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Rai, al via l’estate delle repliche. La “troppità” di Papa Francesco

Papa Francesco durante un'udienza (agf)
Posta e risposta del 31 maggio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, non è iniziato giugno e già i programmi Rai salutano per le ferie e promettono di tornare a settembre. Vuol dire che verremo sottoposti a tre mesi di repliche. Mi chiedo: l'abbonamento che mi obbligano a pagare prevede una sospensione estiva? Come si fa a richiederla?

Brunella Iannace - Firenze

Purtroppo, lei non paga un abbonamento, ma una tassa, anzi un balzello. Chi pagherebbe la bolletta a un acquedotto sforacchiato, fatiscente e maleodorante che durante l’estate facesse defluire nelle condutture private le acque reflue e i miasmi organici delle repliche? E se l’erogazione del gas fosse intermittente com’è in televisione la decenza dei programmi chi onorerebbe la bolletta del gas?

Caro Merlo, Patty Pravo o Maupassant? Riascolti “Pensiero Stupendo”.

Andrea Ziffer — Firenze

Le prometto che riascolterei anche La bambola, Ragazzo triste e Pazza idea se solo lei (ri)leggesse “Boule de Suif”.

Caro Merlo, torno alla frase di Papa Bergoglio ("c'è un'aria di troppa frociaggin…

Caro Merlo, non è iniziato giugno e già i programmi Rai salutano per le ferie e promettono di tornare a settembre. Vuol dire che verremo sottoposti a tre mesi di repliche. Mi chiedo: l'abbonamento che mi obbligano a pagare prevede una sospensione estiva? Come si fa a richiederla?

Brunella Iannace - Firenze

Purtroppo, lei non paga un abbonamento, ma una tassa, anzi un balzello. Chi pagherebbe la bolletta a un acquedotto sforacchiato, fatiscente e maleodorante che durante l’estate facesse defluire nelle condutture private le acque reflue e i miasmi organici delle repliche? E se l’erogazione del gas fosse intermittente com’è in televisione la decenza dei programmi chi onorerebbe la bolletta del gas?

Caro Merlo, Patty Pravo o Maupassant? Riascolti “Pensiero Stupendo”.

Andrea Ziffer — Firenze

Le prometto che riascolterei anche La bambola, Ragazzo triste e Pazza idea se solo lei (ri)leggesse “Boule de Suif”.

Caro Merlo, torno alla frase di Papa Bergoglio ("c'è un'aria di troppa frociaggine in giro nella Chiesa"), per dire quanto sono rimasto male per quella parola: "troppa".

Luca Cardinalini - Marsciano (Perugia)

Giorgio Manganelli la chiamava "troppità", una patologia che danneggia chi l'esibisce molto più di chi la subisce.

Caro Merlo, da tempo volevo chiederle di ghigliottinare “Colle” usato al posto di Presidenza della Repubblica, “Quirinale” al posto di Presidente e “Carta” al posto di Costituzione. Poi ho pensato che non ne valesse la pena. Dopo tutto, anche la ghigliottina sarebbe da ghigliottinare. Oggi su Repubblica leggo (in testa alla prima pagina): “Giudici, carriere separate. Gelo del Colle”. Non avendo simpatia per le ghigliottine le consiglierei di chiedere a bassa voce, a chi ha il potere di farlo, di impedire l’uso di “Colle, Quirinale e Carta”.

Sandro Sandri - Bologna

La titolazione ha un suo proprio codice con regole speciali che a volte violano le regole generali. Qui mi limito all’articolo1: “il titolo deve trasmettere la massima quantità di informazioni nel minor spazio possibile”. Anche la ghigliottina, che non sarà abolita ma rafforzata, deve rispettare il codice della titolazione.

Caro Merlo, ricordo un comico, Antonio Cornacchione, che ironizzava su Berlusconi: "Povero Silvio, lavora sempre!". La stessa cosa vale per Brunetta: "Povero Brunetta, lavora sempre".

Ezio Pagliarino — Acqui Terme

E infatti Brunetta che, ministro della Pubblica amministrazione del governo Berlusconi, vedeva dovunque “fannulloni”, era per noi “il fantuttone”, che non è, le ricordo, il contrario del fannullone, ma è la sua perfezione: il fantuttone è il fannullone indaffarato.

Caro Merlo, Karl Kraus chi era costui? Le citazioni non mi entusiasmano; Chi si rivolge – sperabilmente - a un pubblico ampio e composito, dovrebbe porsi il problema di quale registro usare; sennò diventa il dialogo di èlite.

Gualtiero Todini – Centocelle (Roma)

Le consiglio, invece di reagire così, di approfittarne per leggere qualche libro di Karl Kraus, cominciando magari da Detti e contraddetti (Adelphi) che è il più facile, ma non il più bello. Sono sicuro che mi ringrazierà.

Caro Merlo, quando incontrerà Saviano: “Buongiorno, sono quella bastarda di Giorgia Meloni”. Quando incontrerà Luciano Canfora: “Buon giorno, sono la neonazista nell’anima”.

Salvatore Siddi - Pino d’Asti

E con noi “la reginetta di Coattonia”.

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