Caro Merlo, una volta c’erano i marxisti-leninisti e i neofascisti, gli uni contro gli altri armati. Facevano danni anche seri ma non catastrofici: erano entrambi lontani dal potere. Oggi abbiamo gli italo-putiniani e gli italo-trumpiani, un po’ a sinistra e molto a destra, un po’ all’opposizione e molti in maggioranza. Non si azzuffano più. Anzi c’è uno scambio non troppo sotterraneo di amorosi sensi. Cos’è successo? Cos’hanno in comune persone con storie tanto lontane? Mi pare che un minimo comun denominatore ci sia, e nient’affatto minimo: il disprezzo per la democrazia.
Mirella Serri
In attesa che la democrazia europea ricambi il loro disprezzo, impariamo a conoscere meglio le SturmTrumpen — “In Trump We trust” — che offriamo alla studio degli allievi di Levi Strauss a partire dai tre prototipi riconoscibili: Salvini è l’Italtrump, Stroppa è l’Italmusk e Conte è il Trumpallero.
Caro Merlo, potrebbero i commentatori dell’attualità, almeno quelli non allineati al trumpismo, risp…
Caro Merlo, una volta c’erano i marxisti-leninisti e i neofascisti, gli uni contro gli altri armati. Facevano danni anche seri ma non catastrofici: erano entrambi lontani dal potere. Oggi abbiamo gli italo-putiniani e gli italo-trumpiani, un po’ a sinistra e molto a destra, un po’ all’opposizione e molti in maggioranza. Non si azzuffano più. Anzi c’è uno scambio non troppo sotterraneo di amorosi sensi. Cos’è successo? Cos’hanno in comune persone con storie tanto lontane? Mi pare che un minimo comun denominatore ci sia, e nient’affatto minimo: il disprezzo per la democrazia.
Mirella Serri
In attesa che la democrazia europea ricambi il loro disprezzo, impariamo a conoscere meglio le SturmTrumpen — “In Trump We trust” — che offriamo alla studio degli allievi di Levi Strauss a partire dai tre prototipi riconoscibili: Salvini è l’Italtrump, Stroppa è l’Italmusk e Conte è il Trumpallero.
Caro Merlo, potrebbero i commentatori dell’attualità, almeno quelli non allineati al trumpismo, risparmiarci la definizione “la più grande democrazia del mondo” quando si riferiscono agli Usa?
Anna Maria Becherini
Jean-Luc Godard diceva di odiare John Wayne quando marciava alla testa dei “berretti verdi” ma di amarlo quando prendeva in braccio Natalie Wood dicendole “torniamo a casa”. Era l’America sognata da Alberto Sordi, che era il più bravo a parodiarla. Sono tantissime le ragioni per credere che la più grande democrazia del mondo sopravviverà a Trump anche se è vero che neppure in America la democrazia e la libertà sono per sempre.
Caro Merlo, sono un’ascoltatrice accanita di Radio Radicale, che mi fa compagnia soprattutto in macchina che, per lavoro, uso molto, ma non sopporto guidare con le canzonette. Le dirette dal Parlamento, di cui faccio scorpacciate, mi fanno sospettare che esista uno stile italiano degli interventi di deputati e senatori, che sono sempre roboanti, retorici più del dovuto e, alla fine, secondo me, non al servizio degli obiettivi concreti che perseguono. E riguarda tutti, maggioranza e opposizione. Non vorrei offendere qualcuno e faccio un esempio ever green: il caro bollette. Prima di arrivare ai prezzi esagerati, non c’è nessuno, dico nessuno, che non si dilunghi sull’importanza di luce e gas nella modernità, su cos’è un bene primario, sulla lampadina che ha cambiato l’umanità e come la società liquida sia diventata gassosa. Quando poi i temi sono alti si vola nell’iperuranio. Ieri era il giorno della memoria e tutti sembravano Cicerone.
Laura Traverso — Genova
Siamo il Paese del mal di parola che ci riguarda tutti, non solo i parlamentari che, con la magniloquenza sulle bollette, si sentono all’altezza della missione suprema di compiere la Storia. E tenga conto, anche se non è il caso suo, che esiste la retorica dell’antiretorica.
Caro Merlo, direi di ghigliottinare “sono stato frainteso” soprattutto pronunciato il giorno dopo le critiche.
Felice Ficcò — Arco (Trento)
Ghigliottina per “sono stato frainteso”, salvando così il suo nome e cognome.