Caro Merlo, la ministra Santanchè chiedendo di patteggiare ammette la colpa, ma non si dimette. Ci stiamo abituando a tutto.
Annette Giglioli — Firenze
L’ammissione “implicita” di colpevolezza è il presupposto del patteggiamento. Ma Santanchè finora non ha chiesto di patteggiare. Vedremo: se un ministro dello Stato ha truffato lo Stato non può continuare a fare il ministro.
Caro Merlo, la destra “garantista”, che è in realtà la destra degli impuniti, esulta per la condanna in primo grado dei due pm De Pasquale e Spadaro. Ma in radio Paolo Mieli, che non è di parte, poneva un problema: come possono esercitare la loro funzione questi pm, condannati per avere nascosto prove favorevoli a imputati che poi sono stati assolti?
Giorgio Villano — Milano
Paolo Mieli ha ragione: non possono più garantire piena indipendenza e imparzialità. Non credo però che Mieli parlasse di dimissioni dalla magistratura. Ricordiamoci che il principio di non colpevolezza si applica anche a loro. Penso che il Csm dovrebbe, con urgenza, trasferirli d’ufficio a un’altra funzione, ma aggiungo che andarsene prima che li costringano a farlo non sarebbe un’ammissione di colpevolezza ma una prova di intelligenza, eleganza, dignità e moralità, con un valore di riscatto che, tra l’altro, li aiuterebbe a difendersi meglio.
Caro Merlo, mia nipote di 14 anni, che non dice mai una parolaccia, studia e fa sport, ama le canzoni di Niky Savage che in “Kiki” dice: “Mia moglie è la mia troia”. Le ho chiesto: cosa pensi di un ragazzo che definisce così la moglie? Risposta: «Nonna, è solo una canzone». Rimango sgomenta e non so rispondere alla mia brava ragazzina.
Elena Monteverdi — Brescia
Ho ascoltato le cantilene di Niky Savage e ho capito che neppure le parolacce sono un granché. E però, invece di difendere “le mogli”, al suo posto, in un rapporto di allegra complicità, aiuterei sua nipote a usare bene le peggiori parolacce. Capire il turpiloquio l’aiuterebbe a ripensare le cose e ad avviare un processo liberatorio.
Caro Merlo, dopo il discorso programmatico di Giuli si alza l’invocazione: “Ridateci Sangiuliano”!
Renato Mongiat — Besnate (Varese)
Non sappiamo cosa Giuli nasconde nell’oscurità. Di Sangiuliano invece tutto fu subito chiaro.
Caro Merlo, leggo che la Lega le inviò carta igienica sporca. Lo stesso trattamento lo prevedevano per la bandiera italiana. Ne sia fiero.
Sergio Munno
Non è vero che quella di Bossi e Maroni fosse una Lega migliore. La malattia e la morte trasfigurano, ma Bossi prometteva pallottole e invitava la plebe del Nord a gettare il tricolore nel gabinetto. Maroni voleva prendere le impronte ai bimbi Rom e creare il registro dei barboni. Guastarono l’Italia con la violenza e la volgarità del linguaggio contro i neri, gli omosessuali, i musulmani. E al grido di “Roma ladrona” spacciarono per ideale la voglia di non pagare le tasse.
Caro Merlo, ghigliottina per “con che coraggio”?
Carlo Manprin
Ghigliottina.