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“Sicari”, il codice del Papa. Lo stadio complice dell’ultrà

Inchiesta sugli ultras, perquisito anche il rapper Emis Killa. Negli atti emergono i suoi rapporti col Luca Lucci capo della Curva Sud del Milan 

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Posta e risposta del 2 ottobre 2024
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Caro Merlo, “L’aborto è un omicidio e i medici che si prestano sono sicari” ha detto il Papa. Qualche ginecologo ha fatto una domanda a Bergoglio (in arte Francesco Primo): sicario a chi? Che dicono i bergogliani senza “bergogna”?

Salvatore Siddi -Pino d’Asti

Invece, nonostante le tante lettere arrabbiate come la sua, io sempre più mi convinco, con Eugenio Scalfari, che “Papa Francesco è un rivoluzionario” e che passerà alla storia anche perché è il Papa che si è liberato del linguaggio dei Papi. Trovai offensivo il tentativo di attribuire la parola “frociaggine” alle intemperanze del suo carattere argentino o all’approssimativa conoscenza dell’Italiano. E ora, di nuovo, il rappresentante dei ginecologi Antonio Chiantera, pur risentito (“gli scriverò che non meritiamo tale trattamento”), è “sicuro” che Francesco “si è sbagliato nell’usare il termine ‘sicari’ ”. Trovo buffa la cautela della corte papale che ogni volta si affretta a ridimensionarlo come già faceva con i pensieri che Fra…

Caro Merlo, “L’aborto è un omicidio e i medici che si prestano sono sicari” ha detto il Papa. Qualche ginecologo ha fatto una domanda a Bergoglio (in arte Francesco Primo): sicario a chi? Che dicono i bergogliani senza “bergogna”?

Salvatore Siddi -Pino d’Asti

Invece, nonostante le tante lettere arrabbiate come la sua, io sempre più mi convinco, con Eugenio Scalfari, che “Papa Francesco è un rivoluzionario” e che passerà alla storia anche perché è il Papa che si è liberato del linguaggio dei Papi. Trovai offensivo il tentativo di attribuire la parola “frociaggine” alle intemperanze del suo carattere argentino o all’approssimativa conoscenza dell’Italiano. E ora, di nuovo, il rappresentante dei ginecologi Antonio Chiantera, pur risentito (“gli scriverò che non meritiamo tale trattamento”), è “sicuro” che Francesco “si è sbagliato nell’usare il termine ‘sicari’ ”. Trovo buffa la cautela della corte papale che ogni volta si affretta a ridimensionarlo come già faceva con i pensieri che Francesco affidava all’amico Scalfari, soprattutto quando gli disse: “non esiste un inferno, esiste la scomparsa delle anime peccatrici”. La verità è che il Papa ha abolito l’oscurità dei Papi. Prima di lui, anche i più semplici come Giovanni XXIII o come Luciani, utilizzavano il simbolismo, le metafore, le parabole. Francesco non dialoga con gli angeli come Pio IX, non cerca “l’amicizia con la modernità” come Paolo VI, non è poetico come Wojty?a e non somiglia a Benedetto XVI, che annunciò le dimissioni in latino — “declaro … renuntiare” — e nessuno capì. Francesco vuole stare dentro la realtà e usare tutte le lingue della realtà. È vero che la parola “sicari” è eccessiva, ma il Papa l’ha scelta perché oggi l’eccesso è il nostro codice, è la linguaccia della comunicazione. Il Papa vuole essere efficace, fare rumore per farsi capire. E lei, caro Siddi, con la sua “bergogna” parla bergogliano.

Caro Francesco, solo oggi si sono accorti della mafia e dei traffici delle tifoserie milanesi. Girano molti danari e dovrebbero indagare su chi gestisce le tifoserie, sulle società colluse e ricattate.

Giorgio La Ganga

La delinquenza è coltivata nelle curve, dove gli ultras ricoverano i loro problemi pesanti, ma non è protetta solo dalle società sotto ricatto. Gode della complicità ambientale del tifo “signorile” esibito nelle tribune “per bene”. Il calcio si nutre di un linguaggio che è comunque viscerale: l’urlo aggressivo è “calore”, allo stadio è permesso l’insulto ritmato e anche il cittadino mite si permette di gridare quel che altrove non direbbe. È il luogo, a statuto speciale, dell’appartenenza organica, etnica, tribale. La squadra è la Piccola Patria che il grande visionario (e reazionario) tedesco Ernst Jünger battezzò Mutterland, la terra della madre, della Matria (parola di cui un facile femminismo si è appropriato senza cautela) contrapposta alla Vaterland, la terra del padre. La responsabilità penale è personale, ma gli ultrà sono protetti dal tifo che, nel calcio, è la guerra combattuta con altri mezzi.

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