La gioventù bruciata non esiste. Quel caporalato senza prigione
di Francesco MerloCaro Merlo, lei dice che la cronaca nera non si commenta, ma non crede che la colpa delle violenze di Pescara sia di noi adulti che non conosciamo più i ragazzi e non abbiamo più modelli validi come li avevano i nostri padri?
Diego Lancioni — Livorno
No. I ragazzi assassini di Pescara e i loro complici non rappresentano tutti i ragazzi italiani. Ed è vero che sono minorenni, ma non sono assassini perché sono minorenni. Il chiodo fisso dei “professori” di cronaca nera è che ogni volta che viene commesso un delitto ci sia un vero colpevole “sociale” o “culturale” da denunziare: la generazione, l’etnia, la città o il quartiere, o ancora la classe sociale, l’attività, il mestiere… A Pescara è colpevole la solita gioventù bruciata e, in una gara di pensosità e di profondità, c’è chi accusa la scuola e chi biasima i telefoni cellulari, e ovviamente i genitori non sanno educare, e poi ci sono le responsabilità della musica, delle serie tv, il vuoto dei modelli che non sarebbero più quelli di…
Caro Merlo, lei dice che la cronaca nera non si commenta, ma non crede che la colpa delle violenze di Pescara sia di noi adulti che non conosciamo più i ragazzi e non abbiamo più modelli validi come li avevano i nostri padri?
Diego Lancioni — Livorno
No. I ragazzi assassini di Pescara e i loro complici non rappresentano tutti i ragazzi italiani. Ed è vero che sono minorenni, ma non sono assassini perché sono minorenni. Il chiodo fisso dei “professori” di cronaca nera è che ogni volta che viene commesso un delitto ci sia un vero colpevole “sociale” o “culturale” da denunziare: la generazione, l’etnia, la città o il quartiere, o ancora la classe sociale, l’attività, il mestiere… A Pescara è colpevole la solita gioventù bruciata e, in una gara di pensosità e di profondità, c’è chi accusa la scuola e chi biasima i telefoni cellulari, e ovviamente i genitori non sanno educare, e poi ci sono le responsabilità della musica, delle serie tv, il vuoto dei modelli che non sarebbero più quelli di una volta, la società tutta. Mi creda, il sociologismo è una malattia ideologica infettiva.
Caro Merlo, qualcuno mi può spiegare perché il “signor” Lovato non è in carcere?
Marco Rosi — Firenze
Odio il carcere facile, ma non riesco a credere che la legge italiana non preveda la prigione per fatti così raccapriccianti, commessi da un datore di lavoro brutale e razzista che potrebbe commetterne ancora. E non ci sarebbe bisogno di forzare i codici. Bastano l’omicidio colposo aggravato e l’abbandono di una persona in fin di vita.
Caro Merlo, con una petizione online, che ha raggiunto quasi mille adesioni, un gruppo di architetti catanesi sta provando a fermare la demolizione del terminal aeroportuale B progettato da Morandi negli anni ’70 e incluso dal ministero tra le migliori architetture moderne. Sembra che la decisione sia stata presa dopo il crollo del ponte di Genova, come se ogni opera di Morandi fosse destinata al crollo. La Soprintendenza di Catania ha dovuto interrompere la procedura di vincolo per input gerarchico. Pensi che nella ricorrenza del centenario dell’aeroporto, è stato emesso un francobollo commemorativo con l’immagine proprio del demolendo terminal.
Architetto Aurelio Cantone
A me personalmente il terminal B di Catania piace e penso che Morandi, Nervi e Zorzi siano stati nel cemento armato quel che nel barocco sono stati Bernini, Borromini e Pietro da Cortona. Il traffico dell’aeroporto Fontanarossa ha però superato i dieci milioni di passeggeri l’anno e la decisione di abbandonare la ristrutturazione, che era stata iniziata nel 2017, e di procedere alla demolizione-ricostruzione, è spiegata con ragioni economiche. Tenga conto che anche le curve dello stadio di Nervi a Firenze sono in corso di demolizione proprio in questi giorni. Esiste la demolizione parziale.
Caro Merlo, Meloni ha resuscitato l’inciucio e i caminetti. Che facciamo?
Marisa Moncada — Roma
Li ri-ghigliottiniamo.