Gli “Articolo 31” non meritano Schlein. L’astuzia dello spione che spiava tutti
Posta e risposta del 12 ottobre
Caro Merlo, credo che Elly Schlein faccia bene, anzi benissimo, a cantare, a ridere e a ballare, ma non capisco perché, tra tanti cantanti di fascino e di talento, Elly Schlein abbia scelto gli “Articolo 31” che non si possono sentire e soprattutto guardare, e non solo perché sono vintage e ai nostri figli sono sconosciuti. Mi spiace dirlo, ma ci sono tracce di volgarità. Provi ad ascoltare il loro brano più recente, “Filosofia del fuck off”. Che cosa c’entrano con noi?
Laura Traverso — Genova
Se per “noi” intende la sinistra, le rispondo, senza esitazioni che è una categoria inapplicabile non solo a loro, ma a tutti i broccoloni travestiti da diavoli rossi, da poeti maledetti, da Pantere nere. Non mi riferisco alle loro idee politiche ovviamente che immagino di sinistra, ma alla pretesa di cantarla, di rappresentarla. Ecco l’incipit di Filosofia del fuck off: “Siamo tornati a farvi muovere i culi, boogie boogie. Ho ancora tutti contro come Putin, e nella music, me la suchi… “. Sicura…
Caro Merlo, credo che Elly Schlein faccia bene, anzi benissimo, a cantare, a ridere e a ballare, ma non capisco perché, tra tanti cantanti di fascino e di talento, Elly Schlein abbia scelto gli “Articolo 31” che non si possono sentire e soprattutto guardare, e non solo perché sono vintage e ai nostri figli sono sconosciuti. Mi spiace dirlo, ma ci sono tracce di volgarità. Provi ad ascoltare il loro brano più recente, “Filosofia del fuck off”. Che cosa c’entrano con noi?
Laura Traverso — Genova
Se per “noi” intende la sinistra, le rispondo, senza esitazioni che è una categoria inapplicabile non solo a loro, ma a tutti i broccoloni travestiti da diavoli rossi, da poeti maledetti, da Pantere nere. Non mi riferisco alle loro idee politiche ovviamente che immagino di sinistra, ma alla pretesa di cantarla, di rappresentarla. Ecco l’incipit di Filosofia del fuck off: “Siamo tornati a farvi muovere i culi, boogie boogie. Ho ancora tutti contro come Putin, e nella music, me la suchi… “. Sicuramente, nella storia della sinistra italiana, è stato importante il rapporto e direi la sintonia con la canzone, che è il genere artistico del nostro tempo, né poesia né prosa, ma canzone appunto, fatta di musica e parola, ma anche di voce e di corpo. Erano di sinistra sia i cantautori che, più o meno impegnati, sono stati i poeti di almeno tre generazioni, e sia gli intrepreti più leggeri e popolari. Erano bravi e di sinistra. Oggi i broccoloni pensano che stare a sinistra li renda bravi. E non parlo solo dei rapper e dei trapper. Lei è probabilmente troppo severa con l’arte degli “Articolo 31”, ma è vero che non hanno la grazia per accogliere Elly Schlein. Diciamo che non la meritano. Spesso mi torna in mente la canzone degli Skiantos “Sono un ribelle mamma” che è del 2006, ma è più attuale oggi di allora. Racconta di un ragazzo che, alle 4 del mattino, telefona alla mamma per avvisarla che non tornerà a dormire quella notte e la informa di essere diventato un ribelle: ” Torna pure a letto / domani arrivo, okay, te lo prometto. / E per favore stira la maglietta / c’è un concerto, mi serve quella rotta. / Ricorda di comprarmi dei calzini, / fai mettere le borchie ai pantaloni. / Ho il pullover e la giacca di pelle / no, non ho freddo, mamma: sono un ribelle”.
Caro Merlo, ho lavorato 40 anni a Intesa Sanpaolo, ma non mi è mai capitato di trovare un collega che fosse anche commercialista con studio e tutto quanto. C’è qualcosa che non torna in quello spione pugliese.
Tullio Farello
Nei conti correnti fluttuano i delitti e il lunghissimo elenco degli spiati, da un solo spione, non fa pensare alla bravata ma all’astuzia. Solo uno spione sapiente potrebbe infatti permettere a uno spiato di difendersi, usando contro gli altri quel che essi potrebbero usare contro di lui. Si chiama deterrenza.