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Botte a scuola, Ostia ma anche Treviso Eurovision, l’inglese di Baby Lasagna

Il cantante Baby Lasagna all'Eurovision (agf)
Posta e risposta di domenica 12 maggio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, ma Ostia non era stata bonificata dal clan Spada? Strano che nessuno abbia visto niente quando la mamma di un alunno molto vicina a quella famiglia ha preso a schiaffi una professoressa che aveva rimproverato il figlio Lino!

Gianni Ingrascì –Treviso

Gli insegnanti, disprezzati e maltrattati tanto dagli studenti quanto dai genitori in difesa del ‘figlio mio’, sono stati picchiati a pugni e calci, non solo a Ostia, ma anche in Emilia, dove a Carpi — ricorda? — è stato rotto il naso al prof Giordano, che aveva sedato una rissa di studenti, ed è stato perciò aggredito da picchiatori con passamontagna e coltello. La violenza contro gli insegnanti sta diventando un’emergenza sociale, non solo nei quartieri caldi del sud, a Foggia e a Messina. Ad Abbiategrasso, il 5 febbraio scorso, una professoressa è stata addirittura accoltellata da uno studente diciassettenne. A Varese, nel giugno del 2023, un’altra prof era stata accoltellata da un sedicenne. E anche le mamme, in tutta Itali…

Caro Merlo, ma Ostia non era stata bonificata dal clan Spada? Strano che nessuno abbia visto niente quando la mamma di un alunno molto vicina a quella famiglia ha preso a schiaffi una professoressa che aveva rimproverato il figlio Lino!

Gianni Ingrascì –Treviso

Gli insegnanti, disprezzati e maltrattati tanto dagli studenti quanto dai genitori in difesa del ‘figlio mio’, sono stati picchiati a pugni e calci, non solo a Ostia, ma anche in Emilia, dove a Carpi — ricorda? — è stato rotto il naso al prof Giordano, che aveva sedato una rissa di studenti, ed è stato perciò aggredito da picchiatori con passamontagna e coltello. La violenza contro gli insegnanti sta diventando un’emergenza sociale, non solo nei quartieri caldi del sud, a Foggia e a Messina. Ad Abbiategrasso, il 5 febbraio scorso, una professoressa è stata addirittura accoltellata da uno studente diciassettenne. A Varese, nel giugno del 2023, un’altra prof era stata accoltellata da un sedicenne. E anche le mamme, in tutta Italia, menano. Lei, caro Ingrascì, allude all’omertà di Ostia, ma nella bella Treviso, davanti al “Riccati”, gli studenti si pestano, al punto che la polizia pattuglia la piazza Vittoria, nell’orario di uscita da scuola. Lei non è certo razzista ma nessuna “bonifica” può trattare un cognome malfamato come un reato. Non si possono, con una pulizia anagrafica e una potatura dell’albero genealogico, mandare al confino tutti i parenti e gli affini degli Spada.

Caro Merlo, grande l’Eurovision, che ha fatto sfilare i migliori cantanti di tante nazioni. Peccato che sia stata snaturata, perché la maggior parte degli artisti si è esibita in inglese, rinunciando a portare la cultura del proprio paese all’attenzione internazionale. Bene fanno Italia, Francia e Spagna e pochi altri ad offrire canzoni che evidenziano la bellezza della propria lingua; fa impressione vedere invece danesi, lettoni, albanesi scimmiottare i colleghi angloamericani copiando (malamente) ritmi, movenze, lingua.

Chiara Lena-Sestri

A me è subito piaciuto Baby Lasagna, il cantante croato (istriano), che si è scelto un cognome italiano. E non si sa se vuole onorare la cucina italiana, che giustamente il governo Meloni propone all’Unesco come patrimonio dell’umanità, o se vuole rilanciare l’espressione “baby lasagna”, che in inglese viene usata per indicare “la pelle rugosa come una lasagna della pancia di un donna dopo il parto”. La canzone, sull’emigrazione croata, si intitola “Rim Tim Tagi Dim”: Ay, I’m a big boy now / I’m ready toleave, ciao, mamma, ciao”. Sono contento che Baby Lasagna la canti in inglese, che è la lingua della musica contemporanea. Pensi ai nostri Måneskin e pensi agli Abba che, svedesi, già nel 1975 si imposero in tutto il mondo, grazie all’inglese di Mamma Mia. Magari lei non ne ha bisogno, ma le canzoni aiutano a fare pratica con l’Inglese che, dovunque, anche nella sua Sestri, aiuta a vivere e, pensi un po’, più lei usa bene l’Inglese e più migliora anche il suo Italiano.

</MC><MC0>Caro Merlo è vero che “armi di distruzione di massa” è abusata, ma accostata a “armi di distruzione di massa” è una paronomasia, come spendere e spandere, morire di fama… Salvi la mia laurea in Lettere e sospenda la ghigliottina per questa paronomasia, che sarebbe piaciuta al suo amato Serianni.

Elena Morelli

Invece la confermo. Abbiamo ghigliottinato la distrazione di massa, non la paronomasia.

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