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Milano, la “troppità” degli arresti. Almasri, il poliziotto della destra

Tripoli, 21 gennaio: il ritorno di Almasri in Libia (ansa)

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Posta e risposta di sabato 1 febbraio 2025
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Caro Merlo, Cino Zucchi, l’archistar milanese, scrive: “Tanto qualsiasi risultato esca dalla gara qualcuno avrà da dire: Boeri, Zucchi e la Cupola milanese”. Parole profetiche. Puntuali i pubblici ministeri hanno detto la loro: arresti domiciliari. Tra gli indagati e alcuni concorrenti sono corsi molti messaggi. Non sempre la pensavano allo stesso modo. Comunque non si sono viste tangenti. Tutt’al più c’è il venticello del malcostume diffuso di orientare i concorsi. Le manovre dei cattedratici fanno scuola. Ma i domiciliari non sono esagerati? Di questo passo bisognerà costruire residenze coatte per associati e ordinari.

Mirella Serri

Meno male che, nonostante questo malcostume di addomesticare i concorsi, ci sono anche delle eccellenze, non solo Boeri e Zucchi e non solo in architettura, ma anche in fisica, come testimonia il premio Nobel Giorgio Parisi, e poi in medicina, in chimica e matematica e in tutti i saperi umanistici, il che potrebbe confermare paradossalmente la validità…

Caro Merlo, Cino Zucchi, l’archistar milanese, scrive: “Tanto qualsiasi risultato esca dalla gara qualcuno avrà da dire: Boeri, Zucchi e la Cupola milanese”. Parole profetiche. Puntuali i pubblici ministeri hanno detto la loro: arresti domiciliari. Tra gli indagati e alcuni concorrenti sono corsi molti messaggi. Non sempre la pensavano allo stesso modo. Comunque non si sono viste tangenti. Tutt’al più c’è il venticello del malcostume diffuso di orientare i concorsi. Le manovre dei cattedratici fanno scuola. Ma i domiciliari non sono esagerati? Di questo passo bisognerà costruire residenze coatte per associati e ordinari.

Mirella Serri

Meno male che, nonostante questo malcostume di addomesticare i concorsi, ci sono anche delle eccellenze, non solo Boeri e Zucchi e non solo in architettura, ma anche in fisica, come testimonia il premio Nobel Giorgio Parisi, e poi in medicina, in chimica e matematica e in tutti i saperi umanistici, il che potrebbe confermare paradossalmente la validità del sistema dell’addomesticare i concorsi. La questione è intricata. E l’indagine della procura di Milano sul concorso — comunale — per la Biblioteca Beic, insegue proprio questo teorema: come tutti i concorsi, anche questo è stato pilotato dalla giuria per far vincere il progetto degli amici. Sicuramente i concorsi sono una trincea permanente ma i due architetti indagati Stefano Boeri e Cino Zucchi sono, in misura diversa, due campioni di un mercato del lavoro moderno e competitivo che è molto esposto al reato, pure quando non c’è; tutti lo sanno e anche loro lo sapevano. Penso anche io che, partita l’indagine, sia interesse generale, di Milano e ovviamente di Boeri e Zucchi, che i pm indaghino a fondo e bene. Ma c’è quel dettaglio rivelatore, una dismisura da accanimento, una troppità che sovverte la gerarchia dei delitti e delle pene: la richiesta degli arresti domiciliari, come fossero pericolosi delinquenti. I procuratori rischiano così di somigliare ai pm come se li inventava Berlusconi, sembrano disegnati dai giornalisti di destra, quelli che gongolano perché le toghe rosse arrestano gli architetti rossi.

Caro Merlo, che a destra si difenda un torturatore e trafficante libico (“marocchino”, nel senso comune dell’elettore comune destrorso) per di più rimandato a casa “a spese nostre”, è un contrappasso strepitoso. A saperlo vedere.

Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)

E però i poliziotti, del mare o della strada, nell’etica e nell’estetica della peggiore destra somigliano a Almasri. Sadico capobanda senza scrupoli, il torturatore libico è la caricatura del poliziotto-sceriffo, che picchia i poveri immigrati che sono i suoi simili, i suoi fratelli. Purtroppo l’Italia dal 2017 delega il controllo del Mediterraneo alle bande libiche che trafficano in esseri umani e che Almasri comanda.

Caro Merlo, si sente troppo “ragazzo giovane”. Ghigliottiniamo?

Domenico Miceli — Napoli

No. Non ghigliottiniamo gli errori, ma gli abusi e i luoghi comuni. E promuoviamo “vecchi ragazzi”.


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