Caro Merlo, leggo e sento commenti divertiti per la chat interna di Fratelli d’Italia contro Giuli, che ha osato assumere come capo di gabinetto Francesco Spano definito “pederasta”. Non solo il linguaggio non mi fa ridere, ma mi sembra orrendo il razzismo omofobo del partito al governo che Meloni nega in nome di “un rispetto” che non si è guadagnata.
Laura Traverso — Genova
L’attacco ad Alessandro Giuli non viene solo dalle caverne omofobe del suo partito, ma anche dai più agitati giornalisti di destra, il fuoco amico che ha costretto “il pederasta” alle dimissioni. Tutto questo non rende Giuli di sinistra, ma simpatico sì.
Caro Merlo, non ho capito se il sì di misura della Moldova all’Ue sia da festeggiare perché dimostra che la voglia d’Europa è più forte delle interferenze dei russi o se il consenso filorusso debba rattristarci perché ha conquistato metà dei moldavi.
Giorgio Villano — Milano
Nessuno sa valutare quanto davvero abbiano influito sul risultato del referendum le scont…
Caro Merlo, leggo e sento commenti divertiti per la chat interna di Fratelli d’Italia contro Giuli, che ha osato assumere come capo di gabinetto Francesco Spano definito “pederasta”. Non solo il linguaggio non mi fa ridere, ma mi sembra orrendo il razzismo omofobo del partito al governo che Meloni nega in nome di “un rispetto” che non si è guadagnata.
Laura Traverso — Genova
L’attacco ad Alessandro Giuli non viene solo dalle caverne omofobe del suo partito, ma anche dai più agitati giornalisti di destra, il fuoco amico che ha costretto “il pederasta” alle dimissioni. Tutto questo non rende Giuli di sinistra, ma simpatico sì.
Caro Merlo, non ho capito se il sì di misura della Moldova all’Ue sia da festeggiare perché dimostra che la voglia d’Europa è più forte delle interferenze dei russi o se il consenso filorusso debba rattristarci perché ha conquistato metà dei moldavi.
Giorgio Villano — Milano
Nessuno sa valutare quanto davvero abbiano influito sul risultato del referendum le scontate interferenze dei russi che, secondo la coraggiosa presidente Sandu, hanno intimidito, disinformato e corrotto circa 300 mila elettori. Di sicuro, la bellissima Moldova, con le sue colline e le sue vigne, è uscita dal referendum pericolosamente spaccata in due tra la voglia di libertà e la paura della libertà. Sospetto che le troppe esitazioni dell’Europa nella difesa militare dell’Ucraina, devastata e forse vinta dalla superpotenza di Putin, abbiano spaventato i moldavi che, a loro volta minacciati da questo imperialismo russo sempre più aggressivo, si fidano sempre meno di noi europei e dell’Occidente.
Caro Merlo, e se, lasciandosi guidare dall’attualità — guerre, migrazioni, confini, Paesi sicuri e insicuri — intanto si decidesse di abolire l’Onu e gli esami di Diritto internazionale (ormai entrambi obsoleti)?
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Si realizzerebbe così il sogno più naïf del ’68: abolire le regole e vietato vietare. Un incubo.
Caro Merlo, Nordio ha detto che la sentenza della Corte di giustizia europea «è complessa» e «non è stata ben compresa» dai giudici italiani anche perché «scritta in francese». Parlare il francese è una ricchezza, ma non misura la modernità, anzi spesso lo parla chi non parla l’inglese. Secondo me, Nordio ha usato il francese come metafora.
Elena Monteverdi — Brescia
Penso anch’io che il disprezzo sarcastico di Nordio non sia stato ben compreso. Probabilmente ha usato il francese per rilanciare la sua battaglia contro la lingua arcaica degli atti giudiziari, la loro verbosità, l’abuso dei brocardi e del latinorum, la loro scarsa chiarezza. Ne ha approfittato per legare una battaglia sbagliata a una battaglia giusta, per illuminare il buio reazionario del suo decreto con una bella luce riflessa.
Caro Merlo, so di rischiare l’impopolarità, ma propongo per la ghigliottina “la supercazzola”, che ormai è un’insopportabile banalità.
Egle Massimi — Torino
La vera supercazzola è citare la supercazzola, Ghigliottina.