Toh, il vino è vispo sul Frecciarossa. A Salvini piace Trump, Putin e Kim
di Francesco MerloCaro Merlo, giovedì sera sul Frecciarossa Milano-Ancona, alla carrozza bar, ho chiesto che vino avessero e mi hanno mostrato quattro mezze bottiglie diverse fra cui “Il Bruno”, primitivo del Salento dell’azienda di Bruno Vespa. Certo dev’essere proprio buono il vino vispo per venire selezionato, fra tanti possibili, nell’offerta del bar di Trenitalia. Mi rimane la curiosità perché alla fine ho scelto un sangiovese romagnolo, più leggero e certamente più allegro.
Manuel Orazi — Macerata
Sta forse insinuando che il vino di Bruno Vespa è “raccomandato”, come al tempo dei gerarchi vignaioli, quelli del vino “bello e bellicoso”? Lungi da me il sospetto che anche le cantine delle Ferrovie siano “orientate” dal ministro dei Trasporti Salvini, dal Lollo del mangiare italiano… e dagli altri avventori di Porta a Porta.
Caro Merlo, Trump, appena ufficializzato come criminale, ha ricevuto la stima e la solidarietà di Salvini che lo adora. E adora Putin. Che lei sappia si è pronunciato su Kim Jon…
Caro Merlo, giovedì sera sul Frecciarossa Milano-Ancona, alla carrozza bar, ho chiesto che vino avessero e mi hanno mostrato quattro mezze bottiglie diverse fra cui “Il Bruno”, primitivo del Salento dell’azienda di Bruno Vespa. Certo dev’essere proprio buono il vino vispo per venire selezionato, fra tanti possibili, nell’offerta del bar di Trenitalia. Mi rimane la curiosità perché alla fine ho scelto un sangiovese romagnolo, più leggero e certamente più allegro.
Manuel Orazi — Macerata
Sta forse insinuando che il vino di Bruno Vespa è “raccomandato”, come al tempo dei gerarchi vignaioli, quelli del vino “bello e bellicoso”? Lungi da me il sospetto che anche le cantine delle Ferrovie siano “orientate” dal ministro dei Trasporti Salvini, dal Lollo del mangiare italiano… e dagli altri avventori di Porta a Porta.
Caro Merlo, Trump, appena ufficializzato come criminale, ha ricevuto la stima e la solidarietà di Salvini che lo adora. E adora Putin. Che lei sappia si è pronunciato su Kim Jong-un?
Salvatore Siddi
Salvini ama anche Kim Jong-un. Nel 2014, di ritorno da Pyongyang, spiegò che la Corea del Nord era «come la Svizzera, pulita, senza criminalità né prostituzione». E ancora: «Tutti i ragazzini fanno sport e a me piacerebbe che anche a Milano i miei figli potessero giocare per strada». E giudicò l’embargo «una misura assurda, con una potenza nucleare è meglio il dialogo».
Caro Merlo, a leggere la storia di Stormy Daniels, mi ha colpito una frase: “Non era la solita attrice porno, a un certo punto ha iniziato a fare la regista, a scrivere i copioni...”. I copioni dei film porno, quindi. Mi ha ricordato una gag, credo di Benigni. Raccontava delle gite in gruppo al cinema di paese a vedere, appunto, un film porno. Se, passati i titoli iniziali, dopo 30 secondi nessuno era ancora nudo e “al lavoro”, c’era chi gridava: “C’è troppa trama!”.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Invece, oggi, più che nello scoprirsi la pornografia si esalta nel coprirsi, anche dentro una narrazione ambiziosa, nel moralismo, nel racconto “impegnato”… Oggi tutti vogliono più trama.
Caro Merlo, viene da pensare al famoso Bertoldo che incaricato di trovare l’albero su cui essere impiccato scelse la pianta del prezzemolo… Mi riferisco alla idiosincrasia della magistratura a qualsiasi tentativo di riformare la giustizia.
Fulvio Bambi
Però Bertoldo “morì con aspri duoli /per non poter mangiar rape e fagiuoli”.
Caro Merlo, in tv ho visto Cassese, che accoglie con moderato favore la separazione delle carriere. Da non esperto, ho considerato le sue argomentazioni convincenti. Nella stessa serata, ho visto il magistrato De Lucia, che ha un punto di vista differente. Anche le sue argomentazioni mi sono sembrate convincenti. Sono dunque in confusione.
Raffaele Cotugno — Roma
Questa “confusione” le fa onore. Pensi che Sciascia si spinse a dire: «Sono d’accordo con chi non è d’accordo con me».
Caro Merlo, è ammessa la ghigliottina di una foto? I ritratti con l’indice che sorregge lo zigomo… e sono sempre facce maschili.
Dario Barassi — Locarno (Svizzera)
È la posa pensosa, la più stupida perché mima l’intelligenza. L’Italia è un Paese messo in posa, ma la colpa ce l’hanno anche i fotografi che, per sentirsi “grandi”, vorrebbero mettere in posa il mondo. E mi tocca citare il solito Longanesi: «Dio ci salvi dai fotografi».