E io rinascerò cervo a Pescara. Rozzano, per un pugno di euro
di Francesco MerloCaro Merlo, esprimo indignazione e tristezza per la mattanza “selettiva” di 469 cervi nel mio “Abruzzo forte e gentile” che in questa occasione rivela la barbarie di chi lo governa, nonostante le proteste dei cittadini, un ricorso al Tar e oltre centomila firme raccolte dalle associazioni ambientaliste. Un capitolo oscuro e terribile per l’eco sistema regionale e il rispetto di una specie che ne è l’elegante e suggestivo simbolo.
Antonio Taraborrelli- Pescara
La Regione ha rinviato a novembre la caccia ai cervi in esubero, che gli agricoltori paragonano alle dannose cavallette e gli animalisti ai Bambi con gli occhioni tristi del fumetto. Si capisce bene che la difesa degli animali non può diventare un fondamentalismo contro l’uomo e la sua agricoltura. E mai però la caccia libera dovrebbe essere quella “soluzione facile a un problema difficile” denunziata da Donatella Di Pietrantonio, che è di Arsita (Teramo), in un’intervista al Centro, il giornale che Luca Telese dirige dal primo o…
Caro Merlo, esprimo indignazione e tristezza per la mattanza “selettiva” di 469 cervi nel mio “Abruzzo forte e gentile” che in questa occasione rivela la barbarie di chi lo governa, nonostante le proteste dei cittadini, un ricorso al Tar e oltre centomila firme raccolte dalle associazioni ambientaliste. Un capitolo oscuro e terribile per l’eco sistema regionale e il rispetto di una specie che ne è l’elegante e suggestivo simbolo.
Antonio Taraborrelli- Pescara
La Regione ha rinviato a novembre la caccia ai cervi in esubero, che gli agricoltori paragonano alle dannose cavallette e gli animalisti ai Bambi con gli occhioni tristi del fumetto. Si capisce bene che la difesa degli animali non può diventare un fondamentalismo contro l’uomo e la sua agricoltura. E mai però la caccia libera dovrebbe essere quella “soluzione facile a un problema difficile” denunziata da Donatella Di Pietrantonio, che è di Arsita (Teramo), in un’intervista al Centro, il giornale che Luca Telese dirige dal primo ottobre (auguri). Il Centro racconta un Abbruzzo che sui cervi si è davvero spaccato in due e propone di esplorare “la terza via” della sterilizzazione che, se fosse praticabile, salverebbe le agricolture e garantirebbe una lunga vita ai cervi. Insomma, un inno alla vita, alla Cocciante: “io rinascerò cervo a primavera”.
Caro Francesco, da destra a sinistra, tutti uguali i titoli dei quotidiani: “uccide per delle cuffiette da 20 euro”. Certo, fossero state un modello di alta fedeltà da mille euro, qualche ragione l’assassino l’avrebbe avuta, magari. E che diamine! Quando si dice che il diavolo si nasconde nei dettagli.
Giuliano Guida Bardi - Cagliari
Ci risiamo. È partito il vaniloquio. Per i “professori di cronaca nera”, confortati dagli “esperti”, psichiatri e sociologi, l’orrendo omicidio commesso dal giovane Daniele lo hanno in realtà commesso tutti i giovani italiani, tutti fragili e smidollati, tutti ammalati di “disagio giovanile” che “ai miei tempi, signora cara, sapevamo come affrontare”. Invece i genitori di oggi covano la ferocia omicida dei loro figli, sono loro i responsabili culturali, e così la scuola, la tv, il cinema… In questa corsa a cercare i veri colpevoli nella società cattiva, Rozzano è, come minimo, “il Bronx”. E il povero valore delle cuffiette, un pugno di euro, misura la miseria dei “nostri ragazzi”. Se fosse stato alto, avrebbe misurato l’avidità dei nostri ragazzi.
Caro Francesco, solo a me le strutture nel centro per migranti in Albania sembrano gabbie per animali?
Sara Prando - Milano
La deportazione degli immigrati in Albania rivela il peggio di Meloni. Quando il radicale Magi li definì “poveri cristi” a lei scappò quell’agghiacciante brontolio, “poveri cristi, see”, che esprime il suo vero sentimento, la sua “buona fede” razzista contro gli immigrati neri che vorrebbero farla fessa con la storia della povertà e della disperazione: “see”. Li deporta e li rinchiude nelle gabbie abanesi non per liberare le strade italiane, ma perché se lo meritano.