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Schlein e il tempo perso con Conte. Sulla condotta ha ragione Valditara

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Posta e risposta del 28 settembre
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Caro Merlo, da settimane mi chiedo perché Elly Schlein perda tempo e energie a inseguire Conte.

G.Carlo Di Girolamo e amici — Pescara

Il campo largo è una necessità elettorale, e la paziente e leale tenacia di Elly Schlein la rafforza come leader della sinistra. Al contrario, sta logorando Conte la sua antica slealtà, ora confermata dall’astuta partecipazione alla lottizzazione del Cda della Rai dove ha fatto eleggere Alessandro Di Majo. Grazie al doppio gioco, Conte aveva già ottenuto la presidenza della Vigilanza a Barbara Floridia e una nuvola di poltrone e poltroncine, non solo nelle redazioni (è brillantissima la carriera dirigenziale della cronista che al Tg1 seguiva i grillini e al grillismo si convertì). Anche Bonelli e Fratojanni, spaventati dall’astinenza, hanno fatto eleggere un uomo che a loro renderà conto: Natoli. Invece, forse per la prima volta, Elly Schlein ha lasciato il Pd completamente fuori dalle nomine, crescendo in prestigio e in carisma. A volte è più furbo chi…

Caro Merlo, da settimane mi chiedo perché Elly Schlein perda tempo e energie a inseguire Conte.

G.Carlo Di Girolamo e amici — Pescara

Il campo largo è una necessità elettorale, e la paziente e leale tenacia di Elly Schlein la rafforza come leader della sinistra. Al contrario, sta logorando Conte la sua antica slealtà, ora confermata dall’astuta partecipazione alla lottizzazione del Cda della Rai dove ha fatto eleggere Alessandro Di Majo. Grazie al doppio gioco, Conte aveva già ottenuto la presidenza della Vigilanza a Barbara Floridia e una nuvola di poltrone e poltroncine, non solo nelle redazioni (è brillantissima la carriera dirigenziale della cronista che al Tg1 seguiva i grillini e al grillismo si convertì). Anche Bonelli e Fratojanni, spaventati dall’astinenza, hanno fatto eleggere un uomo che a loro renderà conto: Natoli. Invece, forse per la prima volta, Elly Schlein ha lasciato il Pd completamente fuori dalle nomine, crescendo in prestigio e in carisma. A volte è più furbo chi non fa il furbo.

Caro Merlo, alcuni sostengono che la firma online per i referendum ne metta in discussione la democraticità. Secondo loro, le firme richieste, vista la facilità con la quale si possono raggiungere, dovrebbero essere portate da 500mila a un milione. Io trovo al contrario che sia democratico facilitare il ricorso al referendum, rendendolo magari anche propositivo.

Vito Mangano — Roma

Il quorum delle 500mila firme è fissato dalla Costituzione (art.75) che non aggiunge “purché sia difficile raccoglierle”. Se l’online ha facilitato la raccolta delle firme, evviva.

Caro Merlo, l’illuminato ministro Valditara ha restituito al voto in condotta il ruolo che merita. Occhio ragazzi, è finita la pacchia. Già che ci siamo vorrei suggerirgli di ripristinare la bacchetta e i ceci dietro alla lavagna per gli indisciplinati. Quelli sì che erano tempi.

Raffaele Cotugno — Roma

Apprezzo la sua ironia, ma ha ragione Valditara. La bacchetta e i ceci facevano parte di quella orribile violenza di cui la sinistra ha liberato la scuola, ma la buona educazione in classe è un valore di sinistra. E sarei molto più severo di Valditara con chi aggredisce un professore: arresto immediato. Aggiungo che un buon ministro dovrebbe cominciare adeguando, seriamente, gli stipendi per combattere l’irrilevanza sociale degli insegnati meno pagati d’Europa che, al contrario di tanti loro allievi, non hanno i mezzi per comprarsi un computer né per abbonarsi alle riviste specialistiche, né possono permettersi l’iphone e il tablet che sono sicuramente più importanti della matita rossa e blu. Una mia amica preside a Roma mi aveva segnalato le marche scamuffe del tablet che la scuola ha potuto fornire ai suoi docenti in pendant con le loro polacchine ‘quattro stagioni’ dell’Upim e i maglioni dell’Oviesse.

Caro Merlo, propongo per la ghigliottina “inaccettabile”, in un mondo che accetta tutto.

Edoardo Arcuri

Ghigliottina.

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