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È tempo di furbizia artificiale. Il sindaco e la Roma operosa

Piazza Pia

 (reuters)

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Posta e risposta del 7 gennaio 2025
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Caro Merlo, a mio figlio, di 17 anni, era stato assegnato un tema da svolgere nelle vacanze di Natale: “Racconta se e come il cambiamento climatico ha cambiato pure te e la tua vita quotidiana”. Me ne ha mostrati due, uno scritto dall’intelligenza artificiale. Io ho saputo distinguerli, anche se non saprei spiegare bene perché. Gli ho consigliato di presentarli entrambi alla sua professoressa, che so molto brava. L’insegnante potrebbe assegnare alla classe un altro tema: “Come si fa a scoprire che un testo è stato scritto dall’intelligenza artificiale”?

Gilda Poli — Cremona

Anche a me la scrittura dell’intelligenza artificiale sembra facilmente riconoscibile perché non ci sono mai errori di sintassi, di punteggiatura e di ortografia. Non ci sono racconti personali e la lingua è stereotipata. Sono aboliti la faziosità, il sarcasmo e l’umorismo, i sottintesi, le allusioni e le sfumature. Per adesso è così, ma se è vero che è destinata a cambiare il mondo, presto anche l’intelligenza a…

Caro Merlo, a mio figlio, di 17 anni, era stato assegnato un tema da svolgere nelle vacanze di Natale: “Racconta se e come il cambiamento climatico ha cambiato pure te e la tua vita quotidiana”. Me ne ha mostrati due, uno scritto dall’intelligenza artificiale. Io ho saputo distinguerli, anche se non saprei spiegare bene perché. Gli ho consigliato di presentarli entrambi alla sua professoressa, che so molto brava. L’insegnante potrebbe assegnare alla classe un altro tema: “Come si fa a scoprire che un testo è stato scritto dall’intelligenza artificiale”?

Gilda Poli — Cremona

Anche a me la scrittura dell’intelligenza artificiale sembra facilmente riconoscibile perché non ci sono mai errori di sintassi, di punteggiatura e di ortografia. Non ci sono racconti personali e la lingua è stereotipata. Sono aboliti la faziosità, il sarcasmo e l’umorismo, i sottintesi, le allusioni e le sfumature. Per adesso è così, ma se è vero che è destinata a cambiare il mondo, presto anche l’intelligenza artificiale si farà furba.

Caro Merlo, ho percorso con piacevole sorpresa il nuovo sottopassaggio che porta dalla nuova Piazza Pia al lungo Tevere. È un po’ troppo presto per essere certi che migliorerà la viabilità, ma sembrerebbe snellire il traffico romano. Inoltre, la sua estetica moderna riqualifica sicuramente l’infrastruttura romana, che tutti sappiamo essere degradata. A chi la conosce e ci ha vissuto, potrebbe scappare il commento: “Questo scorcio mi ricorda Parigi”.

La realizzazione di piazza Pia in 46 secondi: il timelapse del Campidoglio

Marta Pescetelli — Roma

Capisco lo stupore delle auto mandate di sotto, del decoro che sembra un altrove — l’Alma di Parigi, il Tower Subway di Londra — dello spazio ritrovato e restituito al pedone in soli 450 giorni, lavorando 24 ore su 24 ma rispettando tutte le regole. Nella capitale manicomio lo stupore significa che persino Roma può farcela quando, finalmente insieme, Vaticano, comune e governo, mettono da parte gli alibi del “non si può”: l’archeologia, la sovrintendenza, gli ecologisti, i vigili del fuoco, il tar, i subappalti, i sindacati, la corte dei conti…Caro sindaco Gualtieri, pur con un evidente eccesso di retorica, ci faccia illudere che questa Roma operosa stia ritrovando i suoi dei.

Caro Merlo, ho saputo da poco dell’esistenza dell’autolock (un dispositivo che funziona come un etilometro: sali a bordo, soffi dentro questo aggeggio e, se i valori sono fuori norma, il mezzo non parte). Ho chiesto perché non fosse obbligatorio per legge, mi è stato detto che lo è solo per i recidivi, e che comunque il costo è elevato (ma se serve a salvare una sola vita, non lo sarebbe più). Ieri ho letto che il nuovo codice della strada lo prevede, ma ancora non sarebbe in funzione perché manca un decreto attuativo che — udite udite — preveda sanzioni per chi lo manipolasse. Cioè, il legislatore già sa...

Luca Cardinalini –Roma

Beh, tu soffi nell’autolock e io guido.

Caro Merlo, la fastidiosa e ormai onnipresente frase “ fatti una domanda e datti una risposta” merita la ghigliottina?

Dario Fredella — Roma

Si dia la risposta: ghigliottina.

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