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Vance&Vannacci, un pensiero solo. Musumeci e la Sicilia senz’acqua

Radford, Virginia (Stati Uniti): J.D. Vance (afp)

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Posta e risposta di sabato 27 luglio 2024
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Caro Merlo, non le pare che “gattara senza figli” di Vance sia una battuta più cretina che reazionaria in perfetto stile Vannacci? Gli andrebbe bene una gattara con figli? E senza figli né gatti?

Fabio Capua — Frosinone

È internazionale il pensiero ad mentulam.

Carlo Merlo, il ministro della Protezione Civile Musumeci dice oggi che la lotta alla siccità si fa quando l’acqua c’è e non si insegue un’emergenza, ma occorre una pianificazione che richiederà anni. Forse un po’ di autocritica dovrebbe farla visto che dal 2017 al 2022 è stato presidente della Regione Sicilia e sapere cosa ha fatto la sua giunta per risolvere questo perenne problema è dovuto a tutti.

Stefano Mazzanti — Casalguidi (Pistoia)

Nello Musumeci, che aveva scelto come nome del suo partito “Diventerà bellissima” e davvero ci credeva, è ora specialista nel cadere dal pero. Quando cominciai a fare il giornalista, gli acquedotti siciliani erano già dei colabrodi, come raccontava Giuseppe Fava, che mi mandò a Favara (Agri…

Caro Merlo, non le pare che “gattara senza figli” di Vance sia una battuta più cretina che reazionaria in perfetto stile Vannacci? Gli andrebbe bene una gattara con figli? E senza figli né gatti?

Fabio Capua — Frosinone

È internazionale il pensiero ad mentulam.

Carlo Merlo, il ministro della Protezione Civile Musumeci dice oggi che la lotta alla siccità si fa quando l’acqua c’è e non si insegue un’emergenza, ma occorre una pianificazione che richiederà anni. Forse un po’ di autocritica dovrebbe farla visto che dal 2017 al 2022 è stato presidente della Regione Sicilia e sapere cosa ha fatto la sua giunta per risolvere questo perenne problema è dovuto a tutti.

Stefano Mazzanti — Casalguidi (Pistoia)

Nello Musumeci, che aveva scelto come nome del suo partito “Diventerà bellissima” e davvero ci credeva, è ora specialista nel cadere dal pero. Quando cominciai a fare il giornalista, gli acquedotti siciliani erano già dei colabrodi, come raccontava Giuseppe Fava, che mi mandò a Favara (Agrigento), dove scoprii, a conferma della metafisica delle cose storte, che alle case con i numeri pari era stata assegnata l’acqua nei giorni dispari, e a quelle con i numeri dispari nei giorni pari. In realtà non ce l’avevano (quasi) mai. Eppure la Sicilia possedeva, già allora, quei ricchi giacimenti di acqua che ancora oggi coprirebbero di cinque volte il bisogno dell’isola. Si sa che se tutti hanno colpa, alla fine non ce l’ha nessuno, ma il disastro idrico non è una cattiva azione senza autore, Musumeci ha certamente la sua piccola quota. E allora? Altro che Autonomia differenziata, io, al contrario, comincerei abolendo le autonomie speciali.

Caro Merlo, ci sarà mai qualcuno che spieghi che la Gioconda — venduta o regalata da Leonardo a Francesco I — non è mai stato un bene trafugato? Se Leonardo andò a morire in Francia un motivo ci sarà. Si considerino questi capolavori come bene comune dell’umanità invece di continuare a osservare il mondo attraverso il pidocchioso cannocchiale del nazionalismo. I grandi hanno nazione solo per disgrazia (per accidente?).

Valerio Larena

Se si aprisse il capitolo “restituzioni” e, partendo dall’archeologia, si applicasse il criterio geografico, non chiamandolo magari nazionalismo, ma pomposamente genius loci, la gran parte delle opere d’arte dovrebbe tornare in Grecia.

Caro Merlo, se non ci fosse la libertà di stampa non ci sarebbe la denuncia degli atti contro la libertà di stampa.

Monsieur de la Palisse (Franco Palmieri, Roma)

Sicuro, ma la libertà di stampa è sempre a rischio. E se non la si difendesse sarebbe più facile perderla.

Caro Merlo, chiedo la massima pena per “basico” usato in luogo di “basilare”. Basico è una definizione chimica, salvo volerne estrapolare il significato dall’inglese “basic” per esigenze di tic linguistico, qui giustamente punito.

Emanuele Aliotta, San Gillio (Torino)

Basico è un errore, non un tic. Contro gli errori della lingua viva si può usare la pedanteria, ma non l’ironia. Ghigliottina respinta.


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