Le Lettere

Le ambizioni di Tajani, il sottovalutato. Sono sante persino le acque minerali

Roma, 28 dicembre: il ministro degli Esteri Antonio Tajani
Roma, 28 dicembre: il ministro degli Esteri Antonio Tajani 
Posta e risposta di martedì 31 dicembre 2024
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Caro Merlo, ho seguito il suo intervento a “In Onda” e concordo con lei: è “inquietante” che per dieci giorni la notizia dell’arresto a Teheran di Cecilia Sala sia stata nascosta. Lei ha anche evocato un malanimo di Tajani verso Elisabetta Belloni, capo dei servizio segreti, che Meloni avrebbe voluto ministro degli Affari europei, al posto di Fitto, e che Tajani ha bloccato.

Giorgia Madonia — Viterbo

Nel Paese delle mamme e delle famiglie la notizia dell’arresto è rimasta “sospesa” dentro una bolla protettiva e direi quasi collettiva di sentimento. Però il buio e il silenzio non aiutano i perseguitati. Al contrario, li espongono di più ai soprusi del potere perché viene spenta la sola forza che i regimi temono: l’informazione. Infatti, solo quando l’opinione pubblica ha riavuto il suo ruolo, gli iraniani sono stati costretti a formalizzare i pretestuosi capi di imputazione contro Cecilia Sala, che pure avevano platealmente preso in ostaggio — “in arresto” — il 19 dicembre. Su Antonio Tajani non ho rivelato nulla: i cronisti avevano scritto di un ministro degli Esteri spaventato dalle relazioni internazionali di Elisabetta Belloni che, una volta entrata al governo, lo avrebbe di fatto “commissariato”. A furia di non essere preso sul serio, Tajani ha infatti costruito, con qualche merito, una sorprendente carriera che rimane però sovradimensionata e dunque fragile nel confronto con le competenze forti. C’è pure il sospetto, che sta allietando il mondo politico, che il sottovalutato si sia messo a credere così tanto nei miracoli da sognare il Quirinale. Non c’è nulla da aggiungere all’esclamazione dell’incredulità: bum.

Caro Merlo, so che lei non ama polemizzare con i suoi colleghi, ma ce ne sono alcuni, direi i soliti, che scrivono che Cecilia Sala se l’è cercata perché visitava Paesi a rischio e andava a caccia di rogne.

Elvira Sapuppo — Rieti

“Fai il giornalista, girerai il mondo” si diceva un volta. E invece ci sono giornalisti che, chiusi per tutta la vita nella loro stanzetta, hanno riempito i propri giornali scrivendo male degli altri giornalisti, soprattutto di quelli che il mondo lo girano davvero e che ovviamente cercano rogne da raccontare. Dove mai dovrebbero andare i giornalisti se non dove ci sono le rogne? Senza i giornalisti le rogne resterebbero nascoste.

Caro Merlo, Santo Sepolcro, Terra Santa, Santo Padre (da vivo), Santa Sede, Santa romana Chiesa (non quello di mani pulite), Santo Spirito (non quello di patata), Spirito Santo, Anno Santo, tutti i Santi, Santa Croce, la Santa Inquisizione e i falsi, ipocriti, che vanno ad assistere alla Santa Messa. Buon anno laico. Santi Saluti.

Ignazio Mineo

Come vede, ho dovuto tagliare dalla sua lunga e divertente lettera le facili volgarità che le toglievano la simpatia. Le consiglio per brindare stasera una scelta di acque minerali: Sant’Anna, San Benedetto, S. Bernardo, San Felice, Santa Rosalia, Santa Chiara, S. Antonio, Sangemini, San Francesco. S. Giorgio, San Cassano, San Martino, Sancarlo, Santa Maria, Santagata, San Pellegrino.


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