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Laura Pausini né di destra né di sinistra. Afascista e tutti i derivati di “fascista”

Posta e risposta del 23 giugno 2024
1 minuti di lettura

Caro Merlo, sull’autonomia differenziata nessuno evoca Cattaneo né Miglio. Forse Salvini si scalda con Laura Pausini (“La prospettiva di me” 2004). La ascolti: sembra l’addio della Lombardia (o del Veneto) al vecchio Stato unitario: “Perché mi affascina l’autonomia, la prospettiva che ieri non era mia./Anche se a volte il bisogno c’è / non voglio più niente di te/ Perché oggi tu sei per me /polvere ferma nei corridoi / pagine di ricordi e di noi / Ora anch’io sento che sono più stabile/È l’avvio per rinascere”. Manca solo viva la Padania libera.

Luisa Dottorini — Ravenna

Quando Laura Pausini rifiutò di cantare “Bella ciao”, Salvini si congratulò. Ora lei propone queste vecchie strofe d’amore per l’Autonomia come inno per Salvini e Calderoli. Povera Pausini che ripete sempre: “non canto canzoni politiche né di destra né di sinistra”. Non so chi ha detto che ci sono due modi per stare né a destra né a sinistra, quello di destra e quello di sinistra.

Caro Merlo, nessuno è più fascista d…

Caro Merlo, sull’autonomia differenziata nessuno evoca Cattaneo né Miglio. Forse Salvini si scalda con Laura Pausini (“La prospettiva di me” 2004). La ascolti: sembra l’addio della Lombardia (o del Veneto) al vecchio Stato unitario: “Perché mi affascina l’autonomia, la prospettiva che ieri non era mia./Anche se a volte il bisogno c’è / non voglio più niente di te/ Perché oggi tu sei per me /polvere ferma nei corridoi / pagine di ricordi e di noi / Ora anch’io sento che sono più stabile/È l’avvio per rinascere”. Manca solo viva la Padania libera.

Luisa Dottorini — Ravenna

Quando Laura Pausini rifiutò di cantare “Bella ciao”, Salvini si congratulò. Ora lei propone queste vecchie strofe d’amore per l’Autonomia come inno per Salvini e Calderoli. Povera Pausini che ripete sempre: “non canto canzoni politiche né di destra né di sinistra”. Non so chi ha detto che ci sono due modi per stare né a destra né a sinistra, quello di destra e quello di sinistra.

Caro Merlo, nessuno è più fascista di un afascista. (Ghigliottini il fottutissimo bicchiere mezzo pieno).

Elio Venditti

No. Le ghigliottino “fottutissimo” e sono tentato da “afascista” che, tra i derivati, è uno dei peggiori: postfascista, fascistone, fascio, fascistello, ur- fascismo fascistaccio, fascisteria, fanfascismo, fascistizzato, sfascista, afascista, antifascista, antifascista-fascista, fascista immaginario, fascio- comunista fascista virtuale, fascista da salotto, nazifascista, clerico-fascista, social- fascista, liberal-fascista demo-fascista, criptofascista.

Caro Merlo, Meloni vuole spazzar via l’egemonia culturale della sinistra. Ma finché non vedrò una manifestazione come “La Repubblica delle idee”, con decine di scrittori, giornalisti, artisti di destra… non avrò idea della loro cultura.

Pietro Capuzzimati

La destra occupa le poltrone, ma sinora sembra l’egemonia dei tontoloni. I migliori sono gli stessi da decenni: Buttafuoco, Guerri, Cardini, Veneziani, Tarchi… Secondo lei, chi li certifica?

Caro Merlo, il segreto della longevità del Prof. Garattini non è, come dice, la sua dieta francescana, ma l’artigiano che fila i suoi dolcevita bianchi.

Fabrizio Bonfigli

Anche se nessuno l’ha mai visto in camicia, Garattini è il contrario del descamisado. Il dolcevita bianco è la gabbia d’acciaio che prevedeva Max Weber, un indumento con l’aria di niente che veste, per usare il solito linguaggio gramsciano, la sua lunga egemonia culturale nella scienza italiana.

Caro Merlo, Inattesa la sua risposta a Paolo Valentino: “la sola ghigliottina che protegge la testa che taglia”, splendido ossimoro, ahahah.

Valerio Larena

Nell’ossimoro si nasconde la saggezza italiana: l’imperialismo straccione, le convergenze parallele, il partito di lotta e di governo, lo statista mafioso, il comunismo democratico, il ladro per bene… Solo un ossimoro poteva salvare la ghigliottina dal cambio di nome proposto da Paolo Valentino.

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