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Il cardinale Zuppi e i “pacifisti” I 66 annegati, “poveri cristi see”

16–06-2024 Bologna Piazza Maggiore Repubblica delle Idee La Chiesa in Piazza Matteo Zuppi e Francesco Merlo foto Gianluca Perticoni / Eikon  
Posta e risposta del 19 giugno 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, è un bel prete profondo e affascinante il cardinale Zuppi, che domenica sera lei ha intervistato in piazza Maggiore, ma, sulle ambiguità del pacifismo, è stato evasivo e non solo sull’Ucraina. Mentre lui sosteneva l’ovvietà che i contestatori di Grossman avevano sbagliato obiettivo, lei lo ha interrotto chiedendogli come mai quei fischiatori si dichiarino, anche loro, “pacifisti”. Purtroppo il pacifismo, caro Merlo, quando non è in malafede, confonde la coscienza di tanti cattolici.

Silvia Cusano - Bologna

È vero, il pacifismo si accuccia, come un torpore dell’intelligenza, nella giusta e condivisibile paura della guerra. L’amara consapevolezza che l’umanità esce abbrutita e depravata da ogni guerra funge da anestesia morale e falsifica la realtà. Non è per niente vero, per esempio, che a …

Caro Merlo, è un bel prete profondo e affascinante il cardinale Zuppi, che domenica sera lei ha intervistato in piazza Maggiore, ma, sulle ambiguità del pacifismo, è stato evasivo e non solo sull’Ucraina. Mentre lui sosteneva l’ovvietà che i contestatori di Grossman avevano sbagliato obiettivo, lei lo ha interrotto chiedendogli come mai quei fischiatori si dichiarino, anche loro, “pacifisti”. Purtroppo il pacifismo, caro Merlo, quando non è in malafede, confonde la coscienza di tanti cattolici.

Silvia Cusano - Bologna

È vero, il pacifismo si accuccia, come un torpore dell’intelligenza, nella giusta e condivisibile paura della guerra. L’amara consapevolezza che l’umanità esce abbrutita e depravata da ogni guerra funge da anestesia morale e falsifica la realtà. Non è per niente vero, per esempio, che a Bologna quei “pacifisti” filopalestinesi avevano sbagliato obiettivo. Loro non distinguono Grossman dagli altri israeliani, da qualunque altro ebreo. Vogliono la distruzione totale di Israele; altro che due popoli e due stati. E sull’Ucraina i pacifisti vorrebbero disarmare Zelensky. Per mettere pace fra i due litiganti propongono di afferrare l’aggredito e di tenerlo fermo così che l’altro lo colpisca meglio e lo “costringa” alla pace. Non è vero infine che il cardinale Zuppi è stato evasivo e, pur nella vivacità del dialogo, c’era una grande intesa.

Caro Merlo, ha notato come si parli sempre meno dei naufragi di migranti? La notizia è quasi relegata tra le tante minori nei vari tg. Mi sconcerta l’abitudine alle tragedie, un’indifferenza che ci porta quasi a considerarle ineluttabili.

Luigi Guida - Barletta

Domenica, nelle acque di Roccella Ionica sono affogate in mare (“dispersi”) almeno 66 migranti, tra i quali 26 bambini, alcuni neonati. Inutilmente ho cercato sui giornali le foto dei cadaveri sotto il titolo: “Poveri Cristi, see”

Caro Merlo, per un’imperdonabile distrazione dovuta forse all’età, mi sono purtroppo perso le immagini del rientro in Italia - con volo di Stato- di Ilaria Salis, così come la calorosa accoglienza ufficiale della stessa da parte della Premier Meloni e la doverosa ospitata da Bruno Vespa. Può cortesemente aiutarmi a rimediare?

Paolo Borgioli –Chiavari

La demagogia fuori misura che ha accompagnato la giusta soddisfazione per il rimpatrio di Chico Forti giustifica la sua simpatica ironia. Ma Ilaria Salis deve ancora guadagnarsi la bella vittoria di chi l’ha liberata da una galera odiosa e ingiusta.

Caro Merlo, la ghigliottina non è prevista per i gesti. Evitiamo perciò di troncare - seppur metaforicamente - arti a chicchessia. Ma lei cosa ne pensa di quello strambo e frequente vezzo che prevede, quando si pronuncia la frase “tra virgolette”, di fare con l’indice e il medio di entrambe le mani, una sorta di doppio piegamento?

Mario Benetton (Treviso)

Condivido il suo fastidio. Nello scritto, le virgolette, come i puntini di sospensione, sono segnali lampeggianti, sirene d’allarme. Abusarne è come abusare del clacson. Nel parlato, le dita a virgolette, mimate con l’indice e il medio delle mani, accompagnano espressioni parodistiche come assolutamente, iconico, attimino, vaffa, adoro, il mio percorso, sessismo, quality time. Sono inutili e volgari disinfettanti di parole infette.

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