Caro Merlo, amo i film di Sorrentino perché, oltre ai contenuti, ritorno nei luoghi dove sono cresciuto e mi emozionano la lingua e i suoni della mia Napoli. Mi ha però lasciato sgomento l’atteggiamento tenuto da un regista così blasonato a Palermo, dove con indolenza e arroganza si è permesso di andarsene via e lasciare tutti con un “palmo di naso”, solo perché era infastidito da domande da lui ritenute non pertinenti al suo ultimo film. Quel Fellini al quale Sorrentino mi sembra voglia ispirarsi, lo avrebbe mai fatto?
Alfonso Salvatore — Cecina
Lasci perdere Sorrentino e si goda i suoi film che sono più belli di lui.
Caro Merlo, mi ha atterrito la caccia all’ebreo a Amsterdam, anche se, le confesso che dopo le sinagoghe incendiate, i cimiteri ebrei devastati, le svastiche e le stelle gialle sulle porte di casa mi chiedevo quando sarebbe cominciata la stagione degli agguati. Sono molto pessimista.
Alberta Castoldi — Pisa
Condivido il pessimismo. Temo che episodi di caccia all’eb…
Caro Merlo, amo i film di Sorrentino perché, oltre ai contenuti, ritorno nei luoghi dove sono cresciuto e mi emozionano la lingua e i suoni della mia Napoli. Mi ha però lasciato sgomento l’atteggiamento tenuto da un regista così blasonato a Palermo, dove con indolenza e arroganza si è permesso di andarsene via e lasciare tutti con un “palmo di naso”, solo perché era infastidito da domande da lui ritenute non pertinenti al suo ultimo film. Quel Fellini al quale Sorrentino mi sembra voglia ispirarsi, lo avrebbe mai fatto?
Alfonso Salvatore — Cecina
Lasci perdere Sorrentino e si goda i suoi film che sono più belli di lui.
Caro Merlo, mi ha atterrito la caccia all’ebreo a Amsterdam, anche se, le confesso che dopo le sinagoghe incendiate, i cimiteri ebrei devastati, le svastiche e le stelle gialle sulle porte di casa mi chiedevo quando sarebbe cominciata la stagione degli agguati. Sono molto pessimista.
Alberta Castoldi — Pisa
Condivido il pessimismo. Temo che episodi di caccia all’ebreo si ripeteranno in Europa perché la marea monta con elementi di conformismo politico e di odio viscerale che si diffondono, apparentemente invincibili, nel mondo occidentale e purtroppo nella sinistra.
Caro Merlo, un imprenditore italo americano, condomino di Donald Trump alla Tower, dice di Musk: “È un idealista al 100%, non dimentichiamo che fino a sei mesi fa era democratico”. Che valore ha la parola “idealista”? E “democratico”?
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Non riesco a capire bene Elon Musk che non giudico trasformista, ma imprevedibile. Non potendo diventare presidente degli Stati Uniti perché è nato in Sudafrica, Musk si è avvicinato a Trump, ma non sarà mai un uomo di Trump. Gioca la sua partita personale e non so cosa vorrà dire “idealista” e “democratico” su Marte quando Musk sarà finalmente diventato quel che è: un marziano, presidente dei marziani. (La cosa che mi sembra tragica è la durezza con cui si trattano lui e Vivian, la figlia che era nata maschio).
Caro Merlo, mi permetto di supporre che il suo colto lettore Giancarlo Romano Barone (Pachino), che ama di un amore molto condiviso i Pink Floyd, creda, come purtroppo credono in tanti, che “modernariato”, forse per il suo suono cacofonico, sia il nome collettivo delle “buone cose di pessimo gusto” che non hanno la dignità dell’antico e neppure la sorpresa del moderno. Io che colleziono e vendo gli oggetti che hanno segnato il gusto dagli anni ’30 agli anni ’80 mi permetto di correggerlo: il modernariato è lo scrigno dei tesori della seconda metà del Novecento.
Arturo Monelli — Milano
Grazie. Il modernariato è bello e malinconico, proprio come riascoltare i Pink Floyd.
Caro Merlo, ieri sera sono stato a cena con amici. Uno di loro, formato nelle scuole inglesi, ha più volte utilizzato “performante” col significato di valido, efficace. Non ho niente contro gli anglicismi, ma questo aggettivo lo sottoporrei convintamente alla ghigliottina.
Vito Mangano — Roma
Sarà una ghigliottina magicamente performante.