Caro Merlo, l’abbiamo sentito ripetere infinite volte, pure con un senso di colpa: in Italia dobbiamo fare “come la Germania, che ha fatto i conti con il passato” mentre noi non abbiamo reciso “quelle radici che non gelano”, come diceva Mussolini, e che ancora oggi alimentano il neofascismo. Ma adesso, l’Afd neonazista è il secondo partito della Germania. Non sarà che anche nella patria delle camicie brune non c’è stato un lavoro approfondito sulla memoria? Non sarà che le ideologie di estrema destra sono cancri inestirpabili, a Roma come a Berlino, e non bastano i pannicelli caldi dei buoni propositi e buoni discorsi?
Mirella Serri
Nell’orrendo passato fascista degli italiani non c’è l’Olocausto con cui fare i conti, ma credo che tu abbia ragione e ci toccherà tornare a studiare la Germania, magari rivalutando lo schiaffone che nel mitico 1968, Beate Klarsfeld, che oggi ha 86 anni, gridando “nazi, nazi” diede al cancelliere Kurt Geoge Kiesinger, che nella sua prima vita era stato n…
Caro Merlo, l’abbiamo sentito ripetere infinite volte, pure con un senso di colpa: in Italia dobbiamo fare “come la Germania, che ha fatto i conti con il passato” mentre noi non abbiamo reciso “quelle radici che non gelano”, come diceva Mussolini, e che ancora oggi alimentano il neofascismo. Ma adesso, l’Afd neonazista è il secondo partito della Germania. Non sarà che anche nella patria delle camicie brune non c’è stato un lavoro approfondito sulla memoria? Non sarà che le ideologie di estrema destra sono cancri inestirpabili, a Roma come a Berlino, e non bastano i pannicelli caldi dei buoni propositi e buoni discorsi?
Mirella Serri
Nell’orrendo passato fascista degli italiani non c’è l’Olocausto con cui fare i conti, ma credo che tu abbia ragione e ci toccherà tornare a studiare la Germania, magari rivalutando lo schiaffone che nel mitico 1968, Beate Klarsfeld, che oggi ha 86 anni, gridando “nazi, nazi” diede al cancelliere Kurt Geoge Kiesinger, che nella sua prima vita era stato nel governo nazista, molto legato a Goebbels. Simbolo della protesta studentesca, che in Germania come in Italia — i due Paesi europei sconfitti — fu poi insanguinata dal terrorismo, quello schiaffo, come un colpo di tamburo, stanò il mostro nazista che, a quanto pare, ancora oggi non è stato domato. Va aggiunto che la retorica della Germania dell’Est, di cui l’Afd raccoglie la rabbia, non si nutriva del senso di colpa verso il passato nazista, ma al contrario identificava la Ddr con l’antinazismo vincitore, con il blocco sovietico. Non so se è meglio o peggio, ma l’Afd, che ne promette di tutti i colori, più che un partito nazista è un partito russo.
Caro Merlo, Calenda, per una volta, ha ragione: in difesa dell’Ucraina Giorgia Meloni ha detto a Washington “parole nette e chiare, in un contesto difficile”. Poteva dire di più? Il coraggio l’ha avuto, vedremo quanto resisterà a Trump. Invece Elly Schlein non è andata alla manifestazione di Roma in solidarietà all’Ucraina. Se, come nelle proporzioni aritmetiche, Trump sta alla Meloni come Conte sta a Schlein, lascio a lei il calcolo finale.
Laura Traverso — Genova
Più che una proporzione, quella fra Trump e Conte mi sembra una sproporzione. Giorgia Meloni, grande amica di Trump e di Zelensky, sull’Ucraina è stata coerente e leale. Sta sperimentando l’italianissima politica della doppiezza, l’astuzia andreottiana dei “due forni”, le contorsioni dell’ossimoro di Moro, le nostre sintesi impossibili, come il comunismo democratico, insomma il piatto forte della storia nazionale. È astuzia, certo, ma con momenti di grande coraggio. Invece, per contrastare Conte non ci vuole coraggio o, meglio, il coraggio ci vuole per dargli ancora retta.
Caro Merlo, Vannacci è “il generale Vannacci”. Non succede ad altri con “professore, avvocato, ingegnere”. Piaggeria?
Emilio Di Lisio — Campi Bisenzio (Firenze)
Al contrario, la sua esibizione di militarismo e machismo, le armi, le medaglie … danno al titolo di “generale” il suono dello sberleffo, come una pernacchietta.