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Musk è un Lenin reazionario. Meloni, metodo Berlusconi

Elon Musk 

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Posta e risposta dell’8 gennaio 2025
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Caro Merlo, Macron ha denunciato la nuova “Internazionale reazionaria” di Elon Musk. Altro che anarchico matto! Musk è un Lenin fascista a capo di un Comintern fascista.

Giorgio Villano — Milano

Lenin non aveva soldi, Musk ne ha troppi. Certo, la capacità di influenzare che ha Musk è spaziale. E la sua propaganda visionaria ha la potenza di un apparato leninista, modernizzato sino alla “disinformazione che ha passato il segno” ha detto, spaventato, il primo ministro inglese Starmer. Perciò sarebbe sbagliato sottovalutare il suo appoggio al disordine e dunque alla riabilitazione dei partiti che in Europa si ispirano al fascismo e al nazismo. In Germania, dove si vota a febbraio, Musk si è schierato con “Alternative für Deutschland” e domani la sua leader Alice Weidel avrà a disposizione X per una diretta streaming. Alla fine dunque è suggestiva l’evocazione dell’Internazionale, che era il titolo dell’inno del movimento operario e dell’organizzazione della sinistra, inizialmente nelle…

Caro Merlo, Macron ha denunciato la nuova “Internazionale reazionaria” di Elon Musk. Altro che anarchico matto! Musk è un Lenin fascista a capo di un Comintern fascista.

Giorgio Villano — Milano

Lenin non aveva soldi, Musk ne ha troppi. Certo, la capacità di influenzare che ha Musk è spaziale. E la sua propaganda visionaria ha la potenza di un apparato leninista, modernizzato sino alla “disinformazione che ha passato il segno” ha detto, spaventato, il primo ministro inglese Starmer. Perciò sarebbe sbagliato sottovalutare il suo appoggio al disordine e dunque alla riabilitazione dei partiti che in Europa si ispirano al fascismo e al nazismo. In Germania, dove si vota a febbraio, Musk si è schierato con “Alternative für Deutschland” e domani la sua leader Alice Weidel avrà a disposizione X per una diretta streaming. Alla fine dunque è suggestiva l’evocazione dell’Internazionale, che era il titolo dell’inno del movimento operario e dell’organizzazione della sinistra, inizialmente nelle sue varie forme, ma poi divenne l’Internazionale del potere sovietico e della sua “disinformatia” stalinista che voleva, come Musk, sovvertire l’Europa.

Caro Merlo, non crede che Giorgia Meloni, come dimostra lo spettacolare viaggio lampo da Trump a Mar-a-Lago, stia replicando, in politica estera, il metodo Berlusconi del “ghe pensi mi”?

Maria D’Amico — Torino

Di sicuro è Berlusconi che, quando si trovava tagliato fuori, organizzava d’istinto il siparietto del rapporto personale, della simpatia italiana come risorsa; riempiva il vuoto (storico) della nostra politica estera con lo spettacolo dell’amicizia. Presto vedremo i risultati del viaggio di Meloni. Stare in cartellone ma non in scena è sempre ad alto rischio.

Caro Merlo, rispondendo alla mail della signora Poli che chiede come si fa a riconoscere un testo fatto dall’intelligenza artificiale, lei dice che è facile perché la lingua “è stereotipata, sono aboliti la faziosità, il sarcasmo, l’umorismo...”. In realtà non è proprio così: è sufficiente dare le giuste istruzioni (prompt) e chiederle di scrivere il testo col tono che desideriamo e questa lo farà egregiamente.

Alberto Zeni — Carrara

Sono sicuro che anche lei sorride delle frasi fatte e dei luoghi comuni dell’intelligenza artificiale, che può aiutare a scrivere, ma non ancora sostituire lo scrittore. Il prompt può ovviamente introdurre l’umorismo, ma non quello pirandelliano, può programmare il sarcasmo ma non quello che contiene, nella sfumatura di un secondo livello di lettura, anche l’elogio del disprezzato… e così via. So che si sta studiando una maggiore umanizzazione della scrittura, che comprenda anche gli errori di ortografia e le emozioni, persino quelle che, arrivando mentre si scrive, modificano “in corsa” le intenzioni dello scrittore. L’intelligenza artificiale si fa furba e anche io credo che cambierà il mondo. Per ora riprendo in mano Lo zoo di Proust, un blu Sellerio del 2022 di Daria Galateria, e ritrovo la lettera a Zadig, il cane del suo amante: “È solo quando sono ridiventato cane, un povero Zadig come te, che mi metto a scrivere e sono solo i libri scritti così che mi piacciono”.

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