G7 nel Villaggio Potëmkin di Giorgia. Anche Sunak è Cetto La Qualunque
di Francesco MerloCaro Merlo, il “New York Times” ha dedicato una pagina al G7 e, pur elogiando Meloni, ha notato, con quell’arguzia divertita che manca ai giornali italiani — troppo entusiasti se schierati pro, e troppo disgustati se schierati contro — che la location (ghigliottina, please) non è all’altezza del Paese più bello del mondo perché Borgo Egnazia è un’Italia falsa che il grande giornale ha chiamato “Villaggio Potëmkin”. Con tutte le bellezze vere che abbiamo!
Elena Morelli — Ivrea
“Villaggio Potëmkin” è suggestivo e mi piace, ma non so quanto sia appropriato al falso autentico di Borgo Egnazia, che sicuramente è un villaggio inventato, ma non è di cartapesta come i villaggi che il principe Potëmkin faceva costruire in Crimea per nascondere a Caterina II il degrado del suo Paese. E infatti nel libro del fotografo austriaco Gregor Sailer, The Potëmkin village (Kehrer), che ho comprato dopo averne letto su una bella pagina di Internazionale, tra i moltissimi edifici di cartapesta che nel mond…
Caro Merlo, il “New York Times” ha dedicato una pagina al G7 e, pur elogiando Meloni, ha notato, con quell’arguzia divertita che manca ai giornali italiani — troppo entusiasti se schierati pro, e troppo disgustati se schierati contro — che la location (ghigliottina, please) non è all’altezza del Paese più bello del mondo perché Borgo Egnazia è un’Italia falsa che il grande giornale ha chiamato “Villaggio Potëmkin”. Con tutte le bellezze vere che abbiamo!
Elena Morelli — Ivrea
“Villaggio Potëmkin” è suggestivo e mi piace, ma non so quanto sia appropriato al falso autentico di Borgo Egnazia, che sicuramente è un villaggio inventato, ma non è di cartapesta come i villaggi che il principe Potëmkin faceva costruire in Crimea per nascondere a Caterina II il degrado del suo Paese. E infatti nel libro del fotografo austriaco Gregor Sailer, The Potëmkin village (Kehrer), che ho comprato dopo averne letto su una bella pagina di Internazionale, tra i moltissimi edifici di cartapesta che nel mondo nascondono la verità non c’è Borgo Egnazia che invece replica l’Italia un po’ come nel Tennessee il Partenone di Nashville replica, in dimensioni reali, quello di Atene. Attorno a quella finta Grecia, Umberto Eco, per capire l’estetica del falso, passeggiava parlando di phantasia e aisthesis, (apparenza e sensazione) in Platone. Comunque sia, nel 2010 il Consiglio comunale di Fasano (Brindisi) approvò, in sole quattro ore, le varianti al piano regolatore per far costruire questo Villaggio Potëmkin, tra la città e il mare. Sul grande terreno spianato, dove il Duce voleva un aeroporto, c’era solo un rudere che oggi è la club house del campo da golf di una Puglia turistica di lusso, progettata forse da troppi architetti e destinata ai russi miliardari che in quegli anni avevano scoperto l’Italia e volevano entrarci come si entra nelle vecchie cartoline. Non credo che tra i grandi del G7 ci sia qualcuno appassionato come Eco alle differenze tra copia, contraffazione e simulacro e son so se è ancora vero che, per raccontare meglio la vita italiana, ogni tanto c’è, toh, un attrezzo agricolo e qualche bicicletta è appoggiata sul muro, magari per meglio “parlar del futuro” come nella canzone di Lucio Dalla. Forse Borgo Egnazia è più di un villaggio Potëmkin e meno di Las Vegas. È l’Italia falsa di Giorgia Meloni.
Caro Merlo, Sunak ha presentato il Manifesto dei Conservatori promettendo un impossibile taglio delle tasse e forse ci sarà il sorpasso del nuovo partito di Farage, Reform Uk, che sta rubando ai Tory elettori e classe dirigente. In tutto il mondo la destra cambia pelle.
Remo Guidotti — Londra
Il Manifesto dei Conservatori promette di tagliare 17 miliardi di sterline all’anno alle tasse che gli stessi conservatori avevano aumentato, dopo avere promesso nel Manifesto dei Conservatori del 2019, che le avrebbero tagliate. Cetto La Qualunque era più credibile. Lei dice che la destra cambia pelle in tutto il mondo. A me pare che tutto il mondo continui a essere paese ma che l’Inghilterra sia ora più paese degli altri. È una vera sorpresa.
Caro Merlo, sono alla disperata ricerca di un buon ristorante di sinistra. In quale città o regione d’Italia mi consiglia di andare?
Giuditta Mosetti — Milano
Ci sono i cuochi di sinistra e i cuochi di destra e poi, come in Rai, c’è pure qualcuno bravo. Ma l’importante non è cosa e dove mangia, ma con chi mangia.