Caro Merlo, “possedere una donna non è strofinarsi contro di essa ma penetrarla”. Le si consigliano per questo “negri inferociti” che le daranno un “equilibrio morale e sentimentale” più di “mille flirt cretini”. Chi è che parla? Tony Effe? Ma no! Filippo Tommaso Marinetti. È una delle sue tante provocazioni che i curatori avrebbero dovuto inserire alla Gnam in una sezione dedicata al Futurismo e alle donne. Purtroppo manca. Tony Effe, l’altro giorno, le sue ammiratrici non le chiamava “puttane”, come nelle sue canzoni, ma “tesoro”. Marinetti era stupido e volgare anche per l’epoca ma geniale in tante provocazioni. Non così Tony Effe. Jovanotti a sua volta fa il provocatore dicendo che Effe è uguale a Mozart. Però c’è del metodo e dell’intelligenza pure nella provocazione e Guccini è stato un grande provocatore, grazie anche ai libri letti! Regaliamo una bibliotechina a Tony Effe e Jovanotti?
Mirella Serri
A Jovanotti L’arte di tacere dell’Abate Dinouart (Sellerio) e a Tony Effe Il me…
Caro Merlo, “possedere una donna non è strofinarsi contro di essa ma penetrarla”. Le si consigliano per questo “negri inferociti” che le daranno un “equilibrio morale e sentimentale” più di “mille flirt cretini”. Chi è che parla? Tony Effe? Ma no! Filippo Tommaso Marinetti. È una delle sue tante provocazioni che i curatori avrebbero dovuto inserire alla Gnam in una sezione dedicata al Futurismo e alle donne. Purtroppo manca. Tony Effe, l’altro giorno, le sue ammiratrici non le chiamava “puttane”, come nelle sue canzoni, ma “tesoro”. Marinetti era stupido e volgare anche per l’epoca ma geniale in tante provocazioni. Non così Tony Effe. Jovanotti a sua volta fa il provocatore dicendo che Effe è uguale a Mozart. Però c’è del metodo e dell’intelligenza pure nella provocazione e Guccini è stato un grande provocatore, grazie anche ai libri letti! Regaliamo una bibliotechina a Tony Effe e Jovanotti?
Mirella Serri
A Jovanotti L’arte di tacere dell’Abate Dinouart (Sellerio) e a Tony Effe Il meglio di Restif de la Bretonne (Longanesi) per imparare che anche il male va detto bene.
Caro Merlo, pochi mesi fa Lollobrigida diceva che il vino bevuto con moderazione non fa male, ora Salvini ci mette in prigione per due calici. Che dire? Dopo il brindisi di Capodanno ci troveremo nelle patrie galere a brindare a un meraviglioso 2025?
Giuditta Mosetti — Milano
Sul divieto di guidare dopo avere bevuto, il detestabile Salvini (non sono ubriaco) ha sostanzialmente ragione. Come in Francia, in Germania e in Inghilterra, anche in Italia qualcuno — un guidatore — si sacrifichi: non consumi alcol e porti gli altri a casa.
Caro Merlo, rispondo al dubbio di Cristina De Maestri su come abbia potuto Gisèle Pelicot subire per dieci anni gli stupri di oltre 50 uomini senza che le conseguenze le accendessero sospetti. Bisogna conoscere il suo passato. Allevata in orfanotrofio, ha saltato fasi di crescita. Si è appoggiata a quell’uomo che le pareva buono. Ho conosciuto una donna così, per fortuna non aveva un uomo stupratore, ma rivedo in lei la signora Pelicot.
Laura Maran — Milano
Credo che lei abbia ragione: la signora, senza altri punti di riferimento né amicizie, si fidava solamente e completamente di quel marito-carnefice che la accompagnava dai medici, tutto “preoccupato” per i “misteriosi” disturbi di salute della moglie, gli strani vuoti di memoria, gli smarrimenti. Questo marito, al quale la signora si era consegnata per amore, accreditava la diagnosi di Alzheimer sospettata da qualche medico. «Ho ripreso il controllo della mia vita per denunciare i rischi della sottomissione non solo chimica». E ha voluto un processo pubblico, proprio per mettere in guardia tutte le donne.
Caro Merlo, non sarebbe necessaria l’esecuzione del vezzoso congedo telefonico “ciao, cià, cià, cià, ciao”?
Rino Lombardo — Milano
È la balbuzie del cretino cognitivo: ghigliottina.