Caro Merlo, perché si continua a descrivere la vicepresidente degli Usa Kamala Harris come “afroamericana” anche se di africano non ha nulla, essendo di padre giamaicano e madre indiana?
Enrico Tasca
Nessun giornale americano commette questo errore. Tutti scrivono che Kamala Harris è asiatica americana. Solo da noi qualcuno ancora pensa che basta non avere la pelle bianca per essere neri.
Caro Merlo, purtroppo Ezra Pound non può riposare in pace nel cimitero di San Michele a Venezia.
Margherita Smeraldi — Venezia
A me pare invece che riposi bene nella sua Venezia. Non credo infatti che CasaPound sia l’appropriazione indebita di un nome. Ezra Pound non militò, ma aderì idealmente al fascismo e pagò pure le conseguenze del suo abbaglio con la galera e il manicomio criminale negli Stati Uniti, che erano il suo Paese. Capisco dunque che i giovani che si ispirano al fascismo usino il nome del solo grande e pazzo poeta che fu fascista. È però impossibile immaginare un Ezra Pound violento e…
Caro Merlo, perché si continua a descrivere la vicepresidente degli Usa Kamala Harris come “afroamericana” anche se di africano non ha nulla, essendo di padre giamaicano e madre indiana?
Enrico Tasca
Nessun giornale americano commette questo errore. Tutti scrivono che Kamala Harris è asiatica americana. Solo da noi qualcuno ancora pensa che basta non avere la pelle bianca per essere neri.
Caro Merlo, purtroppo Ezra Pound non può riposare in pace nel cimitero di San Michele a Venezia.
Margherita Smeraldi — Venezia
A me pare invece che riposi bene nella sua Venezia. Non credo infatti che CasaPound sia l’appropriazione indebita di un nome. Ezra Pound non militò, ma aderì idealmente al fascismo e pagò pure le conseguenze del suo abbaglio con la galera e il manicomio criminale negli Stati Uniti, che erano il suo Paese. Capisco dunque che i giovani che si ispirano al fascismo usino il nome del solo grande e pazzo poeta che fu fascista. È però impossibile immaginare un Ezra Pound violento e bastonare in suo nome, e non solo perché la violenza la subì, ma perché non faceva proprio parte della sua poesia né della sua etica. Che fu fascista non c’è dubbio, ma se davvero lo leggessero non ci proverebbero neppure a pestare un giornalista.
Caro Merlo, viaggio per lavoro e frequento in Italia spesso stazioni e aeroporti. Soprattutto in questi ultimi non capisco perché tutto debba costare più caro, dal caffè all’acqua: una bottiglietta piccola 2 euro! La stessa che in un supermercato si compra a 40 cent. Per non parlare dei taxi. Non dico in aeroporti distanti dalla città come Roma o Milano (già cari), ma quelli vicini, a pochi minuti dal centro come Catania o Napoli. Ma i taxi non vanno sotto ai 22/25 euro, per un percorso che in città ne costerebbe forse 10. Che l’aeroporto sia una terra straniera?
Licia Bonelli
Penso di sì, è una terra straniera ma è anche quella che meglio ci rappresenta tutti. È il luogo dei luoghi dell’Occidente. Ma prima riassumo: le tariffe dei taxi normalmente sono concordate con i Comuni, e questo non solo non le rende giuste, ma legalizza gli eccessi. I tassisti hanno certamente i loro guai, ma non pagano nulla alle concessionarie aeroportuali che invece affittano gli spazi ai vari commercianti (bar, ristoranti, profumi, vestiti…) e pretendono royalties proporzionali ai ricavi. I profitti delle concessionarie sono forse troppo elevati anche se offrono in cambio, per esempio a Fiumicino, più di 40 milioni di passeggeri e dunque di potenziali consumatori all’anno, costretti a passare in mezzo alle aree di vendita più invadenti e “profumate” del mondo. Per alcuni è un orrore, e io li capisco, ma l’aeroporto ha un nesso storico con la laicità perché l’accorciamento delle distanze è il meticciato anche dei pensieri e perché la convivenza forzata di etnie e religioni è come l’universo stipato nel bagaglio a mano. L’aeroporto, tanto per finire, è lo snodo politico e commerciale che più ancora del Parlamento e persino dell’euro, ha fatto l’Europa mettendole le ali.