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Nanni Moretti, l’artista è malvestito Draghi, piano Marshall e Waterloo

Mario Draghi 

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Posta e risposta dell’11 settembre 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, la sinistra dovrebbe in Europa votare per Fitto, il candidato del governo?

Vincenzo Palmieri - Napoli

Sì. Perché è un italiano, ha acquisito le competenze e non è fascista, ma democristiano, come metà della sinistra italiana.

Caro Merlo, vorrei abbracciare Pasquale Regano di Andria, che ci ha raccontato di avere perso la moglie, e ringraziare lei che mi ha fatto conoscere la poesia “Le notti senza chi ami” di Marina Cvetaeva.

Lorella De Angelis

Ne ho pubblicato solo l’incipit. Ecco il commovente e bellissimo finale: “Ora so ciò che ha inizio e ciò che ha fine, / ora so tutto il segreto sordomuto / che si chiama, nella povera lingua / sgrammaticata degli umani – Vita”.

Caro Merlo, Nanni Moretti che “descamisado” a Venezia si presenta al neo ministro della cultura appassionato di favoriti alla Cecco Beppe, lini e panciotti di taglio sartoriale, sigari e bretelle, mi ha rievocato il lancio di uova sulle pellicce alla prima della Scala.

Fabrizio Bonfigli-Trieste

Capisco che …

Caro Merlo, la sinistra dovrebbe in Europa votare per Fitto, il candidato del governo?

Vincenzo Palmieri - Napoli

Sì. Perché è un italiano, ha acquisito le competenze e non è fascista, ma democristiano, come metà della sinistra italiana.

Caro Merlo, vorrei abbracciare Pasquale Regano di Andria, che ci ha raccontato di avere perso la moglie, e ringraziare lei che mi ha fatto conoscere la poesia “Le notti senza chi ami” di Marina Cvetaeva.

Lorella De Angelis

Ne ho pubblicato solo l’incipit. Ecco il commovente e bellissimo finale: “Ora so ciò che ha inizio e ciò che ha fine, / ora so tutto il segreto sordomuto / che si chiama, nella povera lingua / sgrammaticata degli umani – Vita”.

Caro Merlo, Nanni Moretti che “descamisado” a Venezia si presenta al neo ministro della cultura appassionato di favoriti alla Cecco Beppe, lini e panciotti di taglio sartoriale, sigari e bretelle, mi ha rievocato il lancio di uova sulle pellicce alla prima della Scala.

Fabrizio Bonfigli-Trieste

Capisco che le piacciano i film di Moretti, ma non mi pare che il regista fosse descamisado come un rivoluzionario o un artista. Era solo malvestito.

Caro Merlo, ammiro Draghi e ho molto apprezzato il suo “rapporto” sull’Europa. Ma il “piano Marshall” è un luogo comune che mi sembra degno della ghigliottina.

Giulia Acciarito - Roma

Programmando un rilancio vitale per l’Europa, Mario Draghi ha utilizzato il paragone in maniera appropriata, ma è vero che il piano Marshall è un luogo comune, un tic del lessico politico e economico. Non c’è infatti emergenza che non si dovrebbe risolvere con un piano Marshall: il covid, l’Ucraina, il fantomatico e sempre futuro stato palestinese. Un piano Marshall fu evocato per la questione meridionale, per la città di Napoli e persino per la crisi del cinema. Insomma il piano Marshall è uno dei tanti, abusati paragoni storici, che, in fondo, sono effetti collaterali dello studio, della divulgazione e dell’elevazione della storia a magistra vitae. Pensi a Waterloo. Tutti ne hanno avuto almeno una. Ieri ho letto che l’Ascoli, che ha perso contro l’Entella, ha subito la sua prima Waterloo. L’amore di Boccia è stato la Waterloo di Sangiuliano, come nella famosissima canzone degli Abba: “wa, wa, wa, wa, Waterloo. Tesoro, ho provato a batterti, ma tu eri più forte”. Caporetto, invece, è la sconfitta italiana. L’8 settembre è il caos della resa. Il Medio Evo è l’arretratezza, superata solo dal Neanderthal. A quando un nuovo Rinascimento? I barbari sono assimilati agli immigrati che ci “invadono” e persino ai turisti che si bagnano nella Fontana di Trevi. Per non parlare dell’abuso del fascismo nelle polemiche più stupide. Pensi all’oltraggio del genocidio attribuito agli ebrei che l’hanno subito. Tuttavia i paragoni storici rimangono una ricchezza. E Draghi ne ha fatto un uso pertinente. Ghigliottino invece quel modo di raccontare la severità e il rigore delle sue 800 pagine come “schiaffoni” e “ceffoni”, come un “bazooka”. Contro chi, contro che cosa?

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