I francesi sono come Montale. La spavalderia di Malpensava
Caro Merlo, la Francia ci insegna che in caso di reale pericolo c’è il risveglio dei non votanti e la destra prende giustamente e meritatamente le sberle? Potrebbe accadere anche in Italia se la prepotente al comando, incapace di darsi una regolata, stringesse troppo il cappio alla democrazia e si trovasse a dover fronteggiare un referendum che diventerebbe ovviamente su di lei?
Italo Ciarulli — Macerata
I francesi sono come Montale: “Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Nonostante le apparenze, la politica italiana non è comparabile. E i referendum italiani sono imprevedibili. Indetti per consegnare alla legge della maggioranza gli argomenti che dividono il Paese, e dunque per unire un Paese diviso, finiscono per dividere un Paese unito. Fatto per rendere civili i contrasti irriducibili, il referendum in Italia è un surrogato di guerra civile.
Caro Merlo, anche Mélenchon, che non vuole fare accordi con nessuno, per evitare l’insignificanza, dov…
Caro Merlo, la Francia ci insegna che in caso di reale pericolo c’è il risveglio dei non votanti e la destra prende giustamente e meritatamente le sberle? Potrebbe accadere anche in Italia se la prepotente al comando, incapace di darsi una regolata, stringesse troppo il cappio alla democrazia e si trovasse a dover fronteggiare un referendum che diventerebbe ovviamente su di lei?
Italo Ciarulli — Macerata
I francesi sono come Montale: “Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Nonostante le apparenze, la politica italiana non è comparabile. E i referendum italiani sono imprevedibili. Indetti per consegnare alla legge della maggioranza gli argomenti che dividono il Paese, e dunque per unire un Paese diviso, finiscono per dividere un Paese unito. Fatto per rendere civili i contrasti irriducibili, il referendum in Italia è un surrogato di guerra civile.
Caro Merlo, anche Mélenchon, che non vuole fare accordi con nessuno, per evitare l’insignificanza, dovrà cedere alla realpolitik e allearsi. Ma con chi?
Maria Bruzzone — Torino
Lei dice che Mélenchon non vuole allearsi con nessuno, io dico che nessuno vuole allearsi con Mélenchon.
Caro Merlo, ancora una volta la legge elettorale inglese, che è in vigore, inalterata, da secoli, ha dimostrato la sua superiorità rispetto a tutti gli altri sistemi elettorali. In poche ore si sono conosciuti i risultati elettorali che hanno assicurato al paese un governo stabile per tutta la legislatura e che hanno attribuito ai laburisti il 65% dei seggi in parlamento a fronte di una percentuale di voti ottenuti pari a circa il 34% del totale.
Pietro Volpi — Lovere (Bg)
Per il sistema elettorale maggioritario in Italia si sono inutilmente battuti Marco Pannella e Mario Segni. Il referendum Segni del 1993 ebbe un’altissima affluenza e passò con oltre l’80% dei voti, il più alto numero di Sì della storia repubblicana, ma il maggioritario puro non è mai stato realizzato in Italia. E in questi anni il susseguirsi di sistemi misti ha dimostrato che lo strapotere dei partitocrati prevale su qualsiasi proposta di riforma.
Caro Merlo, a corollario della diatriba sul nuovo nome proposto per l’aeroporto di Malpensa, propongo che si mantenga anche il nome originario, declinando correttamente il relativo verbo, vista la scomparsa dell’illustre personaggio. Dunque: “Silvio Berlusconi Malpensava”.
Romano Rinaldi — Perugia
Esaurite, almeno per ora visto che siamo un popolo di comici, le battute di spirito, rimane la serietà e la “troppità”, come diceva Giorgio Manganelli, della proposta che è una spavalderia di Salvini. È facile capire perché a noi non piace. Ma, al di là della contrarietà, più o meno modulata, degli avversari storici di Berlusconi, soprattutto chi gli vuol bene e ne protegge la memoria dovrebbe riflettere. Questa storia dell’aeroporto lo ributta infatti nella rissa, gli nega il parce sepulto, lo imprigiona nella soperchieria di mezza Italia contro l’altra mezza, con incendi emotivi che mai potrebbero davvero diventare cerimonie di una condivisa riabilitazione nazionale.