✕

La Torre di Piano, inaugurazione precoce. Chiara, i neonati e la manicure di Medea

'La mia Torre al porto di Genova a testa alta come i marinai' di Renzo Piano 
Posta e risposta del 22 settembre 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, Renzo Piano ci dona la Torre dei Piloti al porto di Genova. Sporcata dal ministro Salvini e dal Sindaco Bucci a fini elettorali: che razza di Paese siamo diventati. Non sapevo che il Maestro attraversa un periodo della sua vita complicato. Gli auguro ogni bene. Da un abruzzese di origine sarda, col padre di Altare in provincia di Savona e un bisnonno nato a Genova. C’è tempo per morire in cantiere.

Piero Orrù

Ricevo molte lettere come quella dell’avvocato Bruno Ballardini di Rovereto sulla “bellezza struggente” della Torre di Genova e delle parole di Renzo Piano. In tanti, come Anna Maria Becherini, raccontano “emozioni che vanno oltre l’opera in sé”. Molti si chiedono, con Silvano Patacca, “perché Salvini e Bucci debbano sciupare, con un’inaugurazione anticipata, un momento in cui potrebbe esserci ‘un sorriso che sgorga dalle lacrime’? Perché una passerella elettorale che non rispetta né i morti né il dolore dei loro familiari? Perché? “. A Laura Traverso di Genova pare “…

Caro Merlo, Renzo Piano ci dona la Torre dei Piloti al porto di Genova. Sporcata dal ministro Salvini e dal Sindaco Bucci a fini elettorali: che razza di Paese siamo diventati. Non sapevo che il Maestro attraversa un periodo della sua vita complicato. Gli auguro ogni bene. Da un abruzzese di origine sarda, col padre di Altare in provincia di Savona e un bisnonno nato a Genova. C’è tempo per morire in cantiere.

Piero Orrù

Ricevo molte lettere come quella dell’avvocato Bruno Ballardini di Rovereto sulla “bellezza struggente” della Torre di Genova e delle parole di Renzo Piano. In tanti, come Anna Maria Becherini, raccontano “emozioni che vanno oltre l’opera in sé”. Molti si chiedono, con Silvano Patacca, “perché Salvini e Bucci debbano sciupare, con un’inaugurazione anticipata, un momento in cui potrebbe esserci ‘un sorriso che sgorga dalle lacrime’? Perché una passerella elettorale che non rispetta né i morti né il dolore dei loro familiari? Perché? “. A Laura Traverso di Genova pare “un’offesa anche alla città, a Renzo Piano e a tutto il team dei progettisti e dei costruttori l’inaugurazione della Torre non finita”. Mi ripeto: spiace che anche il sindaco Bucci, oltre a Salvini, abbia organizzato la finzione del 27 settembre. Non ci saranno i ponti, i pavimenti, le luci e tante altre cose, non solo di dettaglio. Sarà una sfilata elettorale, otto mesi prima del tempo giusto, che stupirebbe persino Longanesi: il suo aforisma “alla manutenzione, l’Italia preferisce l’inaugurazione” a Genova si aggiorna con “la finta inaugurazione”.

Caro Merlo, Marco Vasini ha firmato su Repubblica una fotografia che mi inquieta. Raffigura le mani curatissime — con smalto rosso lacca — di Chiara Petrolini, che si copre il volto con un foglio bianco. Quelle mani hanno tagliato due cordoni ombelicali, hanno scavato le fosse e compiuto altre nefandezze. Possibile che quelle mani, che mi tornano di continuo in mente, non sapessero digitare sul PC indirizzi di strutture dove si pratica la 194 o di consultori in grado di spiegare l’uso di anticoncezionali? E’ un mistero doloroso che mani super perfette e curate compiano lo scempio più indicibile. Medea aveva un motivo politico oltre che personale per l’uccisione dei figli del tradimento di Giasone. Ma Chiara Petrolini, con quelle mani, che motivo aveva?

Caterina Carpinato — Università di Venezia

In questo, forse più che in altri casi, le ribadisco che la cronaca nera si racconta, ma non si commenta. E “le mani della mamma” rimangono quelle della poesia di Rilke: “Non sei più vicina a Dio di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende benedette le mani”.

Caro Merlo, nella risposta a Giorgio Villano le scappano “ le 300 mila euro”, al femminile. Non è grave, ma lei è così attento.

Mario Finocchiaro

La Crusca ha promosso il maschile e il plurale, ma io faccio parte dell’affollata minoranza che continua a sbagliare con l’euro invariabile e, al plurale, preferisco l’articolo femminile: non “i 300mila euro” ma “le 300mila euro”, appunto.

Leggi i commenti