Caro Merlo, scrivo mentre sono in attesa di attraversare lo Stretto a bordo di una nave che ha preso in carico il treno Intercity 728 per Roma Termini. Il calvario era già cominciato nella stazione di Messina, dove le informazioni confuse non rispondevano al vero, i messaggi suonavano pre-registrati senza tenere conto del tempo reale. Secondo i display e gli annunci, il treno per Roma doveva partire dal binario 10, ma al binario 10 arrivavano solo 4 vagoni provenienti da Palermo (dal 5 all’8). Nessuno informava i viaggiatori, in gran parte turisti, con prenotazioni sulle carrozze da 1 a 4, di aspettare l’arrivo al binario 9 di un treno da Siracusa. Display spento. Per fortuna c’è il passaparola. Abbiamo aspettato sul binario che è una discarica a cielo aperto: erbacce, cartacce, bottiglie di plastica e ogni genere di rifiuti. Per la cronaca il treno si è imbarcato sul ferry verso le 10.30. Sbarchiamo in questo momento: 11.15, in una landa desolata, ricolma di calcinacci abbandonati, f…
Caro Merlo, scrivo mentre sono in attesa di attraversare lo Stretto a bordo di una nave che ha preso in carico il treno Intercity 728 per Roma Termini. Il calvario era già cominciato nella stazione di Messina, dove le informazioni confuse non rispondevano al vero, i messaggi suonavano pre-registrati senza tenere conto del tempo reale. Secondo i display e gli annunci, il treno per Roma doveva partire dal binario 10, ma al binario 10 arrivavano solo 4 vagoni provenienti da Palermo (dal 5 all’8). Nessuno informava i viaggiatori, in gran parte turisti, con prenotazioni sulle carrozze da 1 a 4, di aspettare l’arrivo al binario 9 di un treno da Siracusa. Display spento. Per fortuna c’è il passaparola. Abbiamo aspettato sul binario che è una discarica a cielo aperto: erbacce, cartacce, bottiglie di plastica e ogni genere di rifiuti. Per la cronaca il treno si è imbarcato sul ferry verso le 10.30. Sbarchiamo in questo momento: 11.15, in una landa desolata, ricolma di calcinacci abbandonati, ferraglia arrugginita, erbacce, rifiuti, transenne cotte dal sole che delimitano lavori cominciati e mai finiti. Non so quando i due tronconi del treno di riuniranno al binario di partenza. Facciamo avanti e indietro, presi in ostaggio in una carrozza priva di aria condizionata, tra la nave e la landa della vergogna, tra il porto e la stazione di Villa San Giovanni. La partenza programmata è per le 11.50, ovvero un’ora e trentacinque minuti dalla partenza da Messina. Tutto questo tempo per una distanza di qualche km.
Michele Galletta
Portarsi dietro lo Stretto Indispensabile, lo Stretto Necessario, significa lambire per tutta la vita la costa della miseria, della criminalità organizzata, dei terremoti: «uora uora arrivau u ferry boat» . Un siciliano in viaggio è sempre sul ferry boat, sempre sullo Stretto della separatezza e della marginalità.
Caro Merlo, c’è una buona ragione che rende l’intervistatissimo sindaco di Traversetolo, Simone dall’Orto, più adatto di noi tutti a capire Chiara, la mamma che, per ben due volte, a distanza di un anno, ha ucciso e nascosto il figlio neonato?
Lorella Cancrini — Perugia
Le ragioni sono tante, nessuna è buona. Il sindaco dall’Orto è bravo e per bene e non ci prova nemmeno a seguire quei giornalisti che cercano di dare a Traversetolo qualche responsabilità di una tragedia che lì è solo avvenuta ma che Traversetolo non spiega.
Caro Merlo, ho l’impressione che la Von der Leyen si sia messa a giocare a poker! È sparita l’identità politica?
Berardo Montesano — Cagliari
Nel suo “Nelle vene di Bruxelles” Paolo Valentino aveva già raccontato molto bene la “monarchia” di Ursula Von der Leyen, che la rielezione ha definitivamente reso “regina” d’Europa.
Caro Merlo, perché dobbiamo usare tutti questi anglicismi?
Mauro Luglio — Monfalcone
E perché no? L’importante è usarli bene.
Caro Merlo, leggo che l’ex ministro Sangiuliano, appena rientrato in RAI, godrà di 230 giorni di ferie arretrate. Impreco silenziosamente.
Fausto Fiorillo – Pinerolo (Torino)
E invece bisognerebbe allungargliele.