Caro Merlo, sta per arrivare puntuale il profluvio di spiegazioni, lo svisceramento delle cause che hanno portato alla vittoria di quel bisonte corrotto, molestatore, puttaniere, amico di mafiosi, ladro, imbroglione, razzista e fascista…
Salvatore Siddi — Pino d’Asti
Se dovessimo dar retta agli stessi “esperti d’America” che ci ripetevano che i candidati erano testa a testa, e che non si potevano azzardare altri pronostici che il pareggio, dovremmo rassegnarci a un mondo dove vincono i cattivi, dominato dai malvagi senza legge con gli sceriffi che si arrendono ai pistoleri e le guardie ai ladri e ai banditi. Invece l’America rimane una grande democrazia, e se i sondaggisti e gli esperti non avevano capito quel che stava accadendo perché dovrebbero capire quel che accadrà? Meglio i sinceri spaesati, l’onesto disorientamento di chi ricomincerà dalla banalità “Trump ha saputo interpretare gli umori del cittadino medio e dell’America profonda” per scoprire subito dopo che “Trump non sarà …
Caro Merlo, sta per arrivare puntuale il profluvio di spiegazioni, lo svisceramento delle cause che hanno portato alla vittoria di quel bisonte corrotto, molestatore, puttaniere, amico di mafiosi, ladro, imbroglione, razzista e fascista…
Salvatore Siddi — Pino d’Asti
Se dovessimo dar retta agli stessi “esperti d’America” che ci ripetevano che i candidati erano testa a testa, e che non si potevano azzardare altri pronostici che il pareggio, dovremmo rassegnarci a un mondo dove vincono i cattivi, dominato dai malvagi senza legge con gli sceriffi che si arrendono ai pistoleri e le guardie ai ladri e ai banditi. Invece l’America rimane una grande democrazia, e se i sondaggisti e gli esperti non avevano capito quel che stava accadendo perché dovrebbero capire quel che accadrà? Meglio i sinceri spaesati, l’onesto disorientamento di chi ricomincerà dalla banalità “Trump ha saputo interpretare gli umori del cittadino medio e dell’America profonda” per scoprire subito dopo che “Trump non sarà meraviglioso, ma non è poi così male”.
Caro Merlo, chieda a Giordano Bruno Guerri questa cosa qua: la bella morte, l’impero, lo spazio vitale, la razza superiore... Poi, quando tutto crolla, il duce cerca di espatriare (migrante in fuga dalla guerra, che ha causato e perso lui) travestito da soldato tedesco. Sordi e Vittorio Gassman, a confronto, fanno meno ridere. O no?
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Sì. Trovo anche io che Mussolini sia un “sacco vuoto” di cui ci siamo liberati con la guerra di liberazione e che abbiamo archiviato con De Felice. Invece Giordano Bruno Guerri, tornando a scrivere su Dagospia a proposito del dibattito su questo suo Benito (Rizzoli), pensa che io non abbia capito che la radice profonda del fascismo starebbe nell’idealismo di Gentile, nell’uomo che “al di fuori dello Stato non conta niente perché lo Stato è tutto”. Annoiato dal dilemma sul fascismo come rivoluzione o rivelazione, la sola cosa che non ho capito è perché in Italia attorno a Mussolini un’inarrestabile editoria, sempre più rigogliosa, ha, per dirla con lo stesso Mussolini, scavato un solco con i suoi successi e le sue patacche (diari, lettere segrete...). Nessun altro italiano, neppure Garibaldi e neppure Dante, ispira così tanto i nostri scrittori quanto Mussolini, compresa la storiografia minore e oltre la fuffa rosa shocking del sentimento di Claretta, le amanti nascoste, la contaminazione ebraica con la Sarfatti, i figli illegittimi, il mito contadino della matrona Rachele. Tra le tante scontate Italie del Censis manca uno studio sul fascino di quest’editoria, su questo nero che non sfuma mai e che neppure il Benito di Guerri scolora.
Caro Merlo, a dispetto dell’Ur-fascismo di Eco, del mussolinismo di Guerri, e della “disperazione Borgese”, non trascurerei “La tentazione fascista” di Tarmo Kunnas, che De Felice definì «il più bel libro su quel tema difficile e irto di trabocchetti che è il discorso sull’ideologia fascista».
Massimo Zanaria
Sarà.