Le Lettere

Scampia, ed è subito demagogia. Orsa, il Tar e il miracolo della vita

Scampia, un gruppo di condomini sfollati della Vela Celeste

Scampia, un gruppo di condomini sfollati della Vela Celeste

 

Le lettere del 25 luglio

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Caro Merlo, molti demagoghi, intervistati su Scampia, ignorano che in Francia e Germania complessi simili non solo sono stati mantenuti, ma persino ampliati (Lacaton e Vassal a Bordeaux ci hanno vinto il premio Pritzker). E’ poi razzista e grottesco collegare il crollo con la lite tra gli abitanti. Ai fini statici è infatti del tutto ininfluente cosa i morti e i feriti stessero facendo sul ballatoio al momento del crollo. E’ invece evidente la mancanza di manutenzione che non è certo imputabile agli architetti “di stampo comunista” come ho sentito su Radio tre chiedendomi se sapevano quel che stavano dicendo. Un triste pensiero va al dissennato uso del super bonus che avrebbe dovuto aiutare le periferie invece di rifare villette e palazzine.

Manuel Orazi

Con il suo stipendio di senatore a vita Renzo Piano, in dodici anni, ha acceso almeno sedici scintille di manutenzione e di rammendo, proprio nelle periferie come Scampia, dallo Zen 2 di Palermo, dove una discarica è diventata un giardino, sino a Modena dove gli alberi sono cento. E poi una palestra a Catania, una piazza a Rovigo, un parco a Padova, la “casa quartiere” a Niguarda, il cimitero delle fontanelle di Napoli. Solo vedendolo, il rammendo di Renzo Piano diventa abbagliante: ”apri un varco, fai un rialzo, cuci la luce della strada con l’ombra di una cava. La demolizione è un grido d’ impotenza. E’ spettacolare ma sbagliata ed è ben più costosa del rammendo e della manutenzione visto che non possiamo buttare giù l’Italia e rifarla daccapo. Quando lo portai al Parco Lambro a Milano, Ermanno Olmi scoprì che, nonostante l’alta densità criminale e il degrado, per tutti quelli che vi abitavano era ‘il posto più bello di Milano’. E’ sempre così: il posto più brutto è anche il più bello”. E Scampia non fa certo eccezione.

Caro Merlo, forse siamo un po tutti Kj1, l'orsa del Trentino che vive in mezzo ai boschi e non sa che deve la sua sopravvivenza a un ricorso al Tar. Neppure sa dell'esistenza del Trentino, della provincia, dell'autonomia, dei ricorso e delle associazioni animaliste, del fatto di essere lui un animale. Si resta vivi per miracolo.

Luca Cardinalini - Marsciano (Perugia)

Il miracolo della vita di Kj1, che ha 23 anni e non è più una giovinetta, non è dovuto a un Tar animalista che dibatte di Teofrasto, Thoreau, Rousseau e Walt Disney. Al contrario, l’orsa Kj1 è stata completamente deorsizzata dalla burocrazia che l’ha “reintegrata” come reintegrò i falsi centurioni del Colosseo. Il miracolo delle forme che le cose, senza mai saperlo, prendono, è il tema della più bella poesia di Borges: “La luna ignora che è tranquilla e chiara / nemmeno può sapere che è la luna; / la sabbia che è la sabbia. / Non c'è una cosa che sa che la sua forma è rara”.

Caro Merlo, sul Giornale Mascheroni l’ha definita un discreto giornalista perché lei in un bellissimo articolo sul ministro Sangiuliano era incappato in due refusi: “innito” invece di “tinnito” e Putignano invece di Polignano. Sarebbe stato lo stesso ministro Sangiuliano a “imbeccare” Mascheroni.

Antonio Argento Caltanissetta

Sangiuliano ha imbeccato l’ottimo Mascheroni, ma non lo ha fatto discretamente.

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