Francesco è il Papa delle meraviglie Ed ecco a voi tutti i dettagli morbosi
di Francesco MerloCaro Merlo, non so per quali associazioni mentali, il “c’è troppa frociaggine” di Bergoglio mi ricorda il “troppe tedescherie” di Muti, che ha tenuto a difendere il repertorio musicale italiano. Ma il Papa cosa vuole difendere?
Attilia Giuliani
“Le tedescherie” è un’espressione realistica meravigliosa, che probabilmente Muti riprese da Verdi, il quale si sentiva accerchiato dal wagnerismo, lui che era un italiano “contadino” felicemente concreto. Anche la “frociaggine” è un’espressione realistica che fa meraviglia perché esprime, al di là del trito e ritrito insulto omofobo, una familiarità, non solo ironica, con il linguaggio gay. Il lessico dei grandi letterati omosessuali contemporanei, da Edmund White al nostro Aldo Busi, da Gore Vidal a Walter Siti, non è neppure tentato dal moralismo del politicamente corretto. E visto che parliamo di musica, ricordo bene che Paolo Isotta si proclamava con fierezza ”frocio” e rifiutava la definizione “gay”. Non è mai stato facile interpretare il…
Caro Merlo, non so per quali associazioni mentali, il “c’è troppa frociaggine” di Bergoglio mi ricorda il “troppe tedescherie” di Muti, che ha tenuto a difendere il repertorio musicale italiano. Ma il Papa cosa vuole difendere?
Attilia Giuliani
“Le tedescherie” è un’espressione realistica meravigliosa, che probabilmente Muti riprese da Verdi, il quale si sentiva accerchiato dal wagnerismo, lui che era un italiano “contadino” felicemente concreto. Anche la “frociaggine” è un’espressione realistica che fa meraviglia perché esprime, al di là del trito e ritrito insulto omofobo, una familiarità, non solo ironica, con il linguaggio gay. Il lessico dei grandi letterati omosessuali contemporanei, da Edmund White al nostro Aldo Busi, da Gore Vidal a Walter Siti, non è neppure tentato dal moralismo del politicamente corretto. E visto che parliamo di musica, ricordo bene che Paolo Isotta si proclamava con fierezza ”frocio” e rifiutava la definizione “gay”. Non è mai stato facile interpretare il linguaggio dei Papi: simbolismo, metafore, parabole, più oscurità che luce. Invece Francesco, che non è Pio IX che dialogava con gli angeli, vuole parlare il linguaggio della realtà e liberarsi, anche lui come Verdi, delle tedescherie. Benedetto XVI, che comunicava di più con le sue babbucce che con le sue parole, annunciò le dimissioni nella lingua madre della Chiesa, il latino — «declaro … renuntiare» — e nessuno capì nulla, tranne una cronista dell’Ansa che aveva fatto studi classici: “ma il Papa sta dicendo che se ne va”. Certo, ai tempi di Pio IX non c’era Dagospia che ha orecchie dappertutto, anche nei sotterranei che ispirarono Gide. Ma non c’è da scandalizzarsi scoprendo che Francesco vuole stare dentro la realtà e usare tutte le lingue che si parlano in quel campo largo che va da Benigni a Vannacci.
Non condivido, caro Merlo, lo scandalo del “pane a 9 euro al chillo”. E la invito a riflettere sul pane già immangiabile dopo poche ore dall’acquisto. È venduto dalla grande distribuzione sotto forma di baguettes infornate magari in Germania o in Romania con farine di provenienza ignota, da terreni ipersfruttati e impoveriti da un’agricoltura industriale aggressiva e priva di scrupoli. Ed è servito anche nei più segnalati bistrot della città. Purtroppo non si parla del valore del pane, delle farine e delle lavorazioni, bensì solo del prezzo. Con franchezza, per me non ha prezzo il piacere di un cibo che si conosce e si apprezza.
Carlo Casti — Milano
Nessuno scandalo, rovesciamo però il luogo comune e diciamo: “cattivo come il pane”.
Caro Merlo, trincerarsi dietro “il diritto-dovere di cronaca” è patetico, offensivo e triste. L’insistere di tg e giornali sui macabri particolari del delitto Tramontano (Impagnatiello il killer), non serve a nessuno, ma può far male a molti.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
È odiosa la deriva selvaggia di questo giornalismo italiano che attizza la morbosità. Non è vero che negli ingrandimenti dei particolari feroci c’è il Dio dei dettagli. Al contrario, più ingrandisci il dettaglio morboso più Dio si allontana da te, dal giornale, da tutti.
Caro Merlo, molto usata nei dibattiti tv, “occorre un cambio di paradigma” mi sembra una frase senza senso.
Diego Dorti
L’abusatissima, pretenziosa parola “paridigma” ha preso così tanti significati oscuri, da non averne più nessuno chiaro. Ghigliottina.