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Già dimenticato il complotto d’Arianna. Fitto, la carriera del figlio di mamma

Arianna Meloni (ansa)
Posta e risposta di giovedì 5 settembre 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, ma poi come è finita col presunto “complotto” agostano contro le sorelle Meloni?

Giuseppe Pitrolo — Scicli (Ragusa)

Il complotto, si sa, è il più banale rifugio del cretino, ma “il complotto delle sorelle” o “complotto di Arianna” era il più cretino dei complotti-rifugio.

Caro Merlo, democristiano perché figlio di papà potente democristiano, il mite Raffaele Fitto è il campione che si è imposto a Meloni, la quale a sua volta l’ha imposto a Von der Leyen. Alla fine, per trovare una classe dirigente accettabile, anche la destra deve ricorrere al serbatoio della Dc e della Puglia. A sinistra abbiamo avuto, dopo Di Vittorio, i vincenti D’Alema, Vendola, Emiliano, Decaro… A destra? Dopo Tatarella hanno avuto Adriana Poli Bortone e appunto Fitto, che però è democristiano, come Di Cagno Abbrescia, come Moro.

Elvira Padoa — Bari

Raffaele Fitto, che non è per niente mite, eredita, è vero, la democristianità pugliese, con una solida e fedele base elettorale, del padre Salvatore, ma…

Caro Merlo, ma poi come è finita col presunto “complotto” agostano contro le sorelle Meloni?

Giuseppe Pitrolo — Scicli (Ragusa)

Il complotto, si sa, è il più banale rifugio del cretino, ma “il complotto delle sorelle” o “complotto di Arianna” era il più cretino dei complotti-rifugio.

Caro Merlo, democristiano perché figlio di papà potente democristiano, il mite Raffaele Fitto è il campione che si è imposto a Meloni, la quale a sua volta l’ha imposto a Von der Leyen. Alla fine, per trovare una classe dirigente accettabile, anche la destra deve ricorrere al serbatoio della Dc e della Puglia. A sinistra abbiamo avuto, dopo Di Vittorio, i vincenti D’Alema, Vendola, Emiliano, Decaro… A destra? Dopo Tatarella hanno avuto Adriana Poli Bortone e appunto Fitto, che però è democristiano, come Di Cagno Abbrescia, come Moro.

Elvira Padoa — Bari

Raffaele Fitto, che non è per niente mite, eredita, è vero, la democristianità pugliese, con una solida e fedele base elettorale, del padre Salvatore, ma più che “figlio di papà”, di cui rimase sfortunatamente orfano a 19 anni, è un figlio di mamma Rita Leda, il suo eterno bambino. Individuato e svezzato da Casini, fu lanciato soprattutto da Berlusconi, di cui fu uno dei delfini, non completamente adottato e non completamente vassallo, e senza mai usare né il lessico del tradito e neppure quello del traditore. A differenza di tutti gli altri delfini, Fitto aveva infatti il suo pacchetto di voti, il suo territorio e la mamma-matriarca che li governava. E ha sempre aspettato, lavorando in silenzio e nell’ombra, perché la sua non è la Puglia inquieta della taranta, di Carmelo Bene o di Vendola o anche di Emiliano, ma quella del pensiero meridiano e delle astuzie levantine — D’Alema a sinistra e Tatarella a destra — dove l’onesto imbroglio è ornamento barocco e dove persino la severa scienza giuridica di Aldo Moro produsse la chimera delle convergenze parallele. Fitto porta in Europa la geometria non euclidea della Puglia. Nel governo dei tontoloni umiliati è il primo vincitore e a Bruxelles, finalmente, non sarà più il bambino di mamma.

Caro Merlo, davvero c’era qualcuno che credeva che fosse una consulente Maria Rosaria Boccia, al seguito di Sangiuliano? E chi deve pagare le spese d’albergo a un’eventuale “nuova compagna” di un ministro?

Luigi D’Ambrosio — Bari

Se non è invitato “con la sua signora”, deve pagarle il ministro di tasca sua. E infatti Sangiuliano dice di averle pagate lui.

Caro Merlo, destino della destra è cadere sulle bionde...

Luigi Guida — Barletta

Non ho spazio per elencarle, ma secondo me prevalgono le more, a cominciare da Claretta, che apre il catalogo.

Caro Merlo, alla ghigliottina offro un intercalare che impazza in ogni dove “ci sta” anche in interventi formali. Mi viene la pelle d’oca.

Silvia Franco — Roma

Ghigliottina.


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