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Le lettere di Meloni e Grillo-Conte. E Toti scrive a mano come Pellico

Giuseppe Conte e Beppe Grillo (ansa)
Posta e risposta di mercoledì 31 luglio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, scambi epistolari in corso, lettere che sono cronaca e saranno Storia. Si scrivono Conte e Grillo, Giorgia scrive alla sua ex sodale Ursula.

Salvatore Siddi — Pino d’Asti

Tutte le lettere esprimono una retorica vintage, a volte romantica, spesso comica. Nel caso delle dimissioni di Toti c’è anche il simbolismo della vittima reclusa, neo Silvio Pellico che scrive a mano perché tutto il resto, smartphone e computer, gli è stato sequestrato. Solo il citofono probabilmente non gli era vietato dall’Ordinanza perché il suo uso fa parte delle necessità di vita (panettiere, farmacista…); ma nessuno si è mai dimesso per citofono. Lo scrivano Toti cerca anche, senza ironie, la grandezza amanuense di Oscar Wilde dalla prigione di Reading e dei prigionieri Martin Luther King e Nelson Mandela. Scrissero lettere che sono parte della lotta per i diritti civili e anche Toti a stampatello vuol farsi paladino della politica che resiste alla magistratura. Nelle lettere che si stanno scambia…

Caro Merlo, scambi epistolari in corso, lettere che sono cronaca e saranno Storia. Si scrivono Conte e Grillo, Giorgia scrive alla sua ex sodale Ursula.

Salvatore Siddi — Pino d’Asti

Tutte le lettere esprimono una retorica vintage, a volte romantica, spesso comica. Nel caso delle dimissioni di Toti c’è anche il simbolismo della vittima reclusa, neo Silvio Pellico che scrive a mano perché tutto il resto, smartphone e computer, gli è stato sequestrato. Solo il citofono probabilmente non gli era vietato dall’Ordinanza perché il suo uso fa parte delle necessità di vita (panettiere, farmacista…); ma nessuno si è mai dimesso per citofono. Lo scrivano Toti cerca anche, senza ironie, la grandezza amanuense di Oscar Wilde dalla prigione di Reading e dei prigionieri Martin Luther King e Nelson Mandela. Scrissero lettere che sono parte della lotta per i diritti civili e anche Toti a stampatello vuol farsi paladino della politica che resiste alla magistratura. Nelle lettere che si stanno scambiando Conte e Grillo, la comicità è invece assicurata dalla roboante prosopopea di due sconfitti che si disputano gli ectoplasmi del vaffa. È ridicola la loro parodia di quel genere letterario che è la polemica epistolare, le lettere di Stalin a Churchill e a Roosevelt, lo scambio di accuse tra Baldassarre Castiglione e Alfonso de Valdés dopo il sacco di Roma… C’è infine la lettera della comare Giorgia alla comare Ursula dalla quale si sente sempre meno capita, visto che Ursula crede alle fake news contro Giorgia che si è battuta, pensate, «per la libera informazione dopo decenni di lottizzazione», al punto che non ha «nessuna ingerenza sulla governance della Rai». Bum! Solo il sentimento diventato risentimento fa perdere sino a questo punto il controllo e la verità di sé. La comicità è nella canzone canzonata, Iva Zanicchi e La notte dell’addio e Se mi vuoi lasciare, dimmi almeno perché.

Caro Merlo, torno sul colonnello Fuochi, fascista fuori tempo massimo, per radici famigliari: “Era fascista nonno, babbo, zio e so fascista anch’io”. C’è gente che si è fatta seppellire in camicia nera o con la testa su un cuscino con la scritta “Duce”. Fuochi parteggia per Hitler. A chi gli è stato sottoposto va la mia solidarietà.

Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)

La destra al governo ha stanato tantissimi figuri che sembravano inventati. Fuochi esiste veramente. Non è un personaggio di Vogliamo i colonnelli di Mario Monicelli con Ugo Tognazzi che dice: “Ordine, obbedienza, disciplina! Basta con l’anti-storica uguaglianza. Perché un ingegnere deve essere uguale a un muratore... madonna di un dio! Soltanto i coglioni sono uguali l’uno all’altro”.

Caro Merlo, la sintassi burocratica è una iattura ma non avevo mai sentito “eccedentario”. Lo ha detto il Cognato d’Italia in un convegno di Coldiretti (dove sennò) a proposito del grano algerino. Eccedentario” dove l’ha scovato?

Piero Orrù

Sui testi del ministero dell’Agricoltura i fertilizzanti sono “effluenti eccedentari” e i dipendenti “personale eccedentario”.


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