Caro Merlo, la Biennale d’arte di Venezia nel 2026 verrà organizzata da una trader. Koyo Kouoh in un’intervista del 2014 ha dichiarato di essere stata «predestinata» per una carriera nel Credit Suisse. Bisognerebbe rileggere Fanon dove sono descritti per filo e per segno quelli che vengono cooptati dai colonizzatori. Il “Guardian” ha scritto che la nomina ha preso in contropiede chi si aspettava una deriva nazionalista. Buttafuoco è un genio: con una mano ha accontentato i liberalrazzisti convinti che oggi per avere a che fare con l’arte si debba possedere un certo genotipo, con l’altra ha dato da mangiare alla solita pancia del Paese che, se potesse fare a meno degli introiti del turismo, esilierebbe in Albania barconi, padiglioni e banane. Siamo alle solite, quando vedremo un Gioni ceo di Unicredit?
Giacomo Mercuriali — Milano
Fanon mi sembra un’archeologia ma su due cose sono d’accordo: Massimiliano Gioni farebbe benissimo a Unicredit e Buttafuoco è un genio. Consegno la sua “tra…
Caro Merlo, la Biennale d’arte di Venezia nel 2026 verrà organizzata da una trader. Koyo Kouoh in un’intervista del 2014 ha dichiarato di essere stata «predestinata» per una carriera nel Credit Suisse. Bisognerebbe rileggere Fanon dove sono descritti per filo e per segno quelli che vengono cooptati dai colonizzatori. Il “Guardian” ha scritto che la nomina ha preso in contropiede chi si aspettava una deriva nazionalista. Buttafuoco è un genio: con una mano ha accontentato i liberalrazzisti convinti che oggi per avere a che fare con l’arte si debba possedere un certo genotipo, con l’altra ha dato da mangiare alla solita pancia del Paese che, se potesse fare a meno degli introiti del turismo, esilierebbe in Albania barconi, padiglioni e banane. Siamo alle solite, quando vedremo un Gioni ceo di Unicredit?
Giacomo Mercuriali — Milano
Fanon mi sembra un’archeologia ma su due cose sono d’accordo: Massimiliano Gioni farebbe benissimo a Unicredit e Buttafuoco è un genio. Consegno la sua “trader” alla ghigliottina.
Caro Merlo, Caruso, l’avvocato non il tenore, ha detto che Turetta non è El Chapo né Escobar. Come ex insegnante condivido, ma come padre fra la disgrazia di un figlio malavitoso e quella di un figlio come Turetta… sceglierei la prima.
Paolo Vaglio — Torino
Anche a me è sembrato un paragone più efficace ad accusare che a difendere Filippo Turetta, la cui cieca malvagità non ha la grandezza negativa del malavitoso spietato che, senza pietà nello sfruttare e nell’uccidere, riesce a fronteggiare lo Stato, a organizzare la criminalità, a dominare un mondo corrotto, a tenere in scacco giudici e polizia. Nelle 75 coltellate con cui Turetta ha ucciso l’ex fidanzata Giulia di grande c’è solo il numero. Il delitto è vigliacco e la violenza è troppa anche perché è troppo “facile”. Tuttavia, ora che è condannato all’ergastolo, Turetta meriterebbe la pietà del silenzio, il riposo della tv e del giornalismo dell’orrore. Rimane vero che le biografie dei famosi criminali sembrano inventate dall’ufficio stampa del Male o di Satana che — diceva Sciascia — «è talmente stanco da lasciare fare agli uomini che sanno fare meglio di lui».
Caro Merlo, il controverso Pulcinella di Gaetano Pesce a breve sarà smontato ma c’è un’installazione in città che farà discutere: la “bocca” di Anish Kapoor. Solo che non si decidono a inaugurare la linea 7 della metro, che la ospita.
Leonardo Sestopassi — Napoli
“La linea 7 è la sola stazione al mondo ideata tutta da un artista” ci ripetono dal 2001, anno di inizio dei lavori. Ogni tanto hanno persino finto di inaugurarla. Se fossi Anish Kapoor farei causa perché hanno installato la sua “bocca”, ma chiusa.
Caro Merlo, ultima e finale proposta per la ghigliottina: “fanalino di coda”.
Alberto Spada — Pino Torinese
Io terrei accesi di rosso tutti i fanalini di coda e li proteggerei proprio perché sono gli ultimi e non sono tanto sicuro che diventeranno i primi. Ghigliottina negata.