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“Irrevocabili” è l’ultima comicità. Fortunato Giuli, facile far meglio

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Posta e risposta di domenica 8 settembre 2024
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Caro Merlo, Sangiuliano era inadeguato fin dal primo giorno e ha dimostrato di esser tale anche nell’ultimo, con una lettera di addio priva di nobiltà.

Fabio Benassi — Parma

Dimettersi, prima d’esservi costretto, sarebbe stata un’intelligente eleganza, una bella battuta di spirito. Sangiuliano si era invece incatenato alla poltrona. E la parola «irrevocabili» esprime lo stesso comico sussiego con il quale esordì. La fine è la perfezione dell’inizio.

Caro Merlo, dopo il complotto estivo contro le sorelle Meloni, ora c’è quello contro Sangiuliano. Ho persino letto che l’amante è una spia. Non è troppo?

Luigina Crivelli — Milano

Più grande e ridicolo è il fallimento, più grande e ridicolo diventa il complotto.

Caro Merlo, so poco di Giuli, ma è fortunato: come già al Maxxi, ci vuole poco a fare meglio.

Maria Rebizzani — Roma

Giorgia Meloni ha scartato sia la soluzione tecnica sia “il papa straniero”, e ha scelto un meloniano, un altro cavallo di scuderia. Alessandro Giuli è colto e int…

Caro Merlo, Sangiuliano era inadeguato fin dal primo giorno e ha dimostrato di esser tale anche nell’ultimo, con una lettera di addio priva di nobiltà.

Fabio Benassi — Parma

Dimettersi, prima d’esservi costretto, sarebbe stata un’intelligente eleganza, una bella battuta di spirito. Sangiuliano si era invece incatenato alla poltrona. E la parola «irrevocabili» esprime lo stesso comico sussiego con il quale esordì. La fine è la perfezione dell’inizio.

Caro Merlo, dopo il complotto estivo contro le sorelle Meloni, ora c’è quello contro Sangiuliano. Ho persino letto che l’amante è una spia. Non è troppo?

Luigina Crivelli — Milano

Più grande e ridicolo è il fallimento, più grande e ridicolo diventa il complotto.

Caro Merlo, so poco di Giuli, ma è fortunato: come già al Maxxi, ci vuole poco a fare meglio.

Maria Rebizzani — Roma

Giorgia Meloni ha scartato sia la soluzione tecnica sia “il papa straniero”, e ha scelto un meloniano, un altro cavallo di scuderia. Alessandro Giuli è colto e intelligente e non è arrogante. È vero che è fortunato e che gli sarebbe facile fare meglio di Sangiuliano. Ma l’incarico lo misurerà e lo metterà a rischio. Salutiamolo con la saggezza evangelica: “Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni”.

Caro Merlo, se proprio non vuole ghigliottinare la parola “patacca” nel suo significato di “cosa senza valore”, può evitare di usarla così frequentemente nei suoi scritti, che leggo con grande interesse?

Silvano Patacca

Immagino, caro Patacca, che anche per lei non sia sempre facile sottrarre il suo nomen alla trappola dell’omen, magari pure con l’ironia dei contrari. Pensi alla noia delle avventure onomastiche di Vespa, Prodi, Draghi, Muti e anche di Grillo che, durante la stagione a 5 stelle della Cretinocrazia, storpiava tutti i nomi degli avversari politici, rilanciando una tecnica antica della destra fascista italiana che chiamava per esempio il padre costituente Piero Calamandrei “Caccamandrei” e l’azionista Luigi Salvatorelli “Servitorelli”. Emilio Fede durante il G8 di Genova nel 2010 chiamava Luca Casarini e Vittorio Agnoletto Casarotto e Agnolini. È facile aggredire il nome Merlo. C’è il caso di Dell’Acqua commissario alla Siccità. Speranza è l’ex ministro che il Covid fa ancora disperare. Si sa che Casini si mette nei casini. Cantalamessa è il cardinale che celebra le messe per il Papa. Manganelli divenne capo della polizia. Giorgia Meloni si presentò con due meloni su TikTok e vinse le elezioni. Il terribile destino di Moro suona beffardo se accostato ai nomi dei suoi carnefici Moretti e Morucci. Siamo sicuri che davvero il nome riveli la sostanza di chi lo porta? Se la patacca è il falso spacciato come autentico allora, caro Patacca, liberiamoci di una delle più blasonate e accreditate locuzione latine. Non è vera. Non c’è alcuna sostanza entelechiale nei cognomi. Scherzare fa sempre bene, la risata è una purificazione, ma nomen omen è solo una patacca, e i nomi non sono consequentia rerum.

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