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Conte e le bugie dei bagni di folla. David, la sobrietà dei superlativi

Piana degli Albanesi (Palermo), 1 maggio: Giuseppe Conte (fotogramma)
Posta e risposta di domenica 5 maggio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, i sondaggi danno il Pd in crescita e i 5stelle in calo. Eppure i viaggi elettorali di Conte sono organizzati con la tecnica dei bagni di folla. A Lecce l’ho visto al mercato cercare la gente. Si offriva e poi, creato l’assembramento, abbracciava e toccava tutti. Neppure il Papa si comporta così.

Licia Mazzotta — Lecce

Più bugiardi dei sondaggi ci sono solo i bagni di folla al Sud, che purtroppo è ancora lo scenario naturale degli imbonitori.

Caro Merlo, a proposito della lettera di Manuel Orazi sull’Atleta di Lisippo vorrei aggiungere che la restituzione delle antiche opere d’arte riempirebbe non solo la Grecia, ma anche l’Egitto di statue, templi e manufatti. Ma noi cosa ne sapremmo? È vero che c’è stata una espoliazione da parte degli europei di molti tesori antichi, ma se non ci fossero i musei di Torino, Parigi, Londra chi potrebbe ammirare da vicino i capolavori di queste civiltà?

Piero Pavoni — Milano

La smania delle restituzioni e l’abuso della nozione di genius lo…

Caro Merlo, i sondaggi danno il Pd in crescita e i 5stelle in calo. Eppure i viaggi elettorali di Conte sono organizzati con la tecnica dei bagni di folla. A Lecce l’ho visto al mercato cercare la gente. Si offriva e poi, creato l’assembramento, abbracciava e toccava tutti. Neppure il Papa si comporta così.

Licia Mazzotta — Lecce

Più bugiardi dei sondaggi ci sono solo i bagni di folla al Sud, che purtroppo è ancora lo scenario naturale degli imbonitori.

Caro Merlo, a proposito della lettera di Manuel Orazi sull’Atleta di Lisippo vorrei aggiungere che la restituzione delle antiche opere d’arte riempirebbe non solo la Grecia, ma anche l’Egitto di statue, templi e manufatti. Ma noi cosa ne sapremmo? È vero che c’è stata una espoliazione da parte degli europei di molti tesori antichi, ma se non ci fossero i musei di Torino, Parigi, Londra chi potrebbe ammirare da vicino i capolavori di queste civiltà?

Piero Pavoni — Milano

La smania delle restituzioni e l’abuso della nozione di genius loci danneggia i territori. Per esporre l’arte ci vogliono i musei (soldi, organizzazioni, dipendenti, accessibilità, parcheggi, polizia, ristorazione, hotel, nettezza urbana…). Statue e quadri vengono dopo.

Caro Merlo, nella lista di Mauro Suttora, “Che meraviglia questi nostri cantanti over 70”, oltre a Paolo Conte, manca Ivano Fossati, che ha 73 anni.

Alberto Zeni — Carrara

Molti vorrebbero tirare le orecchie a Mauro Suttora anche per Edoardo Vianello e Wilma Goich, Edoardo Bennato, Salvatore Adamo, Nicola di Bari, Rosanna Fratello, Shel Shapiro, Riccardo Fogli, Anna Identici, Nada. Non accetto invece reclami per i gruppi come i Ricchi e poveri, le Orme, i Dik Dik e gli Alunni del sole di cui bisognerebbe calcolare l’età media, che è un lavoro da Istat.

Caro Merlo, non crede che i David di Donatello siano i premi più prevedibili e noiosi del mondo?

Cosimo Nardelli — Trento

Non esageri. In tutte le premiazioni bisognerebbe contare e pesare i superlativi. A orecchio, i più usati mi sono sembrati sobri: fantastico, straordinario, coraggioso, eccezionale. Pochi i “leggendario”. Quando sono troppi — spiegano gli studiosi di retorica — gli iperboloni non esprimono più nulla tranne il disagio dell’intelligenza e dunque la perdita del rispetto di sé. Ma per quello ci vuole l’Oscar.

Caro Merlo, è vero che “scappati di casa” è una delle più abusate frasi fatte, ma, forse, in nome di Gadda e di Pavese, si può fermare la ghigliottina.

Mario Sacchetti — Modena

Nonostante la signora Miriam Fraticelli di Ancona abbia elencato molto bene i troppi abusi che hanno degradato l’espressione “scappati di casa” a tic linguistico, ricevo tanti inviti alla clemenza. E, nell’edizione online, molto acute ho trovato la nota firmata Cafiero e quella firmata Montarone, che con arguzia spesso animano dibattiti veloci ma profondi. Cafiero, in sostanza, si è appellato alla poesia degli scappati di casa. Da Brescia la professoressa Marta Benelli ricorda che “Rimbaud era uno scappato di casa” e da Firenze Mirella Moncada scrive che “solo da scappato di casa, a Pisa, a Napoli… Giacomo Leopardi trovava sollievo”. E Marco Guidotto ne trova conferma “nella gioia bolognese che Leopardi trasmette nelle lettere a Carlo Pepoli (Olschki editore)”. Non riesco a cambiare idea, ma l’esecuzione è sospesa. “Scappati di casa” torna in attesa di giudizio.


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