Strega, in gara anche la moda. Isola delle femmine femministe
di Francesco MerloCaro Merlo, i sei finalisti dello Strega parteciperanno alla serata della proclamazione vestiti da grandi stilisti. Sarà un Fashion Freak Show?
Elena Monteverdi — Brescia
Non so se ci sarà una sfilata di stravaganze e bizzarrie trasgressive, ma le ghigliottino Fashion Freak Show. Se volessi usare anch’io le ghigliottinabili ingleserie della moda, dire che mi aspetto una Fast Fashion o una Junk Fashion. Di sicuro, i vestiti colorati accenderanno il paesaggio della cerimonia, solitamente dolciastro come il liquore che dà il nome al premio, stimolando una gara vera nella gara truccata dagli editori: “specchio, specchio delle mie brame…”. Circa dieci anni fa, a Parigi fui invitato a una sfilata di economisti rivestiti dalla moda. Invano provarono a risollevare il pil fasciando di pizzo bianco le onde di Kondratiev e fu dannoso coprire di sete e chiffon i cicli di Schumpeter. Al contrario davvero riuscirono, con i buchi nei jeans, a rilanciare le buche di Keynes.
Caro Merlo, com’è possibi…
Caro Merlo, i sei finalisti dello Strega parteciperanno alla serata della proclamazione vestiti da grandi stilisti. Sarà un Fashion Freak Show?
Elena Monteverdi — Brescia
Non so se ci sarà una sfilata di stravaganze e bizzarrie trasgressive, ma le ghigliottino Fashion Freak Show. Se volessi usare anch’io le ghigliottinabili ingleserie della moda, dire che mi aspetto una Fast Fashion o una Junk Fashion. Di sicuro, i vestiti colorati accenderanno il paesaggio della cerimonia, solitamente dolciastro come il liquore che dà il nome al premio, stimolando una gara vera nella gara truccata dagli editori: “specchio, specchio delle mie brame…”. Circa dieci anni fa, a Parigi fui invitato a una sfilata di economisti rivestiti dalla moda. Invano provarono a risollevare il pil fasciando di pizzo bianco le onde di Kondratiev e fu dannoso coprire di sete e chiffon i cicli di Schumpeter. Al contrario davvero riuscirono, con i buchi nei jeans, a rilanciare le buche di Keynes.
Caro Merlo, com’è possibile che a Palermo sull’isola delle Femmine, riserva naturale Lipu, quei due gemelli, entrambi medici, abbiano festeggiato il compleanno. Si sa com’è finita: qualcuno ha avvertito la Guardia costiera e, nel bel mezzo dei festeggiamenti, sono arrivati finanzieri, carabinieri e militari della capitaneria, che hanno identificato tutti e li hanno costretti ad andarsene via. La Procura di Palermo sta valutando gli eventuali reati. Ma io mi domando: davvero pensavano di passare inosservati?
Nicola Campoli — Napoli
Passare inosservati? Al contrario, questi palermitani festaioli, pigramente evocati come “la Palermo bene” volevano farsi notare e ci sono riusciti. E, visto che ci siamo, gli abitanti di “Isola delle Femmine” non si chiamano femministi e neppure femminari ma “isolani” e sono circa ottomila. Una leggenda vuole che l’isolotto prenda il nome da un antico carcere femminile, più suggestiva la storia delle tredici saracene che scapparono dai mariti “cornuti”, più banale quella delle solite sirene che ci andavano a riposare. È probabile che il nome derivi dal governatore bizantino Eufemio. Qualche anno fa un gruppo di femministe si erano messe in testa di comprare l’isola per tre milioni e mezzo — 35 mila quote da dieci euro — e fondare uno stato femminista, dove gli uomini sarebbero stati accolti solo come mano d’opera e personale di servizio. Il progetto eccitò molti maschi. Ieri sul Giornale, lo spiritoso Luigi Mascheroni, prendendo benevolmente in giro il politicamente corretto, ha proposto di rinominarla “Isola delle Donne, degli Uomini ma anche di tutti gli Altri”.
Caro Merlo, dopo tutto questo accanirsi contro Ilaria Salis, mi sento sempre più vicino a lei e alla sua famiglia; e ringrazio il partito che l’ha candidata. Io conosco il dramma dell’essere senza un tetto.
Salvatore Siddi — Pino d’Asti
Penso anch’io che, grazie all’accanimento mediatico contro di lei e la sua famiglia, Ilaria Salis si stia solo adesso conquistando quel seggio di parlamentare europea che l’ha liberata dalla detenzione incivile e ingiusta in Ungheria per sottoporla a quest’ordalia italiana.