Caro Merlo, nell’epoca del “fight, fight”, mica c’è da cambiar nome solo al Golfo del Messico. Anche a quell’oceano lì, il pappamolle Pacifico.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Usiamo gli stessi aggettivi per l’uomo e per il mare: nervoso, agitato calmo, trasparente, pacifico… Un mare che somiglia a Trump? Oceano Fanfarone.
Caro Merlo, siamo sicuri che Trump, che si ritiene chiamato da Dio per fare di nuovo l’America grande, allo scadere del secondo mandato si rassegnerà? Temo che farà di tutto per aggirare o abrogare il XXII° emendamento, supportato dalla violenza dei suoi seguaci, di cui abbiamo già avuto prova a Capitol Hill. Lei lo escluderebbe?
Marcello Tartaglia — Bologna
Non escludo che ci provi, escludo che ci riesca.
Caro Merlo, onore al merito a Sergio Scandura di Radio Radicale, noto più all’estero e sconosciuto ai talk show. Soprannominato “la vedetta del Mediterraneo” per le precise informazioni sulle rotte e sugli sbarchi dei migranti, ci ha informato anche sul F…
Caro Merlo, nell’epoca del “fight, fight”, mica c’è da cambiar nome solo al Golfo del Messico. Anche a quell’oceano lì, il pappamolle Pacifico.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Usiamo gli stessi aggettivi per l’uomo e per il mare: nervoso, agitato calmo, trasparente, pacifico… Un mare che somiglia a Trump? Oceano Fanfarone.
Caro Merlo, siamo sicuri che Trump, che si ritiene chiamato da Dio per fare di nuovo l’America grande, allo scadere del secondo mandato si rassegnerà? Temo che farà di tutto per aggirare o abrogare il XXII° emendamento, supportato dalla violenza dei suoi seguaci, di cui abbiamo già avuto prova a Capitol Hill. Lei lo escluderebbe?
Marcello Tartaglia — Bologna
Non escludo che ci provi, escludo che ci riesca.
Caro Merlo, onore al merito a Sergio Scandura di Radio Radicale, noto più all’estero e sconosciuto ai talk show. Soprannominato “la vedetta del Mediterraneo” per le precise informazioni sulle rotte e sugli sbarchi dei migranti, ci ha informato anche sul Falcon dei Servizi che il 21 gennaio, già alle 10.14, aspettava il torturatore Almasri per portarlo in Libia quando Nordio ancora “valutava” le carte pervenute dalla Corte dell’Aja
Sergio Giucastro — Milano
Il testardo Sergio Scandura da anni offre, giorno dopo giorno e spesso in solitudine, i lutti e le scelleratezze del Mediterraneo agli ascoltatori di Radio Radicale. Solo gli storici del futuro vi troveranno il senso. Scandura è il cronista italiano delle migrazioni, della nuova ferocia nel mare che sembrava averle sperimentate tutte.
Caro Merlo, ho trascorso, in gioventù, molti anni nei Seminari: medie e ginnasio a Bisceglie, con il vicerettore cardinal Monterisi; liceo a Molfetta, dove il medico era il padre di Riccardo Muti; teologia a Viterbo (La Quercia) con i cardinali Filoni e Frezza come compagni. Sono uscito prima di terminare gli studi ed essere ordinato sacerdote e nella vita ho fatto (ricordi?) il critico musicale (Venerdì, Musica Rock, Giornale...). Ho conosciuto molti seminaristi (a Molfetta si era oltre 500). Si viveva in grandi “camerate” e mai ho avuto la percezione che ci fossero episodi di pedofilia fra superiori e allievi o di omosessualità. Perché allora tutto questo clamore? Solo — così la penso — perché la Chiesa ha avuto il coraggio di denunciarli. Pedofili ve ne sono dappertutto. La Chiesa in questo primeggia? Sì, nella denuncia.
Pietro Acquafredda — Roma
Caro Pietro, certo che ti ricordo, autorevole musicologo e professore nei Conservatori. Penso che minimizzi troppo, ma nella sostanza hai ragione. La pedofilia dei preti in Italia è stata un fenomeno marginale, solo raramente truce, e io stesso, che ho frequentato la scuola dei salesiani, ricordo un solo prete pedofilo, originario di Malta, insegnante di inglese, non carnefice ma vittima della goliardia, innocuo poveraccio che i ragazzini prendevano in giro e facevano arrossire aprendosi la patta dei pantaloni e gridandogli: “Viva Malta indipendente”.