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Paolo Uccello censurato da Facebook Metropolis e la mafia secondo Meloni

Posta e risposta del 19 dicembre 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, dunque Facebook ha censurato il signor Finocchio. A me (che sono storico d’arte) ha censurato Paolo Uccello.

Giorgio Bonsanti, Firenze

Sono gli orrori del politicamente corretto che la Treccani chiama, con un eufemismo politicamente corretto, “rispetto”.

Caro Merlo, ho visto che a Metropolis, la trasmissione di Gerardo Greco (che io preferisco ai talk Rai e della 7), lei irrideva Giorgia Meloni perché ha giustificato le deportazioni in Albania con la lotta alla mafia, citando persino Falcone e Borsellino. Confesso che, con Amleto, cerco una logica in ogni follia, ma in questa non la trovo

Livia Acciariti — Roma

Su Metropolis siamo d’accordo: ogni giorno Gerardo Greco e la sua redazione compiono il miracolo della buona televisione, garbata, divertita, e profonda. Solo loro hanno capito che la logica amletica della Meloni sui centri in Albania è la potenza evocativa, da imbonimento di piazza, della parola mafia: “I centri in Albania — ha scandito Meloni gridando sino …

Caro Merlo, dunque Facebook ha censurato il signor Finocchio. A me (che sono storico d’arte) ha censurato Paolo Uccello.

Giorgio Bonsanti, Firenze

Sono gli orrori del politicamente corretto che la Treccani chiama, con un eufemismo politicamente corretto, “rispetto”.

Caro Merlo, ho visto che a Metropolis, la trasmissione di Gerardo Greco (che io preferisco ai talk Rai e della 7), lei irrideva Giorgia Meloni perché ha giustificato le deportazioni in Albania con la lotta alla mafia, citando persino Falcone e Borsellino. Confesso che, con Amleto, cerco una logica in ogni follia, ma in questa non la trovo

Livia Acciariti — Roma

Su Metropolis siamo d’accordo: ogni giorno Gerardo Greco e la sua redazione compiono il miracolo della buona televisione, garbata, divertita, e profonda. Solo loro hanno capito che la logica amletica della Meloni sui centri in Albania è la potenza evocativa, da imbonimento di piazza, della parola mafia: “I centri in Albania — ha scandito Meloni gridando sino a perderci la voce — fun-zio-ne-ra-nno perché io voglio combattere la ma-fi-a. E chiedo a tutto lo Stato italiano e alle persone per bene di aiutarmi a combattere la ma-fi-a”. Come un’abracadabra, la parola mafia è stato il segnale che ha fatto scattare in piedi la platea di Atreju scatenando gli applausi oceanici. E la citazione a capocchia di Falcone e Borsellino è stato il formidabile colpo di timpano da maestra magliara. Meloni urlava la menzogna che i centri (vuoti) in Albania “fanno paura ai trafficanti di esseri umani, alla mafia del mare” come se le carceri albanesi di Shengjin e di Gjader fossero destinate non ai migranti che sono sopravvissuti alle torture, ma ai torturatori di migranti. E come se sulla nave Libra avessero viaggiato verso il 41 bis i picciotti di panza del Mediterraneo, i Totò Riina del mare, e non quei disperati, confusi e malmessi, che abbiamo visto andare avanti e indietro, non le anime sottratte alla morte, ma la mafia sillabata in ma-fi-a per render più scenica, nella birreria ideologica di Atreju, la sostituzione dei naufraghi con i mafiosi.

Caro Merlo, le sedie vuote della Lega, offensive verso la Meloni che parlava, esprimono una frattura insanabile?

Giorgio Villano — Milano

No. Le sedie vuole con le impronte delle chiappe leghiste erano uno sgangherato espediente da avanspettacolo del compare Salvini, una finta rottura che poi un finto abbraccio con la comare Meloni, ricomporrà, sempre per finta. È la messa in scena del solito conflitto italiano tra “carissimi nemici”.

Caro Merlo, avevo già segnalato il “percorso” che tutto travolge; una laurea è un percorso, una segreteria politica è un percorso, una storia d’amore è un percorso, e anche per fare gol ci vuole un percorso. Lei colpevolmente non è intervenuto e la situazione sta aggravandosi. Faccia ammenda, provveda a ghigliottinare e facciamo finire questo percorso.

Alberto Santi — Piove di Sacco

Ho ghigliottinato “percorso” il 23 gennaio 20022, ma è un mostro a più teste, e per ogni testa che gli tagli ne rinascono due.

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