✕

Il buon Zaia non è un buon veneto. “Non ho una lira e non mi spiano”

Pontida (Bergamo), 5 ottobre: l'intervento del governatore del Veneto Luca Zaia 

Ascolta l'audio

Posta e risposta di domenica 13 ottobre 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, Zaia in tutte le occasioni adopera, come un mantra, la frase «noi veneti». Lo ha fatto sollecitando l’autonomia sul commercio estero: «noi veneti» siamo il popolo che nel 1431, con Pietro Querini, ha importato lo stoccafisso! E sappiamo come cavarcela nel commercio estero. Speriamo non la prenda a male Marco Polo. Ha commentato la morte di Sammy Basso con un finale «è stato un buon veneto».

G. Carlo Di Girolamo e amici — Pescara

Fare differenza tra un veneto e un buon veneto è una retorica provinciale, una pulsione tribale, una presunzione nativista che rende il buon Zaia, malgré lui, un cattivo veneto.

Caro Merlo, quante ne succedono a Strasburgo. È vero che ha intonato “Bella ciao” chi — ai tempi — era più berlusconiano di Berlusconi? Già avevo visto i Verdi votare a favore di Von der Leyen, al contrario di Sinistra italiana (e sono alleati in Avs).

Luca Cardinalini — Roma

È vero che quel fascistone di Orbán a Strasburgo meritava una Bella ciao unitaria, e magari i Popo…

Caro Merlo, Zaia in tutte le occasioni adopera, come un mantra, la frase «noi veneti». Lo ha fatto sollecitando l’autonomia sul commercio estero: «noi veneti» siamo il popolo che nel 1431, con Pietro Querini, ha importato lo stoccafisso! E sappiamo come cavarcela nel commercio estero. Speriamo non la prenda a male Marco Polo. Ha commentato la morte di Sammy Basso con un finale «è stato un buon veneto».

G. Carlo Di Girolamo e amici — Pescara

Fare differenza tra un veneto e un buon veneto è una retorica provinciale, una pulsione tribale, una presunzione nativista che rende il buon Zaia, malgré lui, un cattivo veneto.

Caro Merlo, quante ne succedono a Strasburgo. È vero che ha intonato “Bella ciao” chi — ai tempi — era più berlusconiano di Berlusconi? Già avevo visto i Verdi votare a favore di Von der Leyen, al contrario di Sinistra italiana (e sono alleati in Avs).

Luca Cardinalini — Roma

È vero che quel fascistone di Orbán a Strasburgo meritava una Bella ciao unitaria, e magari i Popolari di Tajani l’avrebbero pure cantata. L’ha però intonata solo una minoranza della sinistra, quella con il pugno chiuso. E dunque la nostra bella canzone della libertà, che in tutto il mondo unisce per contagio, a Strasburgo ha finito con il dividere, come ancora accade solo in Italia. Anche Ursula von der Leyen separa gli inseparabili, quegli stessi del pugno chiuso: “divide” ma, come fosse una regina, “impera”.

Caro Merlo, a proposito dello spione pugliese che va a vedere quanti soldi hai, confesso che vivo nel terrore di gente come lui, il terrore che qualcuno scopra — e vada in giro a dirlo — che non ho una lira.

Salvatore Siddi

Non è una sorpresa che i tantissimi spiati siano tutti vip o semivip danarosi, ma è una sorpresa che non tutti i vip e semivip danarosi sono stati spiati. Pare che alcuni “morti di fama” ci siano rimasti male e abbiano promesso di fargliela pagare allo spione che non li ha spiati.

Caro Merlo, Valéry racconta che Degas, il pittore delle ballerine, riprendeva Forain (il vignettista politico) che con entusiasmo andava a rispondere al telefono, ancora poco diffuso: “È questo il telefono? Suonano il campanello e voi correte?”. Anche Simone Inzaghi risponde al primo “signor nessuno” che lo chiama. Avevo sempre pensato che se si è famosi ci si protegge. Io, semplice cittadino, non rispondo se non conosco il numero.

Valerio Larena

I delinquenti delle curve godono della protezione delle società sotto ricatto e dunque è molto probabile che molti allenatori, corrano, come il Forain di Valéry, a rispondere a quel campanello che li chiama. E, soprattutto, come ha detto Spalletti, quando capiscono che l’ultrà delinquente istiga a delinquere, “non riattaccano”.

Caro Merlo, ghigliottiniamo “chiedo per un amico”?

Oriana Bianconi — Perugia

Ghigliottiniamo (senza chiedere all’amico).


Leggi i commenti