che tenga se il prodotto da reclamizzare vale meno della reclame. Dunque leggerli non è un dovere, non è un arricchimento e neppure è informazione. Non riescono a essere libracci e neppure libroidi, sono due libri inutili, da destinare all’oblio immediato, totale, con annesso messaggio da consegnare a figli e nipoti.
Caro Merlo, sarà pure infantile, ma temo che sia efficace la trovata acchiappavoti di chiedere agli elettori di Fratelli d’Italia di scrivere sulla scheda solo il nome “Giorgia”.
Mirko Tagliaferri - Piacenza
Non so dire se “Giorgia Meloni detta Giorgia” servirà davvero ad acchiappare voti, ma è più che una trovata infantile. E’ infatti una risposta, purtroppo efficace, al dannoso, umiliante dibattito sull’uso del nome della leader Elly Schlein in cui si è smarrito il Pd. Con la regia di Prodi, il Pd si è infatti indebolito costringendo la segretaria a fare “marcia indietro” e a togliere il proprio nome dal simbolo. Al contrario, Giorgia Meloni, per ribadire la forza del nome, ha tolto il cognome. E più che per sé stessa l’ha fatto “contro” l’avversaria: “Siccome per fortuna non sono la segretaria del Partito democratico confido che il mio partito farà del suo meglio per darmi una mano in questa campagna elettorale”.
Caro Merlo, sono certa che rimetterà all’opera la benefica ghigliottina per l’insopportabile “è un tema trasversale, che va oltre gli steccati politici”.
Nina Barale – Vercelli
Ghigliottina.