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Biancaneve, un marketing senza idee. Depressione, la soluzione De André

Rachel Zegler è la protagonista del remake di "Biancaneve" 

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Posta e risposta di mercoledì 4 settembre 2024
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Caro Merlo, la legge è sempre quella: “Parlatene male, ma parlatene”. Il trailer del remake di “Biancaneve” della Disney ha ricevuto un milione di dislike. Mi chiedo: come si fa a giudicare un film dal trailer e dalle interviste “femministe” di Rachel Zegler? È vero che siamo tutti innamorati del vecchio (si fa per dire) capolavoro animato, ma non ha il sospetto che i dislike possano essere pilotati dalla produzione? Un dislike vale più di 100 like.

Giulia Acciarito — Roma

La banalità di rifare Biancaneve e i sette nani in chiave femminista, inclusiva, etnica, politicamente corretta, più che un’idea, sembra una mancanza di idee. Condivido il suo sospetto: provano a sostituire con l’abbondanza di dislike anche il marketing. Si possono fare incassi anche senza idee.

Caro Merlo, ben tornato, nella sua ultima rubrica prima della pausa estiva ci aveva ricordato il Walter Siti romanziere. Io conoscevo “Il canto del diavolo”, bellissimo. E invece c’erano questi romanzi ugualmente belli, sop…

Caro Merlo, la legge è sempre quella: “Parlatene male, ma parlatene”. Il trailer del remake di “Biancaneve” della Disney ha ricevuto un milione di dislike. Mi chiedo: come si fa a giudicare un film dal trailer e dalle interviste “femministe” di Rachel Zegler? È vero che siamo tutti innamorati del vecchio (si fa per dire) capolavoro animato, ma non ha il sospetto che i dislike possano essere pilotati dalla produzione? Un dislike vale più di 100 like.

Giulia Acciarito — Roma

La banalità di rifare Biancaneve e i sette nani in chiave femminista, inclusiva, etnica, politicamente corretta, più che un’idea, sembra una mancanza di idee. Condivido il suo sospetto: provano a sostituire con l’abbondanza di dislike anche il marketing. Si possono fare incassi anche senza idee.

Caro Merlo, ben tornato, nella sua ultima rubrica prima della pausa estiva ci aveva ricordato il Walter Siti romanziere. Io conoscevo “Il canto del diavolo”, bellissimo. E invece c’erano questi romanzi ugualmente belli, soprattutto “Troppi paradisi”. Ho passato agosto in sua compagnia, una meraviglia.

Valerio Larena

Curatore delle opere di Pasolini, dieci volumi dei Meridiani, Walter Siti è un italianista e un francesista, allievo non di Pasolini, ma di Francesco Orlando. L’ho intervistato nel 2018. Ecco un piccolissimo brano. Lei si ri-sceglierebbe omosessuale? “Se potessi, mi sceglierei bisessuale per capire le donne che non so raccontare”. E come fa? Salta l’argomento? “Gabriella, la donna amata dal protagonista di Resistere non serve a niente, piace molto a uomini e donne, agli eterosessuali. Al punto che molti ancora mi scrivono per sapere chi è la modella che mi ha ispirato. Ebbene, le racconto come ho fatto: ho chiesto ad un mio amico scrittore eterosessuale il favore di scrivermi una lunga mail con la descrizione della donna che incarna tutti i suoi desideri. È stato bravo e gentile, un vero amico: mi ha regalato Gabriella”.

Caro Merlo, la storia più interessante dell’estate è quella del generale. Non il nullo Vannacci, ma Mario Buscemi, morto a luglio, già generale di corpo d’armata, consigliere militare di Palazzo Chigi, capo di stato maggiore dell’esercito. Da pensionato, una depressione feroce e ragazze squillo che prosciugarono i suoi conti. “La città vecchia” di De André, sempre attuale: “quella che di notte chiami con disprezzo pubblica moglie, quella che di giorno stabilisce il prezzo alle tue voglie...”. Le medaglie al valore contano solo nelle vignette di Altan.

Luca Cardinalini

Davvero quando si cade in una profonda depressione, si va al night club Poppea e ci si affida alle cure di dieci giovani spogliarelliste? È depressione o vitalismo? L’estate di “sesso e samba” continua.

Caro Merlo, leggo che la figlia del “tycoon” era elegante grazie alla “combo” perfetta di abito a rete e costume. Ehi “bro”(ther), hai fatto una “pic”(ture)? Urge ghigliottinare.

Rosa Aliotta

Spietata ghigliottina anche per amo’ al posto di “amore”.


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