✕

La “dipendente” svela Valditara I Pink Floyd e il Postal Market

(FILES) A pro-Trump campaign signs sit across the intersection from the voting location in Benders Mennonite Church on Election Day in Pen Argyl, Pennsylvania on November 5, 2024. Rural voters helped propel Donald Trump to a resounding victory, providing a boost as he outperformed pollster predictions and his past performances at the ballot box. Painting a picture of a neglected US heartland overlooked by urban elites, Trump's campaign placed rural Americans at the heart of its divisive effort to whip up support. (Photo by SAMUEL CORUM / AFP) 

Ascolta l'audio

Posta e risposta del 9 novembre 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, ricordo che al tempo delle primarie repubblicane, i democratici tifavano per Trump, ritenendolo il candidato più “debole”, comunque battibile alle elezioni. Azzeccato.

Luca Cardinalini — Roma

Non ne hanno azzeccata una, ma hanno qualche attenuante, visto che persino Trump, subito dopo la vittoria, ha ripetuto più volte: “È incredibile vedere tutte queste vittorie. Nessuno se lo apettava”. Neppure lui.

Caro Merlo, intervenendo sul caso Raimo, il ministro Valditara ha dichiarato “Io ho un milione e 200mila dipendenti, figuriamoci se mi devo occupare di tutti i procedimenti disciplinari che sono tanti”. Al di là del fatto concreto al quale si riferisce (ma si può davvero credergli, quando sostiene di non saperne nulla, di non essersene minimamente interessato?), mi angoscia l’uso del vocabolo “dipendenti”, come fossimo cosa sua, come se fosse il padrone. Inaccettabile, non crede?

Enzo Di Vita — Ascoli Piceno (Cgil scuola)

La cosa più penosa del ministro Valditara è ques…

Caro Merlo, ricordo che al tempo delle primarie repubblicane, i democratici tifavano per Trump, ritenendolo il candidato più “debole”, comunque battibile alle elezioni. Azzeccato.

Luca Cardinalini — Roma

Non ne hanno azzeccata una, ma hanno qualche attenuante, visto che persino Trump, subito dopo la vittoria, ha ripetuto più volte: “È incredibile vedere tutte queste vittorie. Nessuno se lo apettava”. Neppure lui.

Caro Merlo, intervenendo sul caso Raimo, il ministro Valditara ha dichiarato “Io ho un milione e 200mila dipendenti, figuriamoci se mi devo occupare di tutti i procedimenti disciplinari che sono tanti”. Al di là del fatto concreto al quale si riferisce (ma si può davvero credergli, quando sostiene di non saperne nulla, di non essersene minimamente interessato?), mi angoscia l’uso del vocabolo “dipendenti”, come fossimo cosa sua, come se fosse il padrone. Inaccettabile, non crede?

Enzo Di Vita — Ascoli Piceno (Cgil scuola)

La cosa più penosa del ministro Valditara è questo nascondersi dietro la sua “dipendente”, la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, Anna Paola Sabatini, che sembra la parodia della polizia politica, quando denuncia che Raimo “era stato già precedentemente oggetto di sanzione”. Come si vede è una minaccia in burocratese, un ultimatum: “alla prima che mi fai ti licenzio e te ne vai”. La parola dipendente, con il suo carico di subordinazione e di comando, non vela ma svela che il coraggioso Valditara ha gettato la pietra e ora nasconde la mano.

Caro Merlo, devo cortesemente ma fermamente dissentire (è una rarità) sul qualificare, insieme a Postalmarket e Toni Negri, i Pink Floyd come “malinconia del modernariato”. È una cosa che stride fortemente con l’enorme influenza, tutt’ora perdurante, su tutta la produzione musicale mondiale degli ultimi cinquant’anni, nonché, con la presenza costante di giovani under trenta, insieme a “malinconici” come me, ai concerti che ne perpetuano la musica, lo stile e le atmosfere (vedasi D.Gilmour al Circo Massimo).

Giancarlo Romano Barone — Pachino (SR)

Il gruppo dei Pink Floyd è un classico, nonostante i concerti di Gilmour, come sono un classico i Beatles nonostante i concerti di Paul Mccartney. I classici sono belli e malinconici perché permettono ai più giovani di scoprire (con Ummagumma o The Dark Side Of The Moon, per esempio) il suono di un altro modo di stare al mondo, e ai reduci di ritrovare il sapore dell’origine. Dunque, siamo d’accordo, anche se la malinconia del modernariato è compiaciuta con i Pink Floyd, sorridente con il Postal Market, e mesta con Toni Negri.

Caro Merlo, mi permetto di suggerire per l’esecuzione capitale l’espressione imperversante nel più sciatto linguaggio giornalistico scritto e parlato: “ non le manda a dire”

Ernesto Orlando — Catania

È un’espressone da marchetta con il suono falso della frase fatta, abusata e insopportabile. Meglio diffidare di chi “non le manda a dire”. Ghigliottina.

Leggi i commenti