Dio e gli abiti indossati dall’orrore. Tajani e i condannatori di Gramsci
Caro Merlo, il fascismo, il nazismo, lo stalinismo (il Male) non si presentano sempre con lo stesso vestito. Che abito indosserà l’orrore a venire? Che sembianze avrà? Sarà un’Idra multicefala… un miscuglio di fanatismi religiosi, di stupidità nefasta ed esiziale, di ideologie e nazionalismi folli… Forze immani si abbatteranno contro un mondo ormai smidollato. Nessun Dio li fermerà, nessun Dio ferma il Male. Quando mai lo ha fatto?
Salvatore Siddi — Pino d’Asti
Mai. Neppure quando il male è commesso in nome suo.
Caro Merlo, il moderato Tajani, ospite di un Formigli impreparato sull’argomento, ha dichiarato che Togliatti ha contribuito all’arresto di Gramsci. Si tratta di crassa ignoranza o di proterva malafede?
Bernardo Risino — Usmate Velate
Nessuna delle due. Immagino che Tajani, forse in maniera orecchiata e sicuramente distorta, volesse riferirsi ai dissidi, alle tensioni, ai sospetti e alle accuse anche esplicite che contrapposero Gramsci ai suoi compagni del Pci, soprattutto a R…
Caro Merlo, il fascismo, il nazismo, lo stalinismo (il Male) non si presentano sempre con lo stesso vestito. Che abito indosserà l’orrore a venire? Che sembianze avrà? Sarà un’Idra multicefala… un miscuglio di fanatismi religiosi, di stupidità nefasta ed esiziale, di ideologie e nazionalismi folli… Forze immani si abbatteranno contro un mondo ormai smidollato. Nessun Dio li fermerà, nessun Dio ferma il Male. Quando mai lo ha fatto?
Salvatore Siddi — Pino d’Asti
Mai. Neppure quando il male è commesso in nome suo.
Caro Merlo, il moderato Tajani, ospite di un Formigli impreparato sull’argomento, ha dichiarato che Togliatti ha contribuito all’arresto di Gramsci. Si tratta di crassa ignoranza o di proterva malafede?
Bernardo Risino — Usmate Velate
Nessuna delle due. Immagino che Tajani, forse in maniera orecchiata e sicuramente distorta, volesse riferirsi ai dissidi, alle tensioni, ai sospetti e alle accuse anche esplicite che contrapposero Gramsci ai suoi compagni del Pci, soprattutto a Ruggero Grieco e, in forme meno dirette, anche a Togliatti che, poi, sulle lettere di Gramsci, avrebbe esercitato un controllo che somiglia alla censura. La materia, complessa e pure sofferta, è stata studiata molto ma con troppo sentimento e risentimento, e infatti non c’è ancora un’interpretazione o, come si dice, una diagnosi “condivisa”. Io consiglio, se vuole cominciare, il libro di Luciano Canfora,Gramsci in carcere e il fascismo (Salerno 2012). Si parte, dalle parole ormai famose con le quali Gramsci, scrivendo dal carcere nel 1932, ricordò con amarezza il commento di un giudice, che aveva usato contro di lui una lettera di Grieco del 1928 allo stesso Gramsci,che lo comprometteva perché lo indicava, senza le ovvie e abituali prudenze, come capo dei comunisti italiani. Il giudice aveva detto a Gramsci: “Onorevole Gramsci, ha degli amici che certamente desiderano che lei rimanga un pezzo in galera”. “Chi mi ha condannato — commenta un adirato Gramsci — è un organismo molto più vasto, di cui il Tribunale speciale non è stato che l’indicazione esterna e materiale, che ha compilato l’atto legale di condanna… Questa è almeno la mia persuasione, ormai ferreamente ancorata perché l’unica che spieghi una serie di fatti successivi e congruenti tra loro”. Gramsci non fa i nomi di quelli che chiama “i miei condannatori”. Di chi parla? Caro Risino, cominci da Canfora e dalle lettere che non furono pubblicate nella prima edizione. Non le servirà per capire meglio la semplicioneria di Tajani e neppure il pensiero di Gramsci, ma la sua vita, la sua famiglia, la sua morte e il modo poco scientifico con il quale i più importanti storici italiani lo hanno studiato.
Caro Merlo, non vedo il motivo per ghigliottinare “senza giri di parole”, “per andare al nocciolo della questione” (che, tra l’altro, rimanda al titolo di un importante romanzo giallo di un noto scrittore), “non allungare il brodo”, “un po’ per celia un po’ per non morire” (tratto da una celeberrima opera) e “una bacchettata sulle mani”. Se un motivo plausibile sussiste allora ghigliottiniamo anche, ad esempio, “taglia corto”, “vieni al sodo” e chissà quante altre parole, frasi e modi di dire.
Adriano Micali — Roma.
“Date le circostanze”, dovrei allora salvare anche “metticela tutta” e “fagliela vedere”. E invece, sia pure con dolore, ghigliottino.
Per scrivere a Francesco Merlo francescomerlo@repubblica.it