Caro Merlo, in un momento così triste, difficile, angoscioso, volevo farla sorridere con questa immagine: il giornale berlinese “Der Tagesspiegel” l’ha pubblicata con la dicitura, appunto, “definire il termine ‘tedesco’ in un’immagine”. La foto è stata fatta alla Biblioteca statale di Unter der Linden.
Letizia Cosentino — Urbino
Nella foto c’è una lunga scala scura e su ogni gradino (ne conto undici, ma se ne indovinano di più) c’è sempre la stessa scritta: “Vorsicht Stufe. Attenti al gradino”. Domenica 23 febbraio si vota e forse è una metafora, ma la foto conferma lo stereotipo sui tedeschi e al tempo stesso lo nega perché lo prende in giro.
Caro Merlo, penso che l’accordo Usa-Russia dopo la trattativa a Riad verrà ricordato come la nuova conferenza di Versailles, quella che creò le ingiuste condizioni per un futuro tragico.
Claudio Franzino — Bosconero (Torino)
La miserabile accusa di Trump a Zelensky, avere iniziato la guerra che ha invece subito, illumina questo accordo di…
Caro Merlo, in un momento così triste, difficile, angoscioso, volevo farla sorridere con questa immagine: il giornale berlinese “Der Tagesspiegel” l’ha pubblicata con la dicitura, appunto, “definire il termine ‘tedesco’ in un’immagine”. La foto è stata fatta alla Biblioteca statale di Unter der Linden.
Letizia Cosentino — Urbino
Nella foto c’è una lunga scala scura e su ogni gradino (ne conto undici, ma se ne indovinano di più) c’è sempre la stessa scritta: “Vorsicht Stufe. Attenti al gradino”. Domenica 23 febbraio si vota e forse è una metafora, ma la foto conferma lo stereotipo sui tedeschi e al tempo stesso lo nega perché lo prende in giro.
Caro Merlo, penso che l’accordo Usa-Russia dopo la trattativa a Riad verrà ricordato come la nuova conferenza di Versailles, quella che creò le ingiuste condizioni per un futuro tragico.
Claudio Franzino — Bosconero (Torino)
La miserabile accusa di Trump a Zelensky, avere iniziato la guerra che ha invece subito, illumina questo accordo di Riad e chiarisce com’è ridotta la parola “pace”: un’offesa all’aggredito, una dichiarazione di guerra, un sinonimo di resa, un tradimento.
Caro Merlo, ho letto sul sito di “Repubblica” che Altman e Musk vogliono sganciare bombe atomiche su Marte per renderlo abitabile, non so come, forse scaldandolo, nonostante i dubbi scientifici. Così dopo i fascisti su Marte avremo la reificazione di Paperoga, Archimede Pitagorico, Eta Beta, il Dottor Stranamore e Guerre Stellari. Alla fine tutte le idee americane passano sempre da Hollywood.
Maria Luisa Gatti — Brescia
Stanno togliendo il fascino anche alle “americanate”, che per noi erano le meraviglie della spavalderia, esagerate come gli uragani e i grattacieli, e ora suonano come le più vecchie e screditate cretinaggini.
Caro Francesco, una piccola correzione al mio ultimo Straparlando. Come si usa dire, una errata corrige per la firma in palchetto dell’intervistata, apparsa come Anna Ferrauta e non Anna Ferruta. Niente di male. Accade. Essendo Ferruta un’autorevole psicoanalista viene da pensare, ironia della sorte, a una specie di vendetta dell’inconscio tipografico. Chi indagò a fondo l’argomento fu Sebastiano Timpanaro. Uomo complesso, sommo classicista, afflitto da nevrosi mai risolte. Nel suo Lapsus freudiano sollevò il dubbio che quello verbale avesse un’origine sessuale. A riprova della sua tesi elencò gli errori dei copisti antichi e medievali. Oltretutto, in un certo periodo della sua vita, era stato correttore di bozze. Mestiere decisamente vintage. Ma in fondo chi meglio di Timpanaro, filologo eccelso, poteva affrontare l’indisciplina delle parole? La caduta di una lettera non deve necessariamente finire nel cimitero dei refusi.
Antonio Gnoli
Ahimè, refuso, ma di senso cangiante, come la famosa donna elefante che era elegante. È stato un atto o attimo di distrazione o distruzione, di trasgressione o trascrizione, dettato o destato? E alla fine Anna Ferruta ne esce pulita o punita? Insomma qualcosa è avvenuto, senza polpa di nessuno.