Caro Merlo, Salvini, che recita il ruolo dell’invasato, dice di un immigrato ammazzato che «non ci mancherà». E la ministra Roccella, che ha l’aria sincera della fanatica triste, sostiene che i medici hanno l’obbligo di «segnalare» i sospetti di gestazione per altri. Le dico la verità: mi sconcerta molto di più l’estremismo di Roccella, forse perché io davvero pensavo che un’intellettuale di cultura radicale, che si è formata frequentando Marco Pannella, potesse ovviamente cambiare idea su tutto, ma non perdere la religione della libertà. E invece lo stereotipo della conversione come nevrosi culturale l’ha avuta vinta anche su Pannella.
Giulia Acciarito — Roma
Cara prof Acciarito, anche io diffido dello stereotipo della conversione come patologia dello spirito e conosco pure le compatibilità tra Pannella e i Vangeli. E però l’ordine di denunziare i casi sospetti di gestazione per altri, impartito via tv ai medici, che persino nei Paesi in guerra hanno l’obbligo della neutralità, è la …
Caro Merlo, Salvini, che recita il ruolo dell’invasato, dice di un immigrato ammazzato che «non ci mancherà». E la ministra Roccella, che ha l’aria sincera della fanatica triste, sostiene che i medici hanno l’obbligo di «segnalare» i sospetti di gestazione per altri. Le dico la verità: mi sconcerta molto di più l’estremismo di Roccella, forse perché io davvero pensavo che un’intellettuale di cultura radicale, che si è formata frequentando Marco Pannella, potesse ovviamente cambiare idea su tutto, ma non perdere la religione della libertà. E invece lo stereotipo della conversione come nevrosi culturale l’ha avuta vinta anche su Pannella.
Giulia Acciarito — Roma
Cara prof Acciarito, anche io diffido dello stereotipo della conversione come patologia dello spirito e conosco pure le compatibilità tra Pannella e i Vangeli. E però l’ordine di denunziare i casi sospetti di gestazione per altri, impartito via tv ai medici, che persino nei Paesi in guerra hanno l’obbligo della neutralità, è la prova regina che la ministra Roccella non ha traslocato l’anima radicale e la testa libertaria e pannelliana verso il Dio dei Vangeli e il suo stato di grazia, ma verso il Sorvegliare e punire e la furia ideologica e devozionale. Del resto è già sconcertante che la ministra Roccella non abbia più neppure un’increspatura di coscienza radicale, il dubbio, solo un dubbio, che possano esistere donne che, non ricattate dalla povertà, vogliano per nobiltà e generosità aiutare chi non può avere figli, che decidano di ospitare la vita non per soldi ma per un incantesimo d’amore.
Caro Merlo, curioso l’aneddoto raccontato dal prof Niola: “Una mia vecchia zia scriveva ogni anno, durante il periodo natalizio, sempre lo stesso bigliettino: ti auguro quello che il tuo cuore desidera”. Credo che Niola sappia che la frase è una terribile maledizione di origine tzigana.
Salvatore Siddi — Pino d’Asti
Marino Niola sa tutto, ma io non so nulla di questa maledizione. Ho assistito a un funerale di bambini rom celebrato in slavo antico. Gettano fiori lungo la strada e nelle bare ci mettono di tutto, anche l’Efferalgan e il Vicks Vaporub perché non si sa mai, ci si può raffreddare durante il viaggio verso il paradiso. Continuo a pensare che l’augurio della zia di Marino — “ti auguro quello che il tuo cuore desidera” — sia il migliore che si possa fare.
Caro Merlo, leggo Salvini («in Italia non possiamo far entrare cani e porci»... sic) e il cardinal Ravasi («ogni migrante è nostro fratello, se Gesù oggi facesse in piazza il discorso delle Beatitudini, arriverebbe la Digos a identificarlo») e mi chiedo come si fa a conciliare la fede e questa destra: uno dei due non ha capito nulla. Però nelle associazioni caritatevoli, anche cattoliche, che aiutano i bisognosi, c’è gente che dona pacchi alimentari dicendo peste e corna di chi li riceve.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Ecco di nuovo il Foucault di Sorvegliare e punire, ma ce ne accorgiamo solo noi radical chic perché Salvini non sa chi è.