Caro Merlo, è l’epoca delle nostalgie per i grandi mediatori da Gandhi a Mandela, Kofi Annan, Carter e Jean Monnet. Tutti vorrebbero il dialogo. Il presidente della Anm Cesare Parodi porge il ramoscello d’ulivo alla premier: “Le spiegheremo le nostre ragioni”. Ma aggiunge grintoso “Senza cedimenti”. Zelensky si è detto pronto a partecipare ai colloqui con Putin e Trump. Però sottolinea “purché vi siano garanzie che America e Europa non ci abbandoneranno”. Teme di finire sotto al tacco delle grandi potenze. Il Pd cerca un federatore ma non lo trova mentre l’opinione pubblica mondiale ripone la sua fiducia nel Papa. Ma il “pacificator” esiste o le spade dei “terminator” sono sempre sguainate?
Mirella Serri
I veri terminator non sono montagne d’uomo con i muscoli scolpiti di Schwarzenegger, ma ominicchi da “Dio è con noi”, proprio come i fanatici che dicono di avere visto la Madonna e pregano alla casa Bianca con Trump: “Beati gli operatori di pace”. Insomma i nuovi terminator sono i “…
Caro Merlo, è l’epoca delle nostalgie per i grandi mediatori da Gandhi a Mandela, Kofi Annan, Carter e Jean Monnet. Tutti vorrebbero il dialogo. Il presidente della Anm Cesare Parodi porge il ramoscello d’ulivo alla premier: “Le spiegheremo le nostre ragioni”. Ma aggiunge grintoso “Senza cedimenti”. Zelensky si è detto pronto a partecipare ai colloqui con Putin e Trump. Però sottolinea “purché vi siano garanzie che America e Europa non ci abbandoneranno”. Teme di finire sotto al tacco delle grandi potenze. Il Pd cerca un federatore ma non lo trova mentre l’opinione pubblica mondiale ripone la sua fiducia nel Papa. Ma il “pacificator” esiste o le spade dei “terminator” sono sempre sguainate?
Mirella Serri
I veri terminator non sono montagne d’uomo con i muscoli scolpiti di Schwarzenegger, ma ominicchi da “Dio è con noi”, proprio come i fanatici che dicono di avere visto la Madonna e pregano alla casa Bianca con Trump: “Beati gli operatori di pace”. Insomma i nuovi terminator sono i “pacificator” che, per mettere pace fra i due litiganti, propongono di afferrare l’aggredito e di tenerlo fermo così che l’altro lo colpisca meglio e lo “costringa” alla pace.
Caro Merlo, la ringrazio perché, nella risposta sulla “nonna del terremoto”, riferendosi “all’etica e all’estetica della tragedia” ha citato Karlheinz Stockhausen sull’11 settembre. L’ho conosciuto personalmente e so che quel pensiero gli costò molto sotto diversi aspetti. Per comprenderne il senso fortemente spirituale ci voleva infatti un’apertura mentale non comune. Ritrovarlo nella sua risposta mi ha fatto riflettere su quanto sia ingiustamente frammentaria la memoria e la considerazione, anche (soprattutto) fra i professionisti, dell’avanguardia musicale di Berio, Donatoni, Castaldi, Stockhausen…
Gian-Luca Petrucci (professore emerito del Conservatorio Santa Cecilia di Roma)
Imprevedibile, il destino delle avanguardie è fatto di assenze e di ritorni inattesi. Ci tocca aspettare, dunque, il futuro per ritrovare e capire tutta la grandezza di Berio, Donatoni, Castaldi e Stockhausen. Anche se, nei giorni dello strazio di Sanremo, si arriva persino a dubitare che la musica abbia un futuro.
Caro Merlo, sabato 8 febbraio è stata inaugurata la prima capitale europea della Cultura transfrontaliera che vede coinvolte Nova Gorica (Slovenia ) e Gorizia (Italia). Il progetto si chiama Borderless (Senza Confini). Purtroppo, da circa un anno, l’Italia ha sospeso Schengen facendo ritornare la polizia nei valichi. Per uno come me, europeista convinto che ha festeggiato nel 2004 l’entrata della Slovenia in Europa e nel 2007 anche nell’area Schengen, rivedere questa divisione è un colpo al cuore.
Roberto Furlanut — Gorizia
Appena uscito, il magnifico libro “Gorizia-Nova Gorica” (Gaspari Editore) di Paolo Nicoloso, Luka Skansi e Ferruccio Luppi, è anche un esempio di collaborazione scientifica perché gli autori sono storici dell’architettura sloveni e italiani. Anche la Francia, a Ventimiglia, sospese Schengen. C’è ancora un confine libero, quello di Chiasso, che però porta fuori dall’Europa.