✕

Comincia oggi il viaggio di Schlein. Calenda il moderato più estremista

Elly Schlein 
Posta e risposta dell’11 giugno 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, che coraggio Macron: il suo appello nobile e fiero ai francesi a fronte del risultato emerso dalle elezioni europee! Un vero capo di Stato. Chapeau!

Attilia Giuliani

A me sembrava in preda a una vertigine. E infatti il coraggio che ha mostrato è quello, compulsivo, del gioco d’azzardo, il coraggio come disturbo della personalità, le elezioni anticipate come un’ordalia medievale.

Caro Merlo, lei aveva scritto che non ci sarebbe stato il botto della destra e che per la sinistra era in arrivo una grande sorpresa. Ammette l’errore ?

Elena Morelli - Ivrea

Giorgia Meloni ha vinto bene, ma il botto, la destra l’ha fatto in Francia. E la grande sorpresa di Elly Schlein è inequivocabile. Ha vinto nonostante il suo partito, nonostante Prodi che non voleva che si candidasse, nonostante i cacicchi che le hanno negato il nome nella lista e la posizione di capolista in tutte le circoscrizioni, nonostante i rosiconi, non solo esterni come Conte e Calenda, che le hanno impedito il faccia…

Caro Merlo, che coraggio Macron: il suo appello nobile e fiero ai francesi a fronte del risultato emerso dalle elezioni europee! Un vero capo di Stato. Chapeau!

Attilia Giuliani

A me sembrava in preda a una vertigine. E infatti il coraggio che ha mostrato è quello, compulsivo, del gioco d’azzardo, il coraggio come disturbo della personalità, le elezioni anticipate come un’ordalia medievale.

Caro Merlo, lei aveva scritto che non ci sarebbe stato il botto della destra e che per la sinistra era in arrivo una grande sorpresa. Ammette l’errore ?

Elena Morelli - Ivrea

Giorgia Meloni ha vinto bene, ma il botto, la destra l’ha fatto in Francia. E la grande sorpresa di Elly Schlein è inequivocabile. Ha vinto nonostante il suo partito, nonostante Prodi che non voleva che si candidasse, nonostante i cacicchi che le hanno negato il nome nella lista e la posizione di capolista in tutte le circoscrizioni, nonostante i rosiconi, non solo esterni come Conte e Calenda, che le hanno impedito il faccia a faccia con Giorgia Meloni nella tv pubblica. Gli elettori sapevano che, comunque, non sarebbe andata a Bruxelles: non l’hanno eletta parlamentare europea, l’hanno eletta segretaria del Pd e leader dell’opposizione.

Caro Merlo, sembra un paradosso, ma proprio le forze più europeiste, guidate dai radicali di Emma Bonino, non avranno parlamentari in Europa. Renzi e Calenda sono una jattura a due facce per i liberali di sinistra come me, ma considero imperdonabile il comportamento di Calenda che, con lo sbarramento del 4 per cento in uno scenario polarizzato destra-sinistra, ha di nuovo rotto l’unità di questo dannato centro europeista. Non mi piace Renzi, ma non crede che il moderato Calenda sia il politico più estremista d’Italia?

Maurizio Baldi - Firenze

Quella del Centro europeista è stata un’avventura al tempo stesso feroce e modesta. Calenda ha sfidato Renzi, che giustamente, si era messo al traino di Emma Bonino. E nella sfida del Centro c’era pure Tajani, che liberatosi di Berlusconi e dei conflitti di interessi, meglio rappresenta, a destra, il mondo liberale ed europeista. E infine Calenda ha sfidato sé stesso. C’è infatti il Calenda, che ha una bella cultura liberale, pratica la buona amministrazione e crede nel rigore dei conti, e c’è il Calenda estremista che fa di tutto per farci dimenticare il Calenda moderato. Non parlo di quel brutto carattere che al Centro è stato la grande risorsa italiana, il lievito del progresso di uomini come La Malfa, Visentini e Spadolini. Calenda ha l’antropologia dell’estremista inaffidabile, incompatibile con il Centro e con l’altro se stesso. Ha fatto saltare la Bad Godesberg di Letta. E’ lo smoderato che non mantiene la parola data, persino con Emma Bonino. Più instabile di Amleto si è persino esibito in un grottesco “mi candido, non mi candido, anzi mi candido”. A “Un giorno da pecora”, che è il nuovo Bagaglino, il sancta sanctorum del potere che in libera uscita va a farsi sbeffeggiare, aveva spavaldamente promesso che se non avesse superato il 5 per cento (un punto in più del 4) si sarebbe tatuato sul polso le stelle dell’Europa. Ma questa sconfitta non permette comode vie d’uscita e tatuarsi non è un nuovo mestiere.

Caro Merlo, la sconfitta di Conte, la vittoria di Schlein, l’elezione di Salis e di Lucano… : evviva la sinistra che c’è ancora.

Mariella Lupo - Cosenza

Eppure si muove.

Leggi i commenti