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Viva Mimmo Lucano, il sindaco di Riace. Tarquinio non scioglierà la Nato

Mimmo Lucano (ansa)
Posta e risposta di mercoledì 12 giugno 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, Mimmo Lucano è stato eletto sia parlamentare in Europa sia sindaco di Riace. Lo ricordo qui a Bologna quando lei lo intervistò per la “Repubblica delle idee” in una affollatissima piazza Maggiore. Fu commovente allora, che era vittima dell’ingiustizia, ma forse è più commovente oggi questa doppia vittoria. Non so se è tardi per risarcirlo, ma, se mi permette, è soprattutto il ritorno a Riace che l’Italia per bene dovrebbe festeggiare: viva Lucano sindaco.

Marcella Salvi — Bologna

Viva Lucano sindaco di Riace.

Caro Merlo, Tarquinio, purtroppo.

Margherita Smeraldi — Venezia

Avevo conosciuto Marco Tarquinio come giornalista moderato, misurato e rigoroso. È stato poi il direttore che ha fatto del quotidiano cattolico Avvenire un protagonista nella difesa dei diritti degli immigrati, non solo e non tanto con la pietas cristiana dei commentatori, ma soprattutto con il lavoro sul campo dei cronisti e degli inviati nel Mediterraneo, primo tra tutti Nello Scavo, che è un fuoriclas…

Caro Merlo, Mimmo Lucano è stato eletto sia parlamentare in Europa sia sindaco di Riace. Lo ricordo qui a Bologna quando lei lo intervistò per la “Repubblica delle idee” in una affollatissima piazza Maggiore. Fu commovente allora, che era vittima dell’ingiustizia, ma forse è più commovente oggi questa doppia vittoria. Non so se è tardi per risarcirlo, ma, se mi permette, è soprattutto il ritorno a Riace che l’Italia per bene dovrebbe festeggiare: viva Lucano sindaco.

Marcella Salvi — Bologna

Viva Lucano sindaco di Riace.

Caro Merlo, Tarquinio, purtroppo.

Margherita Smeraldi — Venezia

Avevo conosciuto Marco Tarquinio come giornalista moderato, misurato e rigoroso. È stato poi il direttore che ha fatto del quotidiano cattolico Avvenire un protagonista nella difesa dei diritti degli immigrati, non solo e non tanto con la pietas cristiana dei commentatori, ma soprattutto con il lavoro sul campo dei cronisti e degli inviati nel Mediterraneo, primo tra tutti Nello Scavo, che è un fuoriclasse. Lasciata la direzione di Avvenire, Marco Tarquinio ha perso solo un po’ della propria compostezza sia sui temi dell’aborto, del fine vita e del gender, che lo avvicinano più alla ministra Roccella che al Pd, sia su quello dell’Ucraina che lo avvicina più alla Lega di Salvini e alla banalità antiamericana dei pacifisti di sinistra che vorrebbero la resa a Putin e che, malgrado le presenze ossessive in tv, non hanno superato lo sbarramento del 4 per cento. Tarquinio è stato evidentemente più furbo ottenendo un’elezione, sia pur stentata, in un partito che non gli somiglia e che, in nome del pluralismo, lo iscrive nel registro degli “ospiti”, una parola che comprende in sé la coppia gemella di hospes e di hostis, ospite e nemico. Ma, si rassicuri, non riusciranno a sciogliere la Nato né il composto Tarquinio né lo scomposto Vannacci.

Caro Merlo, politici e media russi esultano per la vittoria della destra estrema antiatlantica.

Sergio Morbidelli — Ancona

La Russia sta alimentando la confusione tra la Francia e l’intera Europa. Ed è una confusione che ci sta riguardando tutti.

Caro Merlo, sì al premierato, purché si voti con il proporzionale. Puro. Come nel weekend scorso.

Luca Cardinalini detto Luca — Marsciano (Perugia)

Ogni volta che votiamo con il proporzionale scopriamo di essere maggioritari, ma quando poi proviamo a votare con il maggioritario scopriamo di essere proporzionali. Abbiamo dunque inventato le formule più astruse per essere al tempo maggioritari e proporzionali e tutte le volte la lingua italiana ha trovato, grazie al latinorum costituzionale inventato dal compianto professor Sartori, il modo per dire l’indicibile: porcellum, mattarellum, italicum, tatarellum, consultellum, rosatellum, e poi i meno fortunati democratellum, verdinellum, speranzellum, e persino, per un po’, grechellum. Ora lei propone l’impossibile e cioè l’elezione diretta del premier, ma con il metodo proporzionale, in modo da garantire nello stesso premier anche la proporzionalità. Immaginiamo dunque un premier per tre quarti della maggioranza, ma assegnata per quote proporzionali, e un quarto dell’opposizione, anch’essa con le sue quote. Ci vuole insomma un premier che sia, da solo, un intero Parlamento. Non avendo la fantasia del professor Sartori mi vengono in mente solo due nomi: Frankenstellum e Melonellum.


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